Devastata dalla morte del suo figlio undicenne Santiago, Magos prende la decisione divisiva di tagliargli un pezzo di polmone. Mentre prova a riprendersi dal lutto viene a conoscenza di un vecchio racconto popolare e, spinta da un’inspiegabile istinto materno, nutre il polmone finché non diventa senziente, trasformandosi nel piccolo carnivoro Monstrilio che tiene nascosto tra le mura della tenuta di famiglia a Città del Messico. Monstrilio, con il passare del tempo, inizierà a somigliare al Santiago che era una volta, ma i suoi impulsi mostruosi, sebbene frenati dalle cure familiari minacciano di distruggere la sua fragile esistenza. Una meditazione stimolante sul dolore, l’accettazione, l’amore e la lealtà. Sámano Córdova fonde un’immaginazione audace e una prosa evocativa con un profondo rigore e spessore emotivo. Raccontato in quattro atti che abbracciano il mondo da Brooklyn a Berlino, MONSTRILIO offre, con straordinaria chiarezza, un ritratto catartico e preciso dell’essere umano. Un libro sul dolore e sulla natura umana, sull’essere genitori e sull’essere figli, sulla morte, sulla scomparsa e sull’essere “presenti”. Un libro delicato e profondo. Unico.
Titolo: Monstrilio
Autore: Gerardo Sámano Córdova
Editore: La bottega dell’invisibile
Genere: Horror
Data pubblicazione: 15 Ottobre 2025
Voto: 4/5
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Recensione
Bentornati a tutti i lettori! Torno a scrivere per parlarvi di un libro acquistato al Salone del Libro di Torino a maggio 2026: si tratta di Monstrilio di Gerardo Sámano Córdova, edito in Italia da La bottega dell’invisibile, una casa editrice specializzata in narrativa horror e thriller. L’autore, originario di Città del Messico e residente a Brooklyn, ha studiato all’Università del Michigan ed è attualmente Writer in Residence presso la Fordham University.
Monstrilio di Gerardo Sámano Córdova è molto più di un romanzo: è un’esperienza letteraria profonda, inquietante e straordinariamente umana che rimane con il lettore ben oltre l’ultima pagina. Con un debutto audace e originale, l’autore si afferma come una voce coraggiosa della narrativa contemporanea, capace di esplorare credenze popolari lontane dalla sensibilità europea ma profondamente affascinanti da scoprire.
La storia si apre su una scena di dolore insopportabile. Magos, una madre devastata dalla morte del figlio undicenne Santiago, compie un gesto estremo: estrae un pezzo del polmone del bambino e, spinta da un istinto che trascende ogni logica, lo nutre finché non prende vita come una creatura oscura e vivente, il “Monstrilio”. Da questa premessa potente nasce un racconto incentrato su tematiche difficili, profonde e controverse, che esplora il lutto, l’amore incondizionato, l’identità e la complessa natura umana con una lucidità rara.
La forza del libro risiede nella sua capacità di mescolare i generi, partendo da un orrore letterario ricco di immagini grottesche per evolversi in un’intima meditazione psicologica sulla perdita e la rielaborazione del dolore. Il romanzo è suddiviso in quattro prospettive diverse — Magos, il marito Joseph, l’amica Lena e infine lo stesso Monstrilio — che si intrecciano in un coro polifonico, arricchendo la narrazione da angolazioni emotive e simboliche uniche.
Si tratta di una lettura decisamente adatta a un pubblico adulto, proprio per la crudezza di alcune scene. C’è da dire che la dualità di Monstrilio — che crescendo, da pezzo di polmone diventa un essere prima senza forma, il quale al suo interno sembra custodire il corpo in gestazione di un neonato — offre diverse chiavi di lettura. Il percorso narrativo arriva fino ad avere Monstrilio adulto, un diciottenne che presenta però quel moncherino in crescita da cui continuano a spuntare artigli, come se non si potesse mai nascondere del tutto la propria vera natura. Fino all’accettazione finale, che coincide con quella di se stessi.
Sebbene la traduzione sia ben eseguita, leggendo si avverte quasi la mancanza del suono della lingua originale a fare da significante maggiore a ciò che si legge; nonostante questo , il romanzo si distingue per una prosa elegante e potente, poetica nelle introspezioni e cruda nelle immagini. Un’opera che fa riflettere su cosa significhi essere genitori e figli, sulla scomparsa e sulla presenza. Consigliatissimo a chi ama una narrativa molto particolare e desidera confrontarsi con temi forti e controversi. Voto 4/5
