Recensione “Un’altra Mantova” di Vincenzo Corrado

“Vincenzo Corrado racconta ogni giorno storie e persone della città in cui vive. Lo fa dalle colonne della Gazzetta di Mantova, il più antico quotidiano d’Italia, in cui lavora come redattore ormai da dodici anni. Tra le tante cronache pubblicate e spesso dimenticate, come capita in fondo a quasi tutte le notizie dei giornali, ce ne sono alcune che Vincenzo ha scelto di recuperare dall’oblìo del tempo, infischiandosene per una volta di rispettare standard di lavoro, tagli tipografici, o conteggio di battute: “Un’altra Mantova” è in fondo quella dei racconti che mostrano il volto meno brillante e mainstream di una città di provincia, in cui i fatti in sé non si esauriscono in un articolo ma nascondono vicende più profonde e paradigmatiche. Maestri di giornalismo, clochard, operatori umanitari, club e musica live, truffatori del pallone: in fondo anche a Mantova c’è tutto. Basta saperlo raccontare.”

Titolo: Un’altra Mantova
Autore: Vincenzo Corrado
Editore: Sometti
Genere: Narrativa
Data pubblicazione: 19 Novembre 2020
Voto:4/5

Classificazione: 4 su 5.

Cartaceo -> 14€

Recensione

Ho trovato questa raccolta di aneddoti, frammenti e considerazioni veramente molto bella. Sia per il modo chiaro e scorrevole nel quale è scritta, sia per l’enormità di argomenti toccati dall’autore. Accidenti, me lo sono divorato questo libro. E ci voleva proprio, dopo tutto lo stress per la preparazione degli esami della sessione estiva. Veramente un ottimo break che intrattiene e che lascia il segno e fornisce innumerevoli spunti di riflessione.

Ma andiamo con ordine.

Un’altra Mantova ci racconta questa città dall’interno, narrando piccoli scorci di vita quotidiana, persone, avvenimenti e attimi di intimità che qualunque cittadino vive nel suo luogo natale. Più che gli stessi eventi, sicuramente prova l’identica sensazione di appartenenza alla sua città.

Sono narrati diversi fatti, tutti molto interessanti e che mi hanno catturato, chi per un motivo, chi per un altro. Ad esempio, ho trovato toccante la storia del clochard Francesco, uomo vissuto che da anni ha la strada come casa, lui ed il suo cagnolino. Francesco ha sessantaquattro anni, un’appassionato amore per i libri e un cuore grandissimo, cosa che non sfugge agli occhi di chi sa veramente guardare. Il nostro autore, giornalista affermato, racconta la storia del clochard ripreso con la telecamera del telefonino di Loredana Pronio, della FiderFida onlus, un’associazione che si occupa di senzatetto con animali. Le parole sincere di Francesco commuovono il web e subito fioccano per lui proposte di lavoro. Alla fine, il nostro eroe andrà a vivere in una azienda agricola dove può stare a contatto con la natura.

Questa vicenda commuove, perchè al giorno d’oggi sono sempre di più i cuori di pietra, induriti dal tempo e dalle acredini di questo mondo sbagliato, di chi non riesce più a comprendere l’altro. Francesco, ci racconta l’autore, invece ce l’ha fatta. Ha incontrato persone di buon cuore che hanno spalancato le braccia di fronte alla corazza che l’uomo si era faticosamente costruito addosso negli anni. Non posso che dire che questo racconto mi dà un po’ di fiducia nell’essere umano.

Si parla poi di Internet e delle sue potenzialità, non sempre sfruttate al meglio, ma anche della storia di chi ha sfiorato la morte con mano e che può definirsi una sopravvissuta. Alice, infatti, collaboratrice della Gazzetta di Mantova, narra dell’agghiacciante esperienza vissuta in prima persona, che le ha permesso di guardare nel baratro della morte e di potersene allontanare appena in tempo, nonostante la paura sia stata tanta.

Parliamo di musica, di hikikomori, dell’immigrazione e di molto altro ancora. Il tutto con un tono soffice e coinvolgente, che spinge a continuare la lettura.

La seconda parte del libro contiene invece dei frammenti che l’autore, nel corso del tempo, ha accumulato. E se ne leggono di tutte: dalla questione della bruttezza di Rino Gaetano al perchè insultare Greta Thunberg non ha senso ed è una cattiveria; dagli attacchi di panico (parte che ho particolarmente apprezzato) a considerazioni intime e molto sentite.

Come ho già detto, questo libro mi è piaciuto per la mistione saggia di argomenti e per il realismo con il quale le vicende sono riportate. La scrittura è veramente impeccabile e ci si rende conto subito di essere di fronte ad un professionista. Questo volume fa riflettere, rimuginare, immaginare situazioni, contesti e avvenimenti reali e quasi tangibili. Lo consiglio veramente per la sua fruibilità! Non aspettatevi un libricino su Mantova e i suoi segreti… Qui dentro c’è molto di più!

Voto: 4/5

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