Recensione American Horror Story: Freak Show

Ben ritrovati! Oggi, come già anticipato settimana scorsa, parleremo di AHS: Freak Show, la quarta e sanguinosa stagione della saga, sanguinosa perchè come potete immaginare i personaggi muoiono come i miei neuroni per colpa di questo caldo afoso che non lascia respiro. Riesco quasi a sentirli, poveri piccoli cari, che si suicidano sotto forma di goccioline di sudore. Comunque veniamo a noi: inizio con il dire che ho il matto terrore dei clown, mi hanno sempre terrorizzato con quei sorrisi falsi e impomatati, gli occhi sempre ben spalancati e le sopracciglia tirate come archi per mantenere un’espressione idiota tra lo stupito e il gioioso. Ogni pagliaccio per me nasconde un segreto sotto quella maschera grottesca! Il mio approccio nei confronti di Twisty è stato diverso, ma andiamo con ordine: immergiamoci in un’atmosfera opprimente, carica di discriminazione e offese, densa come il pregiudizio, e di forza di volontà e di sopportazione, di disuguaglianze ingiuste perpetuatesi in una società sospettosa e pronta a puntare il dito. Elsa Mars gestisce il suo circo di Freaks nella cittadina di Jupiter, in Florida, i cui abitanti vedono di mal occhio i membri e tentano in ogni modo di cacciarli campando in aria improbabili scuse. Lei tuttavia, orgogliosa ex dominatrice in periodo nazista, vuole sfondare nel campo dello spettacolo e circondata da particolari personaggi resiste strenuamente contro le angherie e le vessazioni da parte della polizia e dei cittadini.

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Ad affiancarla ci sono Ethel, la donna barbuta, e suo figlio Jimmy, ragazzo nato con una malformazione alle mani che le fanno sembrare chele di un’aragosta. Elencare tutti i protagonisti dello show sarebbe difficile e troppo prolisso, ma tutti loro (a parte il povero Meep che lo fanno fuori subito, incarcerando Jimmy con una banale scusa) meriterebbero di essere citati; sono interpretati da attori fuori dal comune, alcuni con particolarità create al computer come le gemelle siamesi Bette e Dot, plasmate su una splendida Sarah Paulson, altri con vere patologie come Mat Fraser, musicista e attore affetto da Focomelia, malattia che riduce le ossa lunghe degli arti. E’ un cast estremamente variegato e speciale perchè annovera tante persone che nonostante le difficoltà a cui sono andate incontro negli anni, il dolore del sentirsi diversi e magari la mancanza d’appoggio da parte della famiglia hanno avuto il coraggio e la determinazione di mettersi in gioco e vivere una vita quanto più piena possibile. I nostri beniamini però sono minacciati dalla famosa “serpe in seno”: fra loro si infiltrano infatti Stanley e Maggie, manigoldi (più il primo che la seconda, che in seguito si pentirà anche grazie all’amore per Jimmy) determinati nel procurarsi un Freak da poter vendere a caro prezzo all’American Morbidity Museum, che espone una collezione grottesca di oggetti particolari e mostruosità. Intanto nella città iniziano ad essere effettuati terribili omicidi; l’autore delle tragiche morti è il malconcio figuro sopracitato, Twisty il pagliaccio, dal costume scolorito e rovinato e reso ancora più inquietante dal fatto che non proferisce parola che va in giro ad ammazzare le persone e a rapirne altre, per poi condurle nel suo sfasciato pulmino e metterle in gabbia e in seguito pretendere che si sganascino dalle risate e che lo applaudano ogni volta che inscena per loro uno spettacolino con tanto di palloncini e malefiche macchinette ilari (maledetti cosi a molla). Ebbene, seppure vivamente pericoloso e matto sotto ogni ombra di dubbio, il clown di Freak Show non mi ha fatto paura ma mi ha messo addosso tanta tanta tristezza. Nei primi episodi infatti, oltre a mostrare i suoi atti efferati di violenza verso il prossimo, ci viene raccontata la sua storia anche grazie all’apparizione di Edward Mordrake, spirito dalla doppia faccia demoniaca (nel vero senso della parola, ha un altro viso che gli spunta dietro la testa come un tumore maligno dotato di volontà propria) che porta via con sè chi si esibisce la notte di Halloween. Il povero Twisty, togliendosi la maschera che gli copre il mento e la bocca, rivelando che gli manca la mandibola ed ecco spiegato il perchè del suo semi mutismo, si appresta a narrare di come lui adorasse i bambini e la sua unica gioia fosse farli felici con i suoi trucchi e le sue scenette. Tuttavia non era un tipo molto sveglio e quando alcuni suoi colleghi del circo insinuarono brutte cose sul suo conto e la sua passione per i pargoli invece di fare spallucce e proseguire per la sua strada, licenziato, decise di spararsi in bocca con un fucile… risultato: niente più metà faccia e cervello ormai a ballodole, iniziò a fare il killer senza rendersi veramente conto dei massacri che compiva. Ora non so cosa ne pensate, ma ho ritenuto la sua storia molto malinconica e mi ha fatto spuntare i lucciconi quando la sentii la prima volta; la mia paura per i pagliacci è passata quindi, direte voi, tutto grazie al clown psicopatico di AHS! Beh, no, ma almeno il personaggio di Twisty mi è piaciuto.

