Recensione “Il poliziotto, la giornalista e gli scatoloni troppo pesanti” di Clara Tiscar i Castells

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Titolo: Il poliziotto la giornalista e gli scatoloni troppo pesanti

Autore: Clara Tiscar i Castells

Editore: Clara Tiscar i Castells

Genere: Giallo

Data pubblicazione: 17 Ferrraio 2018

Voto: 3/5

Cartaceo -> 17,10 € | Ebook -> 2,87 €


Sinossi

Cosa faresti se trovassi 6 milioni di euro in un’auto incidentata? Se ti dicessero che sono stati rubati a un narcotrafficante, li terresti?

Sara e Álex sono testimoni di un incidente d’auto su una strada di montagna, a parecchie ore di distanza dal paese più vicino, soccorrono il guidatore e lui confessa che trasporta 6 milioni di euro nel bagagliaio. Devono prendere una decisione rapida; Sara è impulsiva e ottiene sempre ciò che vuole, Álex invece fa sempre la cosa giusta e non è abituato a improvvisare.

Sara ha bisogno di soldi e il suo istinto di giornalista, un po’ arrugginito da 10 anni di inattività, le dice di tenerseli e indagare. Anche Álex ha bisogno di soldi, di fatto dorme in auto da quando sua moglie l’ha cacciato di casa, ma crede che il suo dovere di poliziotto sia di denunciarlo.

Sara cercherà di convincere Álex. Álex tenterà di impedire a Sara di mettersi nei guai e questo vale anche per lui: Sara è una di quelle donne da guardare ma non toccare.

Recensione

Questo titolo kilometrico mi ha allarmato la prima volta che l’ho visto e ho iniziato a leggere questo romanzo con la paura che la lunghezza del nome con cui si presenta si rispecchiasse nelle pagine che lo compongono. Tuttavia posso affermare, una volta concluso, che di troppo esteso questo libro ha solamente l’appellativo! Spronata dalla sua prosa veloce e dai ritmi narrativi più che serrati mi sono lanciata a capofitto nella peculiare avventura raccontata, nella quale fa da caposaldo un ritrovamento inusuale e fortunato, si fa per dire: un’auto incendiata con a bordo ben sei milioni di euro trafugati a un trafficante di sostanze stupefacenti. Il mezzo incendiato cela nel suo bagagliaio la modica somma e i due protagonisti, Sara e Alex, reagiscono in modo completamente diverso alla scoperta: la prima, giornalista da un bel po’ di tempo in panchina e madre di due bimbe amorevoli quanto dispettose, vuole prendere più che può, visto che ultimamente un po’ di entrate extra non le farebbero male; Alex, che la donna ha adocchiato all’ingresso della scuola che i loro figli frequentano in comune, è un uomo semplice e buono, molto legato ai suoi piccoli. Vede il suo mondo crollare quando la moglie, accortasi che da tempo fra lei ed il marito si è spezzato qualcosa, lo caccia di casa relegandolo a degli scomodissimi sonni in automobile e a tristi e tormentati ragionamenti senza capo nè coda. A quanto pare il denaro gioverebbe anche a lui, ma essendo una persona riflessiva e dai solidi valori morali egli si rifiuta di toccare anche una sola banconota. I loro pareri divergono anche per quanto riguarda il da farsi, cosa compicciare rispetto a questo misterioso narcotrafficante e alla ragione dell’incidente; la donna vuole indagare per conto suo, affamata di scoop e con l’istinto da giornalista che fa a botte per uscir fuori, l’uomo invece in quanto poliziotto ritiene che la cosa migliore sia denunciare l’accaduto. Chi fra i due l’avrà vinta? Come andranno evolvendosi le ricerche e soprattutto, i sentimenti fra i due compagni d’avventura?

Questo romanzo giallo dalle tinte noir, striato da un particolare humor nero, è stata una lettura lampo, complice forse la sua non eccessiva prolissità e la scrittura spedita che lo caratterizza. E’ certamente un intrattenimento piacevole per gli amanti delle indagini  a piede libero e per chi cerca qualcosa che permetta di staccare la mente, che si lascia leggere senza troppa attenzione o impegno. Fa inoltre affiorare alle labbra frequenti sorrisi vista la buona dose di comicità iniettata nel testo e nelle icone dei personaggi. Sono due tipi ben definiti, lui posato e ben educato, lei impulsiva e un po’ troppo… non so, come personaggio femminile non mi ha convinto. Pensavo di rispecchiarmi in molti dei suoi pensieri ed invece ho fatto fatica a convivere con le sue riflessioni, trovandomi più a mio agio con Alex, di cui forse condivido alcune caratteristiche caratteriali. Il filo del racconto si segue bene, mai si rimane spaesati per gli eventi che si susseguono come fotogrammi, dandoci l’impressione di vedere un film piuttosto che essere immersi in un libro. Tutto sommato un break rilassante e un po’ surreale, che fa trascorrere bene un paio d’ore sotto il sole calante dell’estate ormai conclusa.

Voto: 3/5

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