Recensione “Dove sei, mondo bello” di Sally Rooney

Alice ha scritto due romanzi di enorme successo, ma per trovare compagnia deve andare su Tinder. Eileen lavora per una rivista letteraria, però non ci paga l’affitto. Simon ama da sempre la stessa donna, ma da sempre ne frequenta altre. Felix passa in birreria il tempo libero dal lavoro di magazziniere, ma la sua è una fuga. Alice, Eileen, Simon e Felix si parlano, si fraintendono, si deludono e si amano e, mentre attraversano il cerchio di fuoco dei trent’anni, si chiedono se esista davvero, al di là, ancora, un mondo bello in cui sperare. In un bar di un paesino irlandese sulle coste dell’Atlantico una giovane donna aspetta un uomo che ancora non conosce. Lei si chiama Alice e di mestiere scrive romanzi. «E ci fai dei soldi, giusto?» le chiede lui, il suo Tinder date, poco più tardi. Si chiama Felix e con la letteratura non ha niente a che fare; per vivere sposta merci in un magazzino gelido. Il loro primo incontro è un completo flop, eppure Alice, reduce da un crollo psicologico, lo invita ad accompagnarla nel suo prossimo tour promozionale a Roma. Dei soldi Felix non dovrà preoccuparsi, ci penserà lei, con i proventi di un lavoro che giudica «moralmente e politicamente inutile», il solo che voglia fare. 

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Titolo: Dove sei, mondo bello
Autore: Sally Rooney

Editore: Einaudi
Genere: Narrativa contemporanea
Data pubblicazione: 8 Marzo 2022
Voto: 2.5/5

Classificazione: 2.5 su 5.

Cartaceo -> 20€ | Ebook -> 10,99€

Recensione

Dopo aver letto Persone normali e aver apprezzato molto il lavoro di questa talentuosa autrice irlandese, mi sono messa subito alla ricerca di qualche altro titolo che potessi trovare appetitoso per il mio palato mentale di avida lettrice. Mi sono accorta che, logicamente, essendo così giovane, Rooney non ha avuto tempo materiale per sfornare troppe opere. Tuttavia, ho scoperto con piacere che Dove sei, mondo bello veniva declamato all’altezza del romanzo precedente, anche se un po’ meno appassionante, e così ho deciso di comprarlo per poter verificare con mano se reggesse il confronto. Be’, non lo regge.

Ahimè, mi è dispiaciuto così tanto. Ero contenta di aver scoperto un’autrice che mi aggradasse così tanto, con il suo stile fresco e l’incredibile capacità di trasportarmi all’interno dei suoi romanzi, parlando di argomenti a me così vicini con una tecnica invidiabile.
Certo, non è che Dove sei, mondo bello mi abbia fatto schifo, questo mai, ma mi aspettavo molto di meglio e non posso nasconderlo.

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Arrivata a metà del romanzo, mi sono anche fermata perché mi annoiava. Ho addirittura – peccato n. 1 di ogni buon lettore che si rispetti – saltato dei capitoli. Che vergogna. Eppure, ogni volta che riprendevo in mano il libro mi trovavo a sbuffare, ad alzare gli occhi al cielo per le decisioni sciocche dei protagonisti, senza riuscire a comprendere i loro atteggiamenti. Ma andiamo con ordine.

Alice ed Eileen sono molto amiche fin dai tempi del college. Una scrittrice, l’altra impiegata in una casa editrice, quindi siamo più o meno sullo stesso ambito lavorativo. Entrambe sono disilluse nei confronti del mondo che le circonda e vivono senza costruire piani a lungo termine, a causa della precarietà di ogni cosa che pare circondarle. La prima ha un rapporto particolare con Felix, un tipo idiota – scusate, mi è scappato -che ha incontrato grazie a un’app di incontri e che rasenta il maschilismo e la cocciutaggine. La seconda invischiata in una relazione-non-relazione con Simon, amico di lunga data di entrambe le ragazze. Il quartetto cerca di rimanere a galla in una società che non li rispecchia, nella quale si muovono esperti e al contempo confusi e senza bussola.

