Recensione “L’incubo dietro la porta” di Fabrizio Valenza

Dopo il grande successo de L’isola dei mortiFabrizio Valenza propone un nuovo romanzo horror, dove i mostri nascosti nelle profondità dell’anima possono diventare letali se non vengono affrontati fino in fondo. Le storie di case stregate non sono mai state così inquietanti.

Enrico Malera è un guardiano notturno. Nulla di male che il suo amico Gianfranco gli chieda di tenergli casa per una settimana, mentre lui è in giro per affari. Giusto?
No: sbagliato! Enrico non avrebbe mai dovuto accettare l’incarico e adesso si ritrova a dover gestire un luogo in cui accadono cose strane. Come mai il tempo sembra sospeso nell’attesa di qualcosa di tremendo? Perché la popolazione del vicino paese di Verulengo è scomparsa? Cosa succede quando si scende nella cantina, alla ricerca del cibo per il grande leonberger di nome Black che gli è stato affidato assieme alla casa?
La sensazione è quella di aver oltrepassato una soglia che non doveva essere superata. Ma Enrico ha altri scopi che lo muovono: per una volta, vuole godersi la ricchezza che lui non è mai riuscito a guadagnarsi, e vedere cosa si prova.
Come gli suggerisce qualcuno al telefono, però, è meglio non guardare, per nessun motivo al mondo.

Titolo: L’incubo dietro la porta
Autore: Fabrizio Valenza
Editore: Indipendente
Genere: Horror
Data pubblicazione: 29 Luglio 2023
Voto: 4/5

Classificazione: 4 su 5.

Recensione

Fabrizio Valenza è un autore che conosco ormai bene, e non potevo che aspettarmi da lui una storia inquietante e coinvolgente. Anche stavolta mi ha accontentata.

L’incubo dietro la porta è un romanzo dalle tinte horror che narra la storia di Enrico, uomo qualunque con cui si può facilmente empatizzare, che accetta un lavoretto offertogli dal vecchio amico Gianfranco: guardargli la casa mentre lui è fuori per qualche giorno.

La villa dove abita Gianfranco è ampia, ricca e piena di comfort. Super televisioni, divani dalla pelle morbida, rifornimenti di cibo per secoli interi…C’è perfino un ottimo guardiano, il grosso cagnone Black. Enrico è convinto che passerà i giorni di “lavoro” a riposarsi, godendosi il lusso di quella casa meravigliosa, ma si sbaglia. Presto, infatti, cominciano a manifestarsi inquietanti segnali che qualcosa, là dentro, non va. Forse c’entra la morte di Loredana, la compagna di Gianfranco, che è affogata nel laghetto in giardino.

Ecco che la mente di Enrico inizia a giocargli brutti scherzi: visioni raccapriccianti, rumori misteriosi, odori rivoltanti. Enrico trova peli neri nel cibo che mangia, si interroga sulla televisione sempre accesa, constata l’agitazione di Black che continua a ululare e lamentarsi. Che sta succedendo?

E così comincia a scoprire, pian piano, che la casa e il paese poco distante nascondono segreti inconfessabili, e che la presenza di Loredana impregna ancora le pareti della villa in un modo che non osa neanche immaginare…

L’incubo dietro la porta rientra in quella categoria di romanzi dell’orrore che presentano un protagonista che discende in una spirale di dubbi e incertezze che lo conducono al limite della follia. Solo, disperato e senza appigli per la propria sanità mentale, Enrico cerca di non soccombere agli eventi inspiegabili che lo circondano.

La tensione crescente che Valenti costruisce tiene incollati alle pagine. Il fatto che, per gran parte del libro, Enrico sia l’unico personaggio in scena non pesa per niente sul ritmo della narrazione. Inoltre, il protagonista è dipinto come umano e imperfetto, cosa che rende possibile la quasi istantanea immedesimazione con lui. Seguiamo la sua storia con il fiato trattenuto, consapevoli che qualcosa di minaccioso e terribile sta per piombargli addosso.

Ho adorato la scena in paese, dove Enrico si trova schiacciato dalla solitudine e dall’inspiegabile assenza di altre persone.

Ottima anche la dinamica vigente tra lui e il personaggio di Loredana, così come la volontà del protagonista di riscattarsi rispetto al passato.

Avrei voluto che il libro durasse un po’ di più, per vedere cosa si sarebbe inventato ancora l’autore per accrescere la tensione fino alla conclusione, che ho trovato appropriata e soddisfacente.

MI sarebbe piaciuto si fosse indagato di più sulle foto che scova Enrico, o sulla figura inquietante del postino, ma non posso aggiungere altro perché sfocerei nello spoiler.

Lo stile narrativo, infine, è buono, non pretenzioso. Ritmato, veloce e fresco.

Nel complesso, consiglio la lettura di L’incubo dietro la porta agli appassionati del genere.

Voto: 4/5

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Austin Dove ha detto:

    è voluto che leggendo la tua rece mi venisse in mente The Shining?

    Piace a 1 persona

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