Agnese vive in stato semi-vegetativo in un ospizio per anziani, ogni notte in sogno le compare la sua bambina, scomparsa anni prima. Trova in Sara, una giovane ragazza madre costretta ai lavori socialmente utili, un’anima sensibile con cui stabilire un contatto. Nel frattempo, dall’altra parte del mondo Vega, una donna che è scappata dall’inferno per ricominciare una nuova vita, trova un equilibrio grazie al sostegno di Roimata, guaritrice Maori. Questo equilibrio viene interrotto dall’arrivo di alcune lettere dal Vecchio Mondo, che riaprono ferite mai rimarginate e squarciano il velo che Vega aveva posto sul suo passato.
Titolo: Il canto di Vega
Autore: Silvia Bardesono
Editore: Edizioni Pedrini
Genere: Narrativa
Data pubblicazione: 29 Aprile 2026
Voto: 4/5
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Recensione
Ben tornati a tutti! Oggi torno a scrivervi per presentarvi un’autrice che non conoscevo, Silvia Bardesono, e il suo romanzo Il canto di Vega, pubblicato ad aprile 2026 da Edizioni Pedrini in collaborazione con Daisy Raisi.
Il canto di Vega di Silvia Bardesono è un’opera toccante e profonda, capace di esplorare le pieghe più intime dell’animo umano attraverso una narrazione che bilancia sapientemente la drammaticità del dolore con la speranza della rinascita. Al centro del romanzo vi è un coro di voci prevalentemente femminile, legato da un filo invisibile fatto di sofferenze diverse ma speculari. Da un lato c’è l’incontro toccante tra Sara, una giovane ragazza madre ferita dalla solitudine, e Agnese, un’anziana donna in stato semi-vegetativo ma ancora capace, nel profondo, di lanciare segnali di presenza e affetto; dall’altro lato c’è la storia di Vega, una donna in fuga da un passato oscuro che cerca di ricostruirsi una serenità in una terra lontana grazie alla guida spirituale della guaritrice Maori Roimata, prima che vecchie ferite tornino a bussare alla sua porta.
Il cuore pulsante del testo risiede nell’esplorazione dei temi della resilienza, del superamento del trauma e della straordinaria forza della solidarietà tra donne. Bardesono mostra come l’empatia e la “sorellanza” possano trasformarsi in vere e proprie ancore di salvataggio di fronte a esistenze stravolte dall’abbandono o dal lutto. La scrittura, delicata e al tempo stesso potente, accompagna il lettore all’interno di percorsi individuali di sofferenza per poi guidarlo verso una catarsi liberatoria, dimostrando che anche nei contesti più bui esiste la possibilità di curare le proprie cicatrici e riscoprire la voglia di vivere.
Raccomando calorosamente questo libro a chi ama le storie intense e introspettive, a chi cerca una lettura capace di emozionare e far riflettere sull’incredibile capacità delle donne di rialzarsi dopo ogni caduta, e più in generale a tutti i lettori che apprezzano i romanzi incentrati sulla forza dei legami umani e sulla guarigione dell’anima. Voto 4/5
