Recensione “Pesce lanterna” di Lorenzo Muccioli

Questo romanzo si interroga sul rapporto eterno tra il bene e il male, affrontando temi di grande attualità come revenge porn e bullismo. Giorgio Antonelli ha 26 anni e non gliene frega niente della crisi perché tanto preferirebbe farsi amputare un piede piuttosto che mettersi a cercare un lavoro. Anzi, in realtà un lavoro ce l’ha: scrive fake news da dare in pasto ai leoni da tastiera del web. Avete presente, no, quelle storie sul Papa che è un rettiliano travestito oppure sui microchip infilati sotto la pelle con il richiamo del vaccino? Giorgio passa il tempo a inventare bugie digitali per non dovere raccontare a se stesso l’unica verità di cui è certo. Giorgio è innamorato di Lavinia, e questa non è un fake news. Solo che Lavinia adesso è in coma farmacologico dopo aver tentato il suicidio ingerendo metamfetamine finché il suo cuore non si è fermato. Lavinia, dovete sapere, è la vittima innocente di revenge porn. Un brutto giorno Lavinia si è svegliata e ha scoperto che quel maledetto video – un video rubatole di nascosto – era finito su tutti gli smartphone d’Italia, nelle chat di WhastApp e sui siti porno. Così ha cercato di farla finita. Giorgio ha tanti segreti, che non possono essere postati su Facebook. Adesso però il suo obiettivo è solo uno: scoprire chi è l’infame che ha deciso di sputtanare la vita di Lavinia, la ragazza che ama. Chi ha messo in circolazione il video? E per quale motivo lo ha fatto? Come un pesce lanterna, Giorgio vuole portare la luce negli abissi marini, là dove l’oscurità è totale. Batman aveva Robin, Frodo aveva Sam; Giorgio, invece, al suo fianco ha Barone, un ragazzo autistico che da piccolo è stato vittima di bullismo. E il bullo, guarda caso, era proprio Giorgio. Le storie di Lavinia e di Barone si intrecciano fino quasi a sovrapporsi. Da una parte Giorgio cercherà di aiutare Barone ad uscire dal suo guscio e a trovare fiducia in se stesso. Barone, invece, spingerà Giorgio ad affrontare i propri demoni e paure, a capire fino a che punto il male può essere radicato nell’uomo e quanto è difficile compiere il bene quando tutto intorno è male

Titolo: Pesce lanterna

Autore: Lorenzo Muccioli

Editore: Independently published

Genere: Narrativa

Data pubblicazione: 10 Febbraio 2021

Voto: 5/5

Classificazione: 5 su 5.

Cartaceo -> 11,43€ | Ebook -> 0,99€

Recensione

No, questo libro non parla del sequel di Alla ricerca di Nemo. Anche perchè hanno già fatto il film su Dory, ce ne manca solo un altro, di film sui pesci. Tuttavia, il pesce lanterna citato nel titolo (e definizione con cui adora appellarsi il protagonista, Giorgio) è presente nella prima opera d’animazione della Pixar. Vi ricordate quel pescione con la lampadina che sporge da una lunga “antenna”, quello che abita negli abissi e che vuole mangiarsi Dory e Martin? Ecco, sto parlando proprio di lui.

Nonostante il romanzo non parli prettamente di Barriera Corallina, figli scomparsi e squali leggermente folli, il titolo si addice benissimo a questa storia e l’ho trovato molto azzeccato.

Ma veniamo alla trama: Giorgio (o Joe), ventiseienne disoccupato che vive con i genitori e passa le giornate a inventare fake news da vendere sul Web per far partire di testa qualche personaggio che crede a qualunque cosa legga online, da piccolino era un bullo da strapazzo. Con i suoi amici Big Show e Zanzibar si divertiva a prendere in giro i più deboli, menando anche le mani quando se ne presentava il bisogno. In particolar modo, lui componeva “cori da stadio” molto efficaci contro le sue vittime come Barone, tanto per dirne uno. Lui è un ragazzo autistico molto in carne fissato con Dragon Ball e, tra le altre cose, suo vicino di casa. Adesso che i tempi delle partite a pallone al campetto e degli scherzi fatti con la cattiveria di cui solo i bambini sono dotati sono passati, Giorgio, anche se non lo ammetterà mai, prova un po’ di sensi di colpa per quello che ha fatto contro il suo vicino. Così, una sera lo salva da una pubblica umiliazione alcolica da una cricca di idioti (tra cui c’è anche Big Show, ora super palestrato e attento ai carboidrati). Da qui in poi tra i due si instaurerà un rapporto molto particolare, plasmato sull’iniziale rifiuto di Giorgio e l’attaccamento innocente di Barone, che si evolverà in modo splendido.

Giorgio e Barone sono un po’ i Batman e Robin della situazione, infatti sono affiatati nella loro missione (più di Giorgio in realtà) di scovare della feccia umana di primissimo livello. Si tratta di un manipolo di bastardi che ha mandato in giro un video molto personale di una ragazza che adesso è in coma per aver cercato di dimenticare tutto. Tra le altre cose, la giovane con i capelli d’ebano, le lentiggini e gli occhi leggermente a mandorla ogni notte compare nella camera di Giorgio e non accenna ad andarsene. Lui tiene ancora sull’iPhone il video e lo riguarda in continuazione, è un chiodo fisso il suo. Perchè non si parla di un semplice filmino amatoriale, ma di revenge porn. E il nostro protagonista vuole riuscire a chiudere quella faccenda e a dare alla fanciulla dagli occhi profondi una giustizia vera, anche se non dovesse servire a cacciarla dalla sua stanza la notte.

