Recensione “Le Principesse di Acapulco” di Giorgio Scerbanenco

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Titolo: Le principesse di Acapulco

Autore: Giorgio Scerbanenco

Editore: Garzanti

Genere: Giallo

Data pubblicazione: 7 Giugno  2012

Voto: 4/5

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Sinossi

Chi ha ucciso la principessa Alessandra Rudescenko, sull’orlo della sua piscina di Acapulco, all’alba di una notte di festa in cui si è bevuto troppo alcol? Sua madre, la principessa Nicoletta, si è accusata un po’ troppo in fretta di una “imprudenza” che potrebbe coprire un delitto, commesso da altri. Ma chi è l’assassino della bella Alessandra? Forse il suo quinto marito, Domingo Urrales, che amava troppo la figliastra? O l’equivoco Heinrich Bergen, cacciatore di dote, fresco vedovo dell’uccisa? O qualcun altro della piccola corte ambigua che sta attorno alla vera principessa, Sofia Rudescenko, che ha conosciuto lo zar e le feste di Pietroburgo? Il giovane Ariberto Sartoris, che ha ricevuto le confidenze di Alessandra, vuole sapere la verità.

Recensione

Quelle terribili giornate afose, in cui i tuoi decidono di ridurti in fumante poltiglia di Chiara trascinandoti con borse e borsoni sulla spiaggia? Dover fare l’interminabile viaggio in macchina fra autisti e padri di famiglia strombazzanti e innervositi dalla calura, trascinare zaini e ombrellone con cui rischi perennemente di impalare qualcuno e provocarti ustioni di ottavo grado sulle piante dei piedi perchè la sabbia ha raggiunto una temperatura magmatica? Personalmente la mia idea di mare consiste nell’arrivare in motorino, dotata soltanto di eventuale asciugamano, lanciarlo con piroette ovunque si vada a posare e schiantarmi in acqua per starci tutto, e dico tutto, il tempo, nuotando o galleggiando dentro un anello colorato che puntualmente si sgonfia come i soufflè usciti male. Ma, ahimè, esistono le temute, puntuali ed efferate domeniche, in cui il viaggio all’inferno è d’obbligo, con tanto di panini, bevande, frutta, dolcetto, pizzetta, lasagne, pollo arrosto di nonna, patate fritte nell’olio rifritto e, già che ci siamo, burro direttamente dalla vaschetta per garantire una digestione veloce e far prima il bagno. Nonostante il supporto dei miei, che mi sventolano con riviste e con premura cercano di spingermi all’ombra quando ruota il sole, stare tutto il giorno al mare per me è una tortura. Complice la pressione bassa e una resistenza pressochè inesistente, l’unica cosa che riesce a far volare il tempo è leggere; beandomi magari in una storia che mi cattura e mi rende immune da palloni calciati addosso da persone molto ben educate, cani che ti vengono ad insabbiare l’asciugamano appena riposto o venditori ambulanti che tentano di venderti occhiali da sole dagli improbabili colori fluo o braccialetti a rottura facile. “Le Principesse di Acapulco” è un libro che ti cinge con i suoi misteri ammaliatori, costringendoti a leggerlo senza poter staccare gli occhi dalla pagina, affamato di verità e giustizia per la principessa Alessandra Rudescenko. Il racconto si apre in una calda e afosa giornata messicana, nel bel mezzo della festa di compleanno della Principessa diciamo “senior” Nicoletta, la prima delle tre famose lady di Acapulco, trasferitasi lì grazie ad ambiziosità e doti intellettuali molto tempo prima, scappando dal furioso nazismo e dall’ambiente ostile. Tra migliaia di invitati conditi dal più alto numero di nobiltà messicana e non solo, spiccano personaggi di tutti i tipi, dal “Rasputin delle Rudescenko”, uomo mellifluo e falso che si occupa degli affari della famiglia al marito della più giovane Alessandra, figlio di un temuto nazista e completamente assorbito da se stesso e dalla sua amante inglese mentre la moglie se ne sta col nuovo marito della madre, che ne colleziona di nuovi ogni mese, appaiati al nuovo tipo di tacchi. I protagonisti non vengono descritti alla perfezione, ma grazie ad una scrittura affilata come la lama di una mannaia riusciamo a cogliere da pochi gesti e dati di fatto pronunciati all’inizio da una spietata giornalista tedesca l’intera figura e lo spessore degli abitanti delle pagine. Il delitto della giovane principessa si consuma davanti agli occhi di nove persone, alcune veramente insospettabili, ma fin dall’inizio si può avere il sentore di come andrà la storia, di chi è che ha sparato senza pietà contro l’esile petto della ragazza, causandone la morte. Le indagini condotte da Ariberto Sartoris che tempo prima aveva colto delle informazioni da una Alessandra Rudescenko molto ubriaca e spaventata intrufolatasi nella sua auto ci aiutano a dipanare gli ultimi veli della nebbia dell’incertezza, permettendoci di additare un colpevole che probabilmente non ci farà così rabbia come ci si aspetterebbe, per innumerevoli ragioni.

Se gradite i gialli mozzafiato, ricchi di suspense e accompagnati da uno stile di composizione asciutto e familiare vi consiglio vivamente questo romanzo, per sopravvivere ad una giornata al mare ma anche per una comoda lettura pomeridiana o serale, insomma, quando vi va di più una bella manciata di emozioni e il brivido dell’ignoto!

voto: 4/5

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