Recensione “Quel 14 novembre” di Maria Giovanna Tarullo

Titolo: Quel 14 novembre
Autore: Maria Giovanna Tarullo
Editore: Edizioni Confine
Genere: Narrativa
Data pubblicazione: 1 Aprile 2025
Voto: 4/5

Classificazione: 4 su 5.

Recensione

Bentornati a tutti, cari lettori. Oggi riprendo la parola per presentarvi una nuova collaborazione con Eleonora Marsella: parleremo di Quel 14 novembre, il romanzo d’esordio di Maria Giovanna Tarullo, pubblicato da Edizioni Confine nel 2025.

Il debutto narrativo di Maria Giovanna Tarullo si presenta come un’opera necessaria e viscerale. Nonostante la brevità del volume, che conta meno di cinquanta pagine, l’autrice riesce a condensare un’urgenza comunicativa che scuote il lettore fin dalle prime righe. Il romanzo non è solo una finzione letteraria, ma nasce da un’esigenza profonda dell’autrice di trasformare le proprie ferite in uno strumento di consapevolezza per chi, ancora oggi, si sente prigioniero del bullismo.

La struttura narrativa è costruita su un gioco di specchi estremamente efficace che collega il passato al presente. Da una parte seguiamo la vicenda di due amiche inseparabili il cui legame viene spezzato dall’emarginazione e da una violenza psicologica moderna, fatta di email minatorie e isolamento sociale. Dall’altra, la storia ci porta nell’attualità più tragica, dove una giornalista si ritrova a documentare il tentativo di suicidio di una giovane vittima di bullismo. Il momento culminante del racconto avviene nell’incontro tra la cronista e la madre della ragazza: un confronto in cui il passato riemerge prepotentemente quando la donna riconosce nella giornalista proprio l’amica che lei stessa aveva tormentato anni prima. Questo cerchio che si chiude evidenzia come il bullismo sia un trauma indelebile che segna profondamente sia chi subisce sia chi infligge il dolore.

Un elemento originale e delicato del romanzo è il costante richiamo alle canzoni di Max Pezzali. La Tarullo utilizza i testi del cantautore come una bussola emotiva capace di unire diverse generazioni. La semplicità e l’umiltà di Pezzali offrono un rifugio sicuro per quegli adolescenti che si sentono “sbagliati” o inadeguati, trasformando la musica in un consiglio sussurrato da un amico che ha già attraversato quelle stesse tempeste. L’autrice sottolinea come il bullo stesso sia spesso la prima vittima di un sistema che impone le regole del branco per ottenere accettazione, spogliando il carnefice della sua aura di potere per rivelarne la fragilità sottostante.

Il messaggio finale è un potente invito alla rinascita. Attraverso una scrittura diretta e priva di fronzoli, Maria Giovanna Tarullo ricorda che maturando è possibile trovare dentro di sé la forza per superare il trauma, a patto di rompere il muro del silenzio. Questo libro è caldamente consigliato agli adolescenti che stanno attraversando momenti di isolamento, affinché capiscano di non essere loro il problema, ma anche a genitori ed educatori che necessitano di uno sguardo autentico per intercettare i segnali di un disagio sempre più diffuso. È una lettura preziosa per chiunque creda nel valore della resilienza e nella possibilità di ricucire i propri strappi interiori. Voto 4/5

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