Giorgio è, insomma, un carnefice che, sotto una corazza di pesce lanterna spargi fake news, in realtà è un animo buono reso cinico e spietato dalla realtà in cui tutti noi oggi viviamo. Barone invece è un personaggio che ho davvero apprezzato e in cui mi sono immedesimata, forse anche perchè io stessa ho dovuto subirmi le vessazioni dei bulli per anni e sono appassionata di anime. Dietro questo personaggio, però, c’è mooolto di più. Non voglio parlarne troppo perchè temo di cadere nella rete dello spoiler ed essere una spoileratrice (si può dire?) è la cosa che meno vorrei al mondo. Anche perchè odio chi mi rivela anteprime delle serie tv o dei film che guardo, nonchè di manga, romanzi e anime che mi sparo, sono la mia più grande nemesi. La mia e di tante altre persone, dalla diffusione dei Social network.

Il personaggio di Lavinia, la giovane dagli occhi espressivi e le lentiggini, consta di una descrizione veramente unica. E’ resa viva da una miriade di luci ed ombre, caratterizzata in modo fine ed esperto, cosa che la rende molto realistica come persona.

Per quanto riguarda la storia in sè, ho adorato dalla prima all’ultima pagina. Non solo per la scrittura irresistibbbbile di questo giovane autore, di cui non vedo l’ora di leggere qualcosa di nuovo il prima possibile, ma anche per il modo fresco di tratteggiare l’ambiente dove si svolgono le vicende e le tante citazioni alla società moderna, con i suoi dettagli, i suoi prodotti e i suoi scarti. La cosa che però ho trovato più tristemente affascinante e che mi ha coinvolto particolarmente è la terribile vicenda accaduta a Lavinia, un fenomeno oggi sempre più diffuso e che trovo a dir poco ignobile. Soprattutto per le accuse che vengono rivolte a chi ne è vittima, del tipo: eh vabbè, se non voleva che queste foto girassero non se le doveva fare. Ma stiamo scherzando? Cioè, sul serio vi sentite così coraggiosi e puri da scagliare la prima pietra nei confronti di una generazione nata fra Instagram e Facebook, spesso priva di valori solidi perchè i genitori hanno piazzato i loro figli davanti al tablet fin da neonati? I Millennials ci sono venuti al mondo, di fronte ad uno schermo, credo che sia naturale che il loro rapporto con Internet e compagnia bella sia differente rispetto a quello di chi, un computer, lo ha visto per la prima volta solo a settant’anni (e, per dirla tutta, i nonni di oggi in gran parte sono iperdigitalizzati e se la cavano alla grande). In più, non si può giudicare per un errore commesso chissà in quale stato d’animo, occasione e compagnia in modo così antidiluviano, propinando discorsi del genere a chi, magari, soffre da morire o si è pentito delle sue azioni. Sveglia, siamo stati tutti innamorati. Può capitare di inciampare in un errore, quando ancora non si è a conoscenza che quella foto possa finire in mani sbagliate. Per non parlare dell’altissimo numero di persone che sono vittima di revenge porn su costrizione o minaccia, o magari ripresi in momenti in cui non sono coscienti di loro stesse. Ma la pianto qui, che sennò la tiro avanti peraltri tre quarti d’ora.

Altra tematica sulla quale focalizzarsi, in questo romanzo, è quella del bullismo, di cui poi il revenge porn è solo una sfaccettatura (e che, se proprio vogliamo dirla tutta, per la questione di Lavinia affonda le radici anche nello stupro vero e proprio). Qui, vittima e carnefice vengono a riunirsi dopo diverso tempo, con i ruoli però deflagrati e ricostruiti da zero. Giorgio non prende più in giro Barone, anzi, lo aiuta in un momento di difficoltà e da lì in poi, volente o nolente, vi resta legato. La faccenda è rappresentata con una delicatezza incredibile, e sembra strano dirlo dopo aver saggiato le aspre parole del burbero Giorgio, che se può fare dell’ironia cattiva su qualunque cosa, non se lo fa ripetere due volte. Delicata perchè è affrontata dietro le parole di un bullo pentito, che si è reso conto di quanto ha fatto male in passato e che se ne pente profondamente. I bambini possono saper essere realmente crudeli, quando vogliono. E cosa c’è di più divertente che prendersela contro chi è più debole? Niente, risponderebbe il Giorgio bambino, Tutto, commenterebbe il Joe adulto.

Purtroppo mi rendo conto di non essere stata in grado di far trapelare a pieno quanto mi sia piaciuto questo romanzo. Temi, scrittura, messa in atto, dialoghi… Tutto è perfetto. Lo consiglio veramente a chiunque persona respiri sulla faccia di questo Pianeta, perchè potrebbe aiutare molti a capire determinate cose che, purtroppo, rimangono tutt’oggi per diversi un tabù.

E per la prima volta, questo libro si becca il voto:

5++++++ su 5

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