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Ritornando in tema pazzia, come non citare uno strabiliante Finn Wittrock (solo a me pare che il suo cognome scricchioli?) nei panni del viziatissimo e delirante Dandy Mott, unico figlio della svampita (e cieca davanti alla malattia del figlio) Gloria, che asseconda il suo caro pulcino in ogni suo capriccio come ad esempio il voler comprare Bette e Dot perchè convinto di esserne innamorato folle, e mai fu scelto aggettivo più giusto. Questo personaggio è uno dei migliori e più riusciti della stagione a mio parere, poichè è originale e ben caratterizzato in ogni sua pazzia, dalle bizze perchè non gli piace il costume che la madre a cucito per lui a posta per Halloween all’ammirazione malata per Twisty di cui diviene discepolo dopo che il povero muore, con una specie di forzato passaggio delle consegne con tanto di mascherina insanguinata dal sorriso innaturale. Dai suoi atti e dalle sue parole, soprattutto quando le urla starnazzando come un’anatra, cogliamo quanto ci sia di sbagliato e di malvagio, di infantile in lui ma anche quanto egli ne sia poco consapevole. Per Dandy il suo modo di comportarsi è estremamente normale anzi, sono gli altri che hanno qualcosa che non va, ciò anche a causa dell’educazione impartitagli da sua madre; perchè tutti non obbediscono ai suoi ordini? Ma che razza di gente che c’è in giro…

In un turbinio di sotto trame tanto amate da Murphy spiccano la storia di Jimmy e il triangolo con Bette e Dot e Maggie: le prime sono innamorate del giovane ma hanno poca fiducia nel riuscire a conquistarlo quando notano il tenero che c’è con Esmeralda/Maggie, la falsa medium arrivata da poco.

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Altro triste episodio è quello di Pepper e Salty, due microcefali molti legati e la tragedia della prima quando il suo amico muore, o ancora quello di Ma Petite, una principessina minuscola proveniente dall’India, coccolata e amata da tutti, la prescelta per essere la “merce” da portare al museo di mostruosità da Stanley.

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Durante la serie Elsa riesce a farsi nemici tutti i suoi adorati freaks dimostrando il suo vero e unico interesse, il successo, per il quale trascura i suoi amici e compie atti estremi; vuole riconquistare quella sensazione di potere che aveva quando possedeva ancora entrambe le gambe. Infatti quando esercitava la carriera di libera professionista era stata ingaggiata per uno Snuff Movie, tipologia di documentario in cui vengono filmate vere e proprie torture e sevizie.Nel suo caso si tratta dell’amputazione delle gambe dal ginocchio in giù che all’epoca rimpiazzò, ripresasi mai completamente dal terribile trauma, con un paio di protesi in legno realizzate da un esperto falegname italiano. Il finale mostra come, per quanto lei avesse ritenuto che avrebbe ottenuto la felicità solo ad Hollywood su un piedistallo, riesce a trovare la pace una volta defunta per mano di Edward Mordrake e riunita ai suoi amati Freaks in una specie di “paradiso”(?). Questa stagione, come le precedenti, vede un accavallarsi di vicende da capogiro e ritorna la componente più amata dai fan degli horror: terrore e sangue ovunque. Inoltre il sentore di eccesso qua è più che presente, ci si spinge ai limitiin ogni storyline o background ostentando violenza e diversità; ma rispetto ad Asylum, innovativo e ben organizzato nel tirare i fili delle varie storie per farle coincidere, qua è tutto un po’ più caotico e ci si potrebbe confondere nella fitta giungla di relazioni, che alla fine trovano tutte bene o male una conclusione degna. Il fatto è che dal primo all’ultimo episodio accadono veramente troppe cose e nonostante i conti tornino nel finale, durante lo svolgimento dello show alcuni corsi narrativi iniziano e si chiudono troppo velocemente oppure alcuni personaggi vengono lasciati da parte per essere ripescati in seguito lasciandoti perplesso. Nel complesso è stata una buona serie anche terminate alcune puntate non ho potuto fare a meno di storcere il naso (che, voglio sottolineare, è già un po’ storto quindi può darsi sia una mia impressione) per alcune scene troppo splatter, vedasi la delicata e indolore morte di Maggie, o altri episodi veramente tristissimi come quello incentrato su Pepper e il crossover con Asylum visto che la ragazza verrà portata proprio là incolpata di aver ucciso il bambino della sorella, che in realtà amava e custodiva come se fosse stato suo.

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D’altra parte protagonisti come Dandy o Paul hanno fatto sì che Freak Show si sia guadagnata comunque un posto nel mio cuore nonostante non sia una delle mie stagioni preferite di AHS, surclassata sia da Asylum che da Coven. E voi, cosa ne pensate? Ci sentiamo alla prossima, un bacione!Risultati immagini per american horror story freak show

 

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