Massimiliano vive con i suoi nonni in un piccolo paese di montagna della Calabria, dopo aver perso i genitori in un incidente stradale. Ma quella che condivide con loro non è una famiglia come le altre: il nonno spaccia marijuana, la fuma insieme alla nonna e manda il nipote a consegnarla in giro per il paese. In questo microcosmo sospeso tra incoscienza e marginalità, Massimiliano cresce in solitudine, circondato da adulti sempre sballati. Dopo anni di immobilità e apatia decide di partire. Prima il sud dell’Inghilterra, poi Liverpool, dove sceglie di restare e ricominciare. Qui stringe per la prima volta legami autentici, costruendo amicizie che gli erano sempre mancate e ampliando il suo microcosmo in un modo che, da adolescente, non avrebbe mai immaginato.
Titolo: Mio nonno spaccia
Autori: Alessandro Raschellà
Editore: Catartica edizioni
Genere: Narrativa
Data pubblicazione: 19 Giugno 2026
Voto: 4/5
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Recensione
Bentornati a tutti i lettori! Oggi torno a scrivere per parlarvi di una nuova collaborazione con Catartica Edizioni in occasione dell’uscita del libro “Mio nonno spaccia” di Alessandro Raschellà, pubblicato a giugno 2026.
Il romanzo di Alessandro Raschellà ci trasporta in un angolo di Calabria tanto affascinante quanto isolato, un microcosmo sperduto e immobile che fa da sfondo alla straordinaria crescita di Massimiliano. Rimasto orfano in tenera età a causa di un tragico incidente stradale, il giovane viene affidato ai nonni in una situazione familiare a dir poco insolita. In questo scenario di bizzarra marginalità, il nonno gestisce un’attività di spaccio di marijuana, la nonna fuma abitualmente insieme e il ragazzo si ritrova a fare da corriere inconsapevole, portando al parroco del paese quelli che crede siano semplici libri, scoprendo solo crescendo la vera natura di quei pacchetti.
Etichettato da tutti come lo strambo del paese, Massimiliano cresce in un isolamento che profuma di un’Italia antica, popolare e profondamente radicata nelle sue tradizioni più arcaiche. Tuttavia, il nucleo centrale della narrazione batte sul tema della ricerca d’identità e del distacco necessario per trovare il proprio posto nel mondo. L’immobilità di quel paesino meridionale viene scossa quando il protagonista decide di svoltare pagina, imparando l’inglese da una donna che segna anche il suo primo, acerbo avvicinamento alla sfera dell’affettività e del sesso. È l’input che lo spinge a partire prima per il sud dell’Inghilterra e poi a stabilirsi a Liverpool.
Nel Regno Unito, Massimiliano compie il vero salto evolutivo: entrando in contatto con culture diverse e stringendo legami autentici, riesce finalmente a colmare quel vuoto di amicizie e di appartenenza che aveva segnato la sua adolescenza. L’impatto con una realtà internazionale e dinamica gli permette di capire fino in fondo chi è veramente, trasformando lo smarrimento iniziale in una solida consapevolezza di sé.
Eppure, il romanzo evita le banalità del riscatto a tutti i costi, riservando un finale intriso di tenerezza in cui il protagonista fa ritorno dai nonni. Quella casa eccentrica e fuori dagli schemi, popolata da adulti perennemente sballati ma capaci di amare il nipote in modo viscerale e totale in ogni sua sfaccettatura, rimane l’unico vero porto sicuro. “Mio nonno spaccia” si rivela così un’opera ricca di contrasti suggestivi, capace di unire la cultura italiana di vecchio stampo alle aperture dei giorni nostri, ed è una lettura caldamente consigliata a chi ama le storie di formazione autentiche, dove la provincia più nascosta dialoga con il grande respiro del mondo. Voto 4/5
