Recensione “Sulla Sedia Sbagliata” di Sara Rattaro

Titolo: Sulla sedia sbagliata

Autore: Sara Rattaro

Editore: Garzanti

Genere: Narrativa contemporanea

Data pubblicazione: 28 Maggio 2015

Voto: 5/5

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Sinossi

“Ci sono cose che solo una mamma può capire. E che, purtroppo, solo una mamma può sentire”. Una madre rimane sempre una madre. Non smette mai di esserlo. Qualunque cosa accada. Anche quando non esiste nulla di più difficile al mondo. Lo sa bene Francesca, che ogni settimana va in carcere a trovare suo figlio accusato di un reato gravissimo: omicidio. Lei che continua a domandarsi dove abbia sbagliato. Perché negli occhi di Andrea fatica a riconoscere il bambino che ha cresciuto. Ma il suo cuore non può fare altro che proteggerlo. E la missione di ogni madre. Proprio quella missione che Teresa sente di aver fallito nel momento in cui sua figlia le è stata strappata via troppo presto in un incidente d’auto. Lei non era lì a difenderla per non lasciarla andare. Un dolore troppo grande che l’amore materno di Teresa non riesce ad accettare, al punto da creare una realtà diversa in cui la ragazza gira ancora per la casa a portare luce con il suo sorriso. Francesca è la madre di un carnefice, Teresa la madre di una vittima. Eppure sono solo due donne che devono in qualche modo superare la sconfitta delle loro speranze, dei loro sogni di un futuro felice per i figli. La loro sofferenza assume le stesse tonalità, usa le stesse parole, piange le stesse lacrime. Perché il confine tra l’errore e la verità si confonde. Non è mai netto. L’amore più puro può trasformarsi in un peso troppo grande da sopportare. Può fare male o far sbagliare..

Recensione

Ecco un altro di quei romanzi che sanno insegnarti più di un maestro di vita, di qualunque scuola, equiparabili unicamente alla saggezza che danno certe esperienze personali che tatuano profondi marchi sulla nostra pelle, affinchè ci servano come monito per il nostro futuro. Libri come “Sulla Sedia Sbagliata” sono difficili da mandar giù: come può uno prendere a cuor leggero il sentito racconto di una madre che da un giorno all’altro passa dagli illuminati corridoi dell’ospedale dove lavora, benvoluta e rispettata, alle stanze fredde e distanti di un penitenziario dove è additata come la genitrice di un assassino? Ci si può addentrare fra le parole accorate di una donna che ha perso la sua bambina in un incidente d’auto che le ha portato via ciò che di più caro aveva al mondo senza rimanervi impigliati? Non è semplice imbattersi nella narrazione di un figlio che ha strangolato la madre senza giudicare inconsciamente le sue azioni, eppure leggendo la sua confessione e il resoconto personale della sua vita non si può rimanere indifferenti, non immedesimarsi nella vita/non vita di quel povero ragazzo malato, costretto alla reclusione e allontanato dal mondo per la sua epilessia, gravato dal senso di colpa. Una scrittura che rasenta la poesia per le ricche figure retoriche che la ornano, uno stile che concerne una passione e un sentimento unici; il modo di comporre dell’autrice lascia senza parole tanto è superbo, mi ha accompagnata nella lettura rendendomi gradevole perfino imbattermi contro verità pesanti e delle situazioni terribili, che non dovrebbero poter accadere su questa terra. Le sofferenze dei protagonisti di queste pagine ci penetrano nella carne come spine acuminate, colpendo magari nervi scoperti o argomenti su cui siamo particolarmente sensibili quindi, se volete porvi l’obiettivo di leggere questo romanzo senza finirne compromessi non iniziatelo; questa narrazione dona innumerevoli sensazioni e fa provare emozioni uniche nel bene e nel male, ma non vi lascerà immuni all’amarezza e alla mestizia che cela nei suoi meandri cartacei. Non abbiate timore di intraprendere questa lettura, perchè anche se vi farà sentire malinconici, se vi farà stringere il cuore in determinati momenti o se vi strapperà qualche lacrima, siate certi che tutto ciò si trasformerà in un bagaglio di sentimenti e precetti che vi faranno maturare ed affrontare la vita con più gioia, quella che si prova quando ci si rende conto finalmente, una volta per tutte, che c’è chi sta infinitamente peggio di noi in questo mondo e che dobbiamo essere grati e felici per ciò che abbiamo, vivendo a pieno ogni singolo giorno.

voto: 5/5

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9 pensieri su “Recensione “Sulla Sedia Sbagliata” di Sara Rattaro

    1. In effetti è un romanzo che tratta tematiche molto dolorose, l’ho molto apprezzato perché ha saputo insegnarmi moltissimo! Ma convengo con te nel definirlo forte, è davvero un pugno nello stomaco

      Piace a 1 persona

      1. Mi hai incuriosita! Sicuramente lo leggerò, ho letto adesso la trama e sembra un’opera molto toccante e al contempo misteriosa… Grazie a te per il commento caro!

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