Recensione “Vene Vorticose, Quando l’ironia è femmina” di Costanza Bondi e Viviana Picchiarelli

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Titolo: Le Vene vorticose, quando l’ironia è femmina

Autore: Costanza Bondi, Viviana Picchiarelli

Genere: Raccolta di racconti, Comici

EditoreWOMEN@WORK

Voto: 4/5

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Sinossi

LE VENE VORTICOSE – quando l’ironia è femmina – è un viaggio in ventisei racconti al femminile che attraversano le infinite declinazioni del sarcasmo usato in quanto arma, stratagemma o semplice strumento per parlare di infiniti microcosmi, ma anche per affrontare tematiche di più ampio respiro. L’amore, la passione, la vendetta, la malattia, le differenze di genere, la politica: tutto viene filtrato attraverso il ricorso all’ironia, specchio deformato e deformante della realtà, per denunciarne i vizi ed esaltarne le virtù. Le WOMEN@WORK tornano in libreria con un caleidoscopio di storie raccolte in occasione del primo concorso nazionale organizzato dal gruppo letterario fondato e coordinato da Costanza Bondi.

Recensione

“Evvai! una raccolta!”. Questo il mio primo, scontato (per chi mi conosce) pensiero quando mi è stata recapitata quest’opera; mi sono leccata i baffi davanti ai brevi raccontini contenuti in essa e mi sono buttata a capofitto nella lettura come se si trattasse di una lucida e invitante superficie marina, tanto trasparente da osservare la sabbia fina e le conchiglie scheggiate che vela nascondendole come un ricco tesoro. Così, tra un sorriso e una smorfia dispiaciuta, la testa leggermente chinata di lato quando non riuscivo a cogliere l’ironia al primo colpo, ho letto avidamente l’agrodolce romanzo con un insieme di emozioni contrastanti che mi si agitavano nel petto. Sì, perchè come alcuni testi mi hanno veramente molto divertito come ad esempio il primo, in cui la moglie, scoperto il tradimento del marito, si vendica in maniera fantasiosa e ingegnosa organizzando una cena in perfetto stile giapponese e vestendosi da Geisha, e facendo da accondiscendente cameriera gli serve del pesce convincendolo poi di avergli fatto ingerire del velenosissimo pesce palla che lo fa correre al bagno, effetto dovuto in realtà al lassativo che la donna ha generosamente sparso sul cibo in precedenza. Alcuni non li ho ben capiti, forse perchè sono ancora (diciamo) giovane e non ho vissuto determinate esperienze, e mi ci sono un po’ lambiccata non arrivando tuttavia a trarne fuori la parte sarcastica, come quello in cui la ragazza narrante si lamenta perchè la sua nuova scelta è un uomo troppo rispettoso che non fa mai il primo passo ed è abbastanza impacciato e timido. Io davanti ad un uomo così sarei stata solo felice del suo portarmi rispetto e al massimo, se mi fossi sentita a disagio, glielo avrei detto sinceramente… boh! Altri hanno generato in me buon umore, ancora hanno cosparso la mia lettura d’una particolare sensazione di familiarità che mi ha fatto sentire parte di un gruppo, la schiera delle donne agguerrite che non si tirano indietro davanti a nulla, che vanno avanti a testa bassa e colgono la vita a piene mani, superando le avversità usando l’infallibile arma dell’ironia, molto affilata e difficile da usare, che se presa dalla parte sbagliata ferisce e fa sanguinare, ma se volta verso gli altri con maestria e autocontrollo dona una forza e soprattutto un equilibrio invidiabile. Noi del “sesso debole”, come hanno dignitosamente scelto di definirci, siamo più resistenti di quel che sembra invece, e lo dimostriamo ogni giorno nella vita quotidiana. Io provo profonda ammirazione ad esempio per quelle madri che si giostrano fra lavoro, figli e matrimonio, contando tutto l’impegno che ne viene e l’amore immenso e la forza di volontà che permette loro di organizzare ogni giornata per accontentare tutti e arrivare viva all’ora di cena. Spero di divenire anche io così un giorno, fiera di potermi definire Donna; non conta se sposata o nubile, con figli o meno, lavoratrice o casalinga, giovane o anziana, noi abbiamo il diritto di sentirci a nostro agio nel mondo e di essere rispettate come a nostra volta dobbiamo portare rispetto verso il sesso maschile.

Da questi racconti, scritti da donne di ogni età e con alle spalle esperienze piacevoli o meno, le hanno volute condividere con noi in modo spiritoso, per mostrarci cosa significa vivere accettando i propri difetti, affrontare cosa ci riserva il futuro e abbozzare davanti a certi comportamenti non proprio nobili nei loro confronti. Vengono toccati, in una rete fitta di scrittura fresca e confortevole, molti temi fondamentali che costellano la vita umana come l’amore, la vendetta, la politica addirittura con sapiente narrazione e ottima riuscita.

Consiglio questa raccolta rosa a chiunque si voglia fare due risate e comprendere un po’ di più l’animo femminile, che è un fiore dai petali colorati e profumati in modo differente, ognuno nasconde in sè un’essenza e una sfaccettatura delicata e unica.

Voto: 4/5

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