Un colpo di pistola e un biglietto laconico che suona come una sentenza: “Conveniva a tutti”. Inizia così l’intrigante noir di Franco Currò, che trascina il lettore in un appartamento di Porta Venezia dove il corpo senza vita del critico cinematografico Alberto Novelli apre uno squarcio su un passato mai del tutto sepolto. Se per la polizia il caso è chiuso, per il vicecommissario Peppuccio Loporto e per il figlio della vittima, Pietro, la morte di Alberto è solo l’inizio di un viaggio doloroso tra i fantasmi del Sessantotto e le promesse infrante di una generazione che sognava la rivoluzione.
Sullo sfondo di una Milano magnetica e in continua trasformazione, il romanzo si addentra nei meandri di un’indagine che è tanto poliziesca quanto esistenziale. Pietro, da sempre estraneo alla vita del padre, si ritrova a dover ricomporre il puzzle di un uomo complesso, confrontandosi con un’eredità intellettuale scomoda e segreti che molti preferirebbero lasciare nel dimenticatoio. Con una scrittura ironica e disincantata, Currò ci regala una narrazione potente capace di illuminare le ombre di una stagione storica vitale e controversa, mostrandoci come i conti rimasti aperti con la storia continuino a pesare sul nostro presente in modo inaspettato e profondo.
