Recensione “Le quattro donne di Istanbul” di Ayse Kulin

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Titolo: Le quattro donne di Istanbul

Autore: Ayse Kulin

Editore: Newton Compton

Genere: Narrativa Contemporanea/Storico

Data pubblicazione: 12 Luglio 2018

Voto: 4/5

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Sinossi

Dopo l’ascesa al potere di Hitler, Gerhard Schliemann, la moglie Elsa e i loro due figli, Peter e Susy, abbandonano la Germania per sfuggire alle persecuzioni naziste. Si rifugiano dapprima a Zurigo e poi, quando Gerhard riceve un’offerta dal Dipartimento di Medicina dell’Università di Istanbul, in Turchia. Mentre Susy e Gerhard sono affascinati dalla cultura turca e provano a integrarsi, Elsa e Peter sono invece fortemente ancorati alle origini tedesche. Nella città musulmana le nuove usanze avranno impatti fortissimi sulle loro vite, fino a ridisegnare i loro concetti di patria e appartenenza. In questa potente saga familiare, la Kulin racconta le sfide e le difficoltà di una vita in esilio, le ardue scelte di chi è costretto ad abbracciare un futuro incerto con una valigia piena di speranze. Un romanzo evocativo e commovente al tempo stesso, su un episodio poco noto, scritto con sapiente maestria dall’autrice più influente della letteratura turca

Recensione

Ho rimandaato per qualche giorno la recensione di questo libro…..perché? Ci sono libri che terminati mi portano subito una spinta a scrivere per far fluire quello che mi hanno lasciato, per altri invece, sento come il bisogno di far sedimentare per poi iniziare a scrivere solo in un secondo momento, come in questo caso.

Iniziamo col definire il libro, la base è sicuramente storica e occupa un lasso di tempo molto ampio. Troviamo i protagonisti inizialmente in Germania, poco prima dell’inizio delle leggi razziali, la creazione dei ghetti e la deportazione degli ebrei (e non solo) nei campi di lavoro e poi di concentramento. Gli Schliemann riesconoa fuggire e a rifugiarsi in Svizzera dalla famiglia di Elsa ma da qui, poi si sposteranno in Turchia, dove molti ebrei che avevano perso il lavoro in Germania vennero poi accolti e assunti nella nuova università turca che si stava riformando in quel periodo. La storia della famiglia attraversa poi tutto il XX° secolo attraverso le vite delle donne che la compongono, infatti nulla o poco più sappiamo del figlio maggiore, dopo essere andato a studiare negli USA non avremmmo più sue notizie al contrario della sorella. La piccola si sente cittadina turca e oltre a prendere la cittadinanza (cosa che salverà la famiglia dall’essere deportati in campi turchi), arabizza il suo nome da Susy Schliemann a Suzi Siliman. Qui vedremmo la giovane da bambina, diventare donna, attraverso i moti e le rivolte che ormai sono arrivate anche in Turchia. Limitazioni fatte alla persona che troppo spesso ricordano ai genitori, gli albori di ciò che hanno vissuto nell precedente vita in Germania.

Per quanto riguarda la prima parte del libro che tratta la seconda guerra mondiale e Hilter è stato semplice seguire le fasi storiche, riguardo invece la seconda parte è stato più complicato seguire le vicessitudini riguardiandi la Turchia, ciò perché sulla grande guerra, oltre a film e Libri sull’argomento, veniamo istruiti a scuola o lo viviamo attraverso i racconti dei nostri nonni. Ma riguardo la Turchia mi sono resa conto, leggendo il libro, di avere molti buchi neri e non immaginavo avessero una storia tanto complicata e densa di avvenimento come negli ultimi 50 anni. Questo è stato probabilmente il limite che mi ha fatto rallentare la lettura nella seconda parte, ma il tutto senza annoiarmi. Dovevo infatti fare più attenzione agli avvenimenti perché molto spesso fino a quel momento per me erano totalmente sconosciuti. Ma la trama, i personaggi e la narrazione hanno reso la lettura comunque molto piacevole ed interessante.

Continuando, arriviamo alla terza generazione e cioè alla nascita della figlia di Suzi e del marito, la piccola Sude! Se la bambina nella prima parte della sua vita può essere definita la figlia che tutti vorrebbero avere, dopo la sua prima delusione amorosa, alle soglie del suo ingresso all’università in Germania, putroppo cambia radicalmente vita e decide di stabilirsi sul mare con un uomo appena conosciuto dove insieme, apriranno un ristorante e dove poi un giorno improvvisamente le loro strade si divideranno per ricongiungersi solo anni dopo. Dal nuovo incontro nascerà una bambina, la quarta delle nostre quattro donne di Istanbul. La piccola però verrà affidata alle cure dei nonni materni. Il padre non si occupa minimamente di lei e la madre è sempre in giro per il mondo alle prese con viaggi infiniti. Questo creerà tra le due un distacco che dopo anni, solamente la nonna, riuscirà a ridurre. La stessa nonna che semplicemente con un telefono è stata in grado dalla Turchia di trovare lavoro alla nipote addirittura in Inghilterra, luogo dove spera potrà avere una vita migliore rispetto al paese che chiamano casa ma che ormai è devastato dalla guerra e dalle lotte interne.

Libro consigliatissimo a chi ama la storia e vuole aproffondire quella Turca senza annoiarsi troppo!

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