Quando la voce diventa uno strumento: il canto a cappella

Vi faccio un veloce esempio per immettervi nel magico mondo del canto a cappella; avete mai visto Glee? Beh, se non lo avete fatto, digitate un attimo su youtube il nome “Warblers” e “Glee”. Vi appariranno video in cui vedrete un gruppo di ragazzi in uniforme scolastica che effettuano performance stupefacenti, in assenza di strumenti e utilizzando la loro voce, fusa insieme a quella dei compagni, per produrre ritmi e incredibili imitazioni di pianoforti, chitarre, batterie e chi più ne ha più ne metta. Anzi facciamo così, vi do un suggerimento io.

E’ incontrando questo singolare mucchio di adolescenti cinguettanti che, per la prima volta in modo serio, mi sono appassionata a questa modalità canora e alla grande tradizione che ha alle spalle. Il canto a cappella venne sicuramente effettuato per la prima volta dai nostri antenati bimillenari quando, attorno ad un bel fuoco scoppiettante, intonavano canzoni primitive con il solo ausilio delle loro voci, animando incontri e ritrovi tra membri della stessa tribù e dedicando ringraziamenti ai loro dei. Evolvendosi, questo peculiare metodo abbracciò il mondo religioso sotto forma di canto gregoriano e si estese all’ampio cuore pulsante della cultura popolare, andando a fiorire anche nelle composizioni madrigalistiche.

In tempi piuttosto recenti il canto a cappella è stato plasmato in varie forme, unendosi alla musica Jazz e anche ai ritmi dell’era del Pop influenzando inoltre generi quali la Beatbox, che richiede la capacità di riprodurre svariati strumenti con le corde vocali e tutto l’apparato respiratorio con il fine di comporre arzigogolate e sorprendenti basi “strumentali”, decisamente popolari nell’ambito del Rap o del Drum’n’Bass. E oggi? C’è ancora qualcuno che pratica questo modo di intonare brani, giocando con tonalità e guizzi, facendo librare la creatività e la delicatezza dei suoni fusi in un unico bouquet di emozioni? La risposta è certamente sì, anche se minori rispetto al passato i gruppi simili costellano l’intero globo e incantano milioni di persone con i loro cinguettii coordinati, ma senza dubbio la loro considerazione è diminuita pian piano in quanto sono ritenuti da molti ensemble antiquate e non attuali. Vorrei poter diffondere in voi che state leggendo questo articolo l’interesse per la musica a cappella e le forti sensazioni che può donare, visto che attualmente se ne sente parlare poco e niente ad eccezione di casi particolari come i Pentatonix, primi classificati della terza edizione di “The Sing-off” negli Usa.

Date una possibilità a questo tipo di intrattenimento, sicuramente accrescerà il vostro panorama musicale e magari, se ancora non ne avete mai sentito accennare, vi farà scoprire un lato della voce umana che non avreste mai pensato esistesse.

Se posso permettermi di consigliarvi qualche gruppo del genere, qui vi faccio un piccolo elenco: The Warblers, Pentatonix, King’s Singers, Neri per Caso, The Real Group, Van Canto e tantissimi altri meritano la vostra attenzione se amate la musica! fatemi sapere cosa ne pensate , se questa tipologia canora vi ha conquistato proprio come ha fatto con me e se anche voi masticate il canto a cappella, suggeritemi qualcosa e ve ne sarò eternamente grata. Un salutone ragazzi!

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