“Invito a cena con delitto” (1976) di Robert Moore

Una cena con delitto. Situazione classica della letteratura gialla che varie volte è stata portata al cinema. Vedasi ad esempio Knives Out del 2019, successone sia commerciale che di critica. Se però nel film di Rian Johnson la commedia era un elemento secondario, in “Invito a cena con delitto”, Robert Moore insieme allo sceneggiatore Neil Simon, fanno il contrario. Si parte da un contesto mistery ma la commedia dilaga dall’inizio alla fine diventando protagonista senza mai soverchiare la componente investigativa.

Come è convenzione delle cene con delitto, il film inizia con varie persone che si ritrovano tutte insieme all’interno della stessa villa, invitate da un potenziale sconosciuto, tale Lionel Twain (Truman Capote). I suoi cinque ospiti, accompagnati ognuno dai propri partner o altro, sono nientemeno che i cinque più famosi investigatori del mondo. Parodie in realtà dei loro veri alter-ego. Non c’è la famosa miss Marple ma miss Marbles, al posto di Poirot c’è un baffuto Perrier, al posto del tenente Colombo che abbiamo conosciuto in televisione c’è Sam Diamante. Troviamo infine anche versioni parodizzate di due personaggi del cinema degli anni 30: l’investigatore orientale Sidney Wang e quello newyorkese Dick Charleston. Un personaggio inconsueto da citare è indubbiamente la casa stessa, maniero nella quale le viti delle porte vengono tolte prima della cena da mani misteriose così che queste cigolino e creino atmosfera. Campanelli che urlano, volti nei quadri e animali imbalsamati che fissano i nostri protagonisti e tante altre cose.

Il punto di forza maggiore del film è il ritmo. La narrazione che porta avanti l’elemento giallo scorre con una velocità sostenuta nonostante sia costantemente bombardata da gag comiche che si susseguono come mai avevo visto. Non passa un minuto da una all’altra. Tutti i personaggi poi, mi sono rimasti impressi in modo indelebile. Il cast è interpretato magistralmente da tutti e racchiude nomi come Peter Sellers, James Coco, Peter Falk (il Tenente Colombo per l’appunto), una giovanissima e bellissima Maggie Smith (la professoressa McGranitt in Harry Potter) e Alec Guinness, storico attore teatrale famoso universalmente per aver interpretato Obi Wan Kenobi nella trilogia originale di Star Wars e che qui è nel ruolo di un maggiordomo cieco in conflitto con una cuoca sordomuta. Ognuno di loro, e non gli ho citati tutti, vive di una caratterizzazione unica, tutti sono indimenticabili per quanto forti e travolgenti sullo schermo. Peter Falk e Peter Sellers sono la causa delle risate migliori. Ma non è finita qui perché la situazione in cui i nostri protagonisti vengono messi intriga e invoglia fin da subito ed è così che il film riesce ad intrattenere superbamente sia sul lato comico che giallo. Anche le musiche fanno il loro lavoro, e il tema principale difficilmente non vi rimarrà in testa, calzando perfettamente l’atmosfera comica ma misteriosa. Un connubio e un equilibrio fantastici. Dentro di me paragono spesso un buon film ad un buon piatto di cucina. Come è intuibile, tutti gli ingredienti devono essere ben dosati senza eccedere, così che ogni cosa esalti l’altra. Uno dei film più divertenti che abbia mai visto e che mai mi verrà a noia. Non sono riuscito a trovare il trailer, ma vi metto qui una clip.

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