Intervista a Anna Annina Lorenzi, autrice di Incontrando Laura!

Ciao a Tutti! Oggi intervistiamo insieme l’autrice del romanzo Incontrando Laura, recensito sul blog qualche tempo fa. 

Leggi qui la Recensione ->

Conosciamo Anna più nel dettaglio…

Anna “Annina” Lorenzi

Nasce a Milano, in un piovoso lunedì mattino del 26 ottobre 1981. Sin da giovanissima coltiva passioni come la scrittura, la musica, la fotografia, i suoi amati cani, i motori, i viaggi, la natura…

Tra le sue esperienze come autrice si possono elencare testi, poesie, racconti brevi e non, fiabe, articoli; selezioni a concorsi letterari, pubblicazioni in antologie e collaborazioni ufficiali con alcune riviste e blog italiani.

Attualmente, dopo un passato che l’ha sempre vista scrivere sia per passione che per lavoro, condivide la sua scrittura creativa, accompagnata da fotografie e immagini, sul blog personale: Diciannove – Prima di nascere ero sull’astronave che aspettavo di scendere (annina19.com), ora in gran parte disponibile anche in inglese grazie alle traduzioni di Starleen K. Meyer.

Dal 19 maggio 2020 approda finalmente su Amazon con la sua prima auto-pubblicazione: Incontrando Laura – Un romanzo liberamente e in parte ispirato alla vita di…. Un’opera che ha deciso di curare in modo professionale ma del tutto indipendente, uscita in italiano e inglese (Meeting Laura – A novel…), con distribuzione globale tramite Amazon KDP, in versione eBook e paperback. Un libro dedicato alle menti che vogliono pensare, ai cuori che vogliono battere, ai coraggiosi e ai folli…

 

autrice

Eccoci qui dunque con Anna, o Annina, come preferisci essere chiamata cara?

 

Ciao Chiara e un saluto a tutti i lettori di Muatyland.

Anna o Annina, è lo stesso, come ti piace di più. Va sempre bene, sono abituata a essere chiamata in entrambi i modi da tutta la vita…

 

Bene vada per Annina allora, è un soprannome veramente carino. Prima di iniziare l’intervista e focalizzarci su Incontrando Laura, il bel romanzo che hai scritto, mi sembrava doveroso chiederlo!

Ok, cominciamo con la domanda uno!

 

Come ti è venuta l’idea per comporre questo delicato romanzo? Ho notato che è liberamente ispirato alla figura di Laura Prepon.

 

L’idea è venuta abbastanza da sé, all’improvviso. Sentivo la necessità di voler narrare di nuovo e in un’altra forma alcuni concetti che mi appartengono fortemente e che, spero, i lettori potranno ritrovare tra le pagine del mio romanzo. Era il tempo in cui si sentiva parlare di lauree e master per influencer. Poi, certo, c’è stata la conoscenza (seppur “virtuale”) della “vera Laura” che ha contribuito a sviluppare la sostanza di questo progetto.

E, sì, il romanzo è liberamente – e solo in parte – ispirato anche alla vita di Laura Prepon (famosa ed eccellente attrice, regista e scrittrice americana), seppur la figura della “mia Laura” sia principalmente simbolica: lei è prima di tutto un personaggio di fantasia che non esiste realmente, è un esempio ben delineato di un preciso tipo di donna che tanto affascina il mio protagonista (potrebbe chiamarsi in qualunque modo, per intenderci).

 

Benissimo, grazie mille per la risposta, capisco cosa vuoi dire. Mi viene spontaneo chiederti, dunque, se vedi Laura come un’ispirazione!

 

Dopo aver svolto alcune ricerche, soffermandomi solo esclusivamente su fonti dirette, quindi immagini, interviste, video, scritti… che la stessa Laura Prepon ha rilasciato o diffuso, ho pensato che la Prepon potesse essere la persona giusta da cui prendere l’ispirazione per quello che volevo comunicare tramite il personaggio della “mia Laura”.

Di Laura Prepon mi ha colpito ciò che riesce a trasmettere di sé, quello che lei sembra essere davvero, non tanto – e non solo – per quello che fa ma per come lo fa. Laura mi è sembrata una di quelle persone che nella vita scelgono di seguire la loro strada con coraggio, determinazione e coerenza, rimanendo sempre sé stesse e cercando di fare “la loro parte” nel mondo, al meglio, qualunque essa sia, senza finzioni e “ruoli forzati”, senza “maschere” e “abiti di scena” imposti; facendolo per loro e per gli altri, con cuore, animo e cervello. Una persona, quindi, da cui prendere esempio e, perché no, sì, anche ispirazione nel mio caso di scrittrice. Ed ecco perché ho voluto mantenere il nome “Laura” nel romanzo: il libro vuole – anche – essere un affettuoso omaggio nei suoi confronti e nei confronti di tutte le donne come lei.

 

Aj, che viaggia per raggiungere la sua bella negli Usa, è nato spontaneamente come personaggio fittizio o per dargli vita hai pensato a qualcuno che potesse fungere da canovaccio?

 

Come sempre accade con i miei protagonisti, anche AJ è un personaggio di fantasia che nasce appositamente per il ruolo che gli è stato assegnato nella narrazione, ma è anche un po’ una parte di me, se così si può dire. Quasi sempre i miei protagonisti hanno molto a cui spartire con la sottoscritta.

 

Mi rendo conto, in ogni personaggio di cui scriviamo è di solito contenuto qualche frammento di noi. Come già accