Recensione “Family Portait” di Laura Sophie Taddeo

Keith e Drake sono due artisti: il primo è un attore veterano di Broadway che ha preso parte a numerosi spettacoli, ma sempre e solo nell’ensemble; l’altro è un musicista alle prese con il suo primo album da pubblicare. Soprattutto però sono una coppia, sposati da anni, che il giorno del loro ottavo anniversario di matrimonio prendono una decisione che cambierà per sempre le loro vite: adottare un bambino e diventare genitori.

Iniziano così le loro ricerche per avviare le pratiche e durante la visita a una delle case famiglia più vicine, si innamorano di Ellie, piccola dolce e vivace bimba che li conquisterà nel profondo.

La lotta per adottarla si rivelerà più difficile del previsto, Keith e Drake dovranno dimostrare di essere più forti di quanto credessero possibile, giostrandosi tra l’adozione e la vita di tutti i giorni, che li metterà a dura prova.

Il tutto sullo sfondo di una New York discreta ma presente, che scruta i suoi abitanti con i suoi grattacieli e le sue luci notturne.

Titolo: Family Portait
Autore: Laura Sophie Taddeo
Editore: Indipendente
Genere: Narrativa
Data pubblicazione: 10 Ottobre 2017
Voto: 1/5
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Recensione

Allora. Ho letteralmente divorato questo libro verso il quale nutrivo delle aspettative evidentemente esagerate, ingannata dalla trama moderna ed incentrata su tematiche molto scottanti. Per le prime circa 100 pagine mi ha guidato la curiosità più genuina, in seguito tramutatasi in speranza che a un certo punto la situazione migliorasse, sino a concludersi in sgomento e fretta di voler quella storia fuori dalla mia vita il più velocemente possibile. Non scrivo mai recensioni a caldo, per evitare di fare affermazioni non vere o esagerate sia in positivo che in negativo. In genere aspetto qualche giorno. Questa volta ho avuto bisogno di due settimane.

Cercherò per quanto possibile di procedere con ordine, il grande assente in questo mio ultimo periodo di lettura.

Il lessico è povero e ripetitivo, non c’è stile di scrittura, la struttura delle frasi è quella che potrebbe tranquillamente avere un libro di prima elementare (soggetto-predicato-complemento; punteggiatura non pervenuta). Di sicuro non aiuta il tempo verbale utilizzato nel racconto, il presente (MA PERCHE’??).

Non dimenticherò mai i brividi che mi hanno percorso la schiena quando – nel riferirsi ai due protagonisti del racconto, Keith e Drake (cercando di spezzare la monotonia forse?)- leggevo epiteti come ‘il piccolo’ e ‘il grande’ oppure il ‘castano’ e ‘il moro’. Imprecisioni tecniche (questa, notate bene, è proprio la definizione di eufemismo, perchè l’aggettivo adatto è STRONZATE) in ambito medico talmente grossolane da essere tragicomiche (eh si Laura Sophie Taddeo, per tua incredibile sfortuna sono un medico) che oltre ad abbassare la credibilità della storia fa vertiginosamente sprofondare quella dell’autrice: prima di mettere nero su bianco qualsiasi cosa che non masticate quotidianamente basta fare una ricerca di due minuti su google! Caratterizzazione dei personaggi zero assoluto, sembra di leggere sempre della stessa persona (difatti dopo 750 pagine non ho ancora capito chi abbia i capelli castani tra i due e chi sia quello basso), un’insalata di avvenimenti senza capo nè coda nè concatenazione. La bambina che ad un anno e mezzo è descritta come se ne avesse minimo otto. I rapporti sessuali tra i due protagonisti raccontati in modo raccapricciante.

Non saprei neanche effettivamente come commentare la storia. Perchè non c’è una storia, è un vomito verbale in cui accadono mille cose insieme e sovrapposte la maggior parte delle quali confondenti. Il nucleo della storia erano Keith, Drake ed Ellie: è meglio fare bene una cosa, piuttosto che farne male centomila (erano necessari anche madre surrogata, madre naturale che ricompare all’improvviso, processo, fallimento di carriera e successo per Keith, il contrario per Drake, madre surrogata che si innamora dell’amico di Drake, morte del padre di Keith, lite con Rebecca, lite con l’altra amica, lite con i genitori di Drake, separazione tra Keith e Drake, amica lesbica che a un certo punto vuole una figlia anche lei..eccetera eccetera eccetera?che mal di testa).

La mia impressione è semplicemente di un’autrice che si sia messa lì e abbia scritto la qualunque le attraversasse la testa in quel momento senza nemmeno concepire di rifletterci un attimo. La seconda lettura dò per scontato che non sia proprio accaduta. E tutto questo disastro si è anche protratto per un tempo inesorabilmente lungo (750 pagine!!!).

L’idea ahimè era di un potenziale bellissimo. Se solo l’avesse scritta qualcun altro. Ciò che più mi ha lasciato amarezza è stato vedere argomenti talmente delicati ed attuali buttati in un pasticcio maccheronico, tanto da farmi sperare che davvero non lo legga nessun’altro.

Insomma, bocciatissimo. Voto 1 solo perchè non posso dare 0.


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