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Non mi sono troppo ritrovata in questi protagonisti, né nelle fanciulle né nelle loro controparti maschili. Forse questo deriva dal fatto che li ho trovati tutti molto simili. Incattiviti dal mondo, cinici, ignoranti e disillusi. Del resto, sono effettivamente i ritratti dei millennials che cercano di rimanere a galla in questa società allo sfascio, solo che così è troppo. Nulla di male nei loro ideali, per carità, solo che avrei cercato di renderli un po’ più distinguibili l’uno dall’altro.
Invece, ognuno ugualmente ambizioso e musone e pronto a sfruttare il prossimo.

Ben svolto anche qui quello che, alla fin fine, mi pare sia il punto di forza di Rooney: la rappresentazione dell’incomunicabilità dei personaggi e la loro confusione. Pure qui, Alice, Felix, Simon ed Eileen non sanno ciò che vogliono, non sono in grado di affrontare concretamente le loro paure e sorreggere il peso delle scelte da compiere per poter vivere felici. E così si trovano a galleggiare dispersi in questo marasma di indecisione e turbamento nel quale si scontrano, si acchiappano e si respingono come particelle dello stesso segno.

Ho trovato indigeste le lunghe email che si mandano tra loro i protagonisti, come se preferissero nascondersi dietro lo schermo del pc che parlarsi a faccia a faccia, cosa che effettivamente avevo riscontrato anche nell’altro romanzo letto di Rooney. Non che mi desse noia che discutessero così, non c’è nulla di male, gli epistolari mi piacciono anche, ma santo cielo.

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Nei messaggioni lunghissimi non è che parlino di quello che accade loro – cioè, in parte sì – ma si lanciano in filippiche abnormi e complicate su cosa non va nel mondo moderno. Tutti ugualmente cinici, asettici, borbottanti, i personaggi hanno da ridire un po’ su tutto. E per carità, hanno anche ragione. Criticano il mondo bello che poteva essere interpretato come quello dei nostri genitori, dove c’era il lavoro fisso, i sogni di ripresa economica, il futuro più roseo che grigio come adesso, annuvolato dalla pandemia, i disastri climatici, la guerra, i contrasti fra intere classi sociali e la povertà sempre più diffusa e sempre più ignorata dei luoghi dove non arrivano i lati positivi della globalizzazione – o dove non vuole esser fatta arrivare. Niente da dire su questo. I discorsi che fanno hanno incredibilmente senso, sono lucidi e brillanti, ma peccano di lunghezza e astrusità.

Si deve tener conto che, nello svolgersi di un romanzo, è importante tenere l’attenzione del lettore sempre salda. Dilungandosi troppo in determinati punti, almeno a mio parere, Rooney ottiene il risultato contrario, finendo per far annoiare il pubblico che, magari, è già preoccupato di per sé riguardo certe cose e non ha per niente voglia di sorbirsi paginate intere di elucubrazioni a riguardo.

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Qui il pubblico si divide: chi si ritrova nelle parole scettiche e dure dei personaggi e gode febbrilmente delle loro riflessioni, pensando che si tratta proprio di quel che direbbero loro a proposito, e chi invece non ne vuol sentire di certi discorsi e nella lettura cerca solo un po’ di svago e non un’accanita critica al futuro che gli si sgretola davanti.

Io mi piazzo nel mezzo.

Devo dire che non posso non trovarmi d’accordo con il contenuto di certe mail tra Eileen e Alice, ma forse Dove sei, mondo bello contiene troppa negatività rispetto a quella che ero pronta ad assorbire ora come ora. Magari, leggendo il romanzo in un altro momento, lo avrei apprezzato di più, perché più preparata a occuparmi di determinati discorsi che, ora come ora, non fanno altro che preoccuparmi e ingigantire i miei timori sul futuro e la società nella quale mi ritroverò a vivere tra qualche anno.

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Quindi, il voto che assegno adesso a Dove sei, mondo bello è provvisorio. Ho deciso di tentare di rileggere il romanzo tra qualche tempo e vedere se il risultato cambia, o se comunque non sarò proprio in grado di farmelo andare giù.

Nel complesso, un’opera di sicuro ben scritta, profonda e speculatoria, con personaggi complicati nei quali, per alcuni tratti, ci si può anche ritrovare, ma piuttosto piatti e dimenticabili.
Un manoscritto dove in sostanza non succede nulla, ma nel quale ci si può perdere nell’interiorità dei protagonisti e rischiare di non riemergerne più fuori.

Voto: 2,5/5

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