Recensione “Il diritto di vivere: La voce di Angela” di Imma Pontecorvo

Angela è una quattordicenne piena di vita, che, a causa di una caduta da cavallo, si ritrova su una sedia a rotelle. La sua è una condizione irreversibile che cambia radicalmente la quotidianità della ragazza e quella dei suoi familiari. La madre Luciana, all’inizio, nega l’accaduto rifiutandosi di accettare che Angela ha definitivamente perso l’uso delle gambe. La ragazzina, al suo rientro dall’ospedale, dietro pressione delle amiche, riprende a uscire, anche se le barriere architettoniche non le sono d’aiuto e limitano la scelta dei posti a cui può avere accesso a bordo della sua carrozzina. Alla fine dell’anno scolastico, si diploma a pieni voti e decide di iscriversi al Liceo Classico, insieme alle sue due amiche di sempre, Ilaria e Giada. Sebbene le difficoltà, nella sua nuova condizione, non manchino, Angela non smette mai di lottare, dando prova di tenacia e forza d’animo. Passano un paio di anni e l’incontro casuale con la sua ex insegnante di sostegno le apre nuove prospettive. Potrà finalmente mettere la sua esperienza al servizio degli altri lottando con loro per un obiettivo comune, perché l’unione fa la forza e ciò che conta è non arrendersi, qualsiasi cosa accada.

Titolo: Il diritto di vivere: La voce di Angela
Autore: Imma Pontecorvo 
Editore: Youcanprint
Genere: Narrativa contemporanea
Data pubblicazione: 26 Agosto 2021
Voto: 4/5

Classificazione: 4 su 5.

Cartaceo -> 13€ | Ebook -> 2,99€

Recensione

Angela è una giovane piena di energia, amante dei cavalli e molto affezionata alla sua famiglia. Ha quattordici anni e tutta la vita davanti, magari una bella carriera da cavallerizza. Purtroppo, però, un giorno ha un grave incidente al maneggio: cade dal cavallo e batte forte la testa e la schiena.
Da quel momento in poi, la sua vita cambia radicalmente. D’ora in poi, potrà spostarsi solo grazie alla sua sedia a rotelle, impossibilitata a camminare, correre, saltare, fare equitazione.
Perdere l’uso delle gambe da un giorno all’altro è un trauma troppo grande per essere affrontato da soli. Per fortuna Angela non è sola, anzi, è circondata da tante persone che la amano: i genitori le sono sempre accanto, così come il fratellino Francesco. Anche le sue migliori amiche, Ilaria e Giada, alle quali è molto mancata nel periodo di degenza in ospedale, non vedono l’ora di poterla riabbracciare.
All’inizio è tutto molto difficile. Come, come può una ragazzina così giovane, così intelligente e sensibile, riuscire a vincere un simile dolore? Come poter sopportare senza esserne ferita le occhiate di soggezione e pena degli altri, le frecciatine cattive dei bulli a scuola, l’ignoranza di chi vive leggero e si disinteressa del prossimo?
Ad oggi, siamo sempre tutti concentrati su noi stessi. Desideri, volontà, hobby, bisogni: tutto ciò che interessa alla maggior parte di noi è la propria sfera personale. Difficilmente ci sporgiamo un po’ oltre, scostando lievemente la coperta che ci avvolge del nostro egoismo, per riuscire a vedere cosa c’è oltre. Il diritto di vivere è un romanzo che fa riflettere proprio su questo, sulla necessità di curarsi di chi ci circonda e ha più bisogno del nostro aiuto. E, sia chiaro, non per il solo gusto di potersi vantare per “aver dato una mano ai più sfortunati” o per avere la coscienza pulita. L’impulso ad aiutare il prossimo dovrebbe essere naturale, spontaneo, nonostante molti di noi lo abbiano dimenticato ormai da tempo e non sappiano neanche cosa sia.
Dovremmo agire con benevolenza perchè il nostro cuore ci dice di farlo, per l’amore nei confronti del prossimo che dovrebbe covare ognuno di noi. Soltanto con l’unione e con il sentimento si può riuscire a rimanere a galla in questo mondo di individualismo e indifferenza.
Lo mostra bene questo libro, seguendo il percorso di Angela e le sue piccole vittorie quotidiane, le soddisfazioni che pian piano riscopre, le azioni che si è rassegnata a dimenticare e che, invece, si trova più che in grado di svolgere. Dal dolore e dalla rabbia scaturiti dall’evento che l’ha debilitata per sempre, Angela risorge ogni giorno di più. Non si lascia abbattere, nonostante le difficoltà iniziali: va a scuola e si diploma con il massimo dei voti, conosce persone nuove e lega ancora di più con i suoi affetti, impara a convivere con il proprio corpo e a sentirsi di nuovo bella. Tutto questo costantemente appoggiata e supportata dagli amorevoli genitori e dalle sue amiche, che non la abbandonano mai.
Il finale di questo romanzo apre il cuore e fa sperare veramente in un futuro migliore.
Un futuro dove lo scendere le scale, il salire su un autobus, il frequentare locali potranno essere azioni che tutti possono compiere. Un futuro dove si ponga più attenzione nei confronti di chi è diverso, nel quale si possa vivere tutti alla pari e in armonia.
Un futuro dove, finalmente, ognuno possa sentirsi ed essere se stesso senza venire giudicato o discriminato in alcun modo.

Il diritto di vivere è un libro dalla scrittura chiara e concisa, semplice nell’articolazione dei periodi e super comprensibile.
L’autrice non si sofferma sulle descrizioni, cosa che effettivamente avrei invece apprezzato. Tuttavia, il ritmo narrativo è comunque scorrevole e le pagine intrattengono con abilità. Si gioisce insieme ad Angela, infatti, ma ci si accoda alla sua sofferenza se le accade qualcosa di brutto. Soprattutto, certi passi sono illuminanti riguardo la poca accortezza che il nostro paese riserva per chi presenta delle disabilità. Mi sono indignata di fronte al comportamento insensibile di alcuni compagni di Angela, della Direttrice della scuola e di molte altre figure che dimostrano di avere il cuore di pietra. E’ inaccettabile come, nel 2021 (quasi 2022), ci si debba ritrovare nelle condizioni di non poter uscire a cena con gli amici perchè il locale non è adatto ad ospitare una carrozzina o presenta scalinate troppo strette. Ancora, che in diverse scuole non siano installate le giuste attrezzature per poter rendere gli spostamenti di tutti agevoli e pratici. La lista sarebbe veramente tanto lunga, se ci si mettesse a parlare delle cose che, in Italia, non funzionano.
Dunque mi fermo qui e mi limito a dire che Il diritto di vivere è un libro dal contenuto estremamente attuale, che andrebbe fatto leggere pure ai più piccoli, anche considerando la sua scrittura semplice e limpida. Questo per diffondere la comprensione di certi aspetti della vita di chi, purtroppo, ha subito la rabbia immotivata del destino.

Voto: 4/5

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