Roma, 28 agosto 1635. Il sole è appena sorto, ma l’aria del rione Colonna è già pervasa dall’odore dolciastro della morte. Sotto l’Arco di Portogallo, sul lastricato consumato dal passaggio dei pellegrini, viene ritrovato il cadavere straziato di una giovane prostituta. Il Governatore Giovan Battista Spada, uomo di legge e di Chiesa, intuisce immediatamente che non si tratta di un delitto qualunque: la ferocia brutale e inaudita dell’omicidio nasconde qualcosa di profondamente oscuro. Purtroppo, quello è solo l’inizio. Una scia di sangue inarrestabile comincia a colpire le prostitute della città, delineando l’ombra inquietante di un killer seriale che rischia di minare l’autorità e il potere del papa Urbano VIII. Parte da questa potente premessa storica “La notte del terzo fuoco”, l’avvincente romanzo di Giuseppe Staffa che unisce il rigore della ricostruzione d’epoca alla tensione del thriller psicologico.
Mentre la potente famiglia dei Barberini preme per una soluzione rapida e superficiale del caso, pur di evitare il panico tra la popolazione, il Governatore Spada decide di portare avanti un’indagine ostinata e pericolosa. In questa caccia all’uomo non sarà solo: al suo fianco ci sono il fidato notaro Livi e la nobildonna Eleonora Malaspina, una figura cruciale che gli farà scoprire per la prima volta la forza dell’amore. Per decifrare l’enigma e catturare il mostro, Spada sarà costretto a scendere nelle catacombe, nel ventre buio e umido della capitale, dove un’umanità invisibile di diseredati e vagabondi custodisce segreti inconfessabili. Ispirato a una storia vera, il libro di Giuseppe Staffa restituisce un ritratto vivo, potente e perturbante della Roma barocca, offrendo un viaggio ipnotico tra le ombre dell’animo umano che tiene il lettore incollato alle pagine fino all’ultimo, fatale colpo di scena.
