Recensione”La Viola di Sara” di Francesco Montonati

Sara, trentasette anni, un passato da musicista internazionale, vive il suo inferno quotidiano. Abita in un quartiere della periferia milanese, mantiene il compagno e la figlia di lui lavorando in un call center e tiene in vita la passione per la musica suonando la viola da gamba in un’orchestra amatoriale. Quando il talentuoso violista José Hidalgo le propone di raggiungerlo a Barcellona per un ambizioso progetto musicale, Sara intravede una luce nel buio, ma il peso di un passato irrisolto la risucchia in un vortice emotivo di ansia e sensi di colpa, dove la conquista della realizzazione personale, affettiva e professionale, si fa sempre più difficile. Una storia di rivalsa e ricerca di se stessi. Una donna con un sogno che ogni volta sembra voler sfuggire al tocco delle sue dita.

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Titolo: La Viola di Sara
Autore: Francesco Montonati

Editore: Aporema Edizioni
Genere: Narrativa
Data pubblicazione: 14 Febbraio 2022
Voto: 5/5

Classificazione: 5 su 5.

Cartaceo -> 13,90€

Recensione

Ben tornati lettori, oggi vi parlo dell’ultimo libro da me letto e terminato giusto giusto ieri sera. La Viola di Sara di Francesco Montonati gentilmente inviatomi dall’autore stesso, che ringrazio.

La protagonista è Sara e la sua compagna di viaggio è la sua Viola da Gamba, strumento poco conosciuto ai non avvezzi alla musica colta, ma che anche nell’ambiente rappresenta uno strumento raro e poco suonato. Sara ha studiato al conservatorio di Milano e poi all’estero dove si è specializzata in Viola da Gamba dopo ver iniziato lo studio del Violoncello quando era solo una ragazzina. Dopo la morte dei genitori, lascia la strada che stava percorrendo e che l’avrebbe portata a girare il mondo da concertista. Con la perdita dei genitori perde il proprio baricentro e la capacità di legarsi a qualcuno.

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Dopo un incidente che la vede protagonista, incontra il suo attuale compagno, un uomo burbero, disoccupato da 2 anni e la cui attività preferita è crogiolarsi sul divano del salotto. Sara si ritrova quindi ad avere a carico il compagno e la figlia adolescente di quest’ultimo. La relazione tra i due adulti non esiste, Sara non prova attrazione né sentimento per l’uomo, l’unica cosa che prova è un briciolo di riconoscenza per averle salvato la vita….sarà vero? Non ha mai provato nulla per lui e lo ha fatto presente sin da subito, ma nonostante questo spreca la sua vita e li mantiene con il misero stipendio che porta a casa ogni mese.

In tutto questo studiare e lavorare, mi sono lasciata scivolare alle spalle qualcosa di molto importante: la giovinezza. Lo studio è sempre venuto prima di qualsiasi altra cosa, prima degli affetti, prima dei divertimenti. Della vita.

Sara ha una psicologia molto complessa, accetta di avere una relazione solo apparente, in cui non vi è alcun legame e cerca costantemente la compagnia occasionale di altri uomini, con cui si adagia sul sedile posteriore della loro auto per un quarto d’ora scarso dopo qualche drink di troppo. Il giorno dopo apre gli occhi avvolta da una nebbia e piano piano le tornano alla mente alcuni flash della serata/nottata precedente. Il compagno non le pone domande né cerca mai di sfiorarla in alcun modo.

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Dall’altro lato abbiamo la Viola da Gamba che suona ancora ma solo amatorialmente in un’orchestrina come lei si diverte a definirla. Nonostante sia il suo unico sfogo musicale, fa di tutto per farsi cacciare anche da lì e così avviene. Sembra quasi che l’unica ragione di vita che le sia rimasta, sia rovinare tutto ciò che la circonda ed impedire che la propria situazione possa evolvere al meglio.

Potrei spiegargli che la musica è l’unica cosa che sento mia, l’unica magia, e che non importa se sia la bacchetta di un direttore scadente a farla scoccare perché mi è sufficiente rimanerci immersa il più a lungo possibile. Potrei ribadire che la musica è la cosa più importante che ho e che levarmela significa uccidermi.

Improvvisamente riceve una lettera dalla Spagna e dopo meno di 24h di negazione parte, lasciando un biglietto sul tavolo del proprio appartamento. Parte ma anche qui, si comporta come sempre ha fatto negli ultimi anni, andando alla ricerca del pericolo, buttandosi in incontri occasionali a pagamento e bloccando la musica che aspetta di scaturire dal suo animo costantemente frenato. Tutto ciò si ripercuote nelle performance musicali, come è logico che sia. Quando deve salire sul palco infatti cade in un oblio e il buio la circonda.

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Il libro è ben scritto e faccio i miei complimenti all’autore, ciò che mi ha fatto storcere il naso è Sara. Sono una musicista anche io e molti dei comportamenti della protagonista sono totalmente in conflitto ed opposizione con il mio modo di affrontare la vita e le difficoltà. Per questo motivo posso dire senza giri di parole di aver letto un libro in cui non sopporto la protagonista. Detto questo, però il modo in cui è scritto e la psicologia molto ingarbugliata ma che nonostante questo funziona, mi ha tenuta incollata alle pagine. Unica cosa che forse l’autore avrebbe potuto fare meglio è dare un pochino più di spazio alla parte in cui Sara risolve e affronta i proprio demoni interiori, o forse, lo farà in un ipotetico seguito?

Voto 5/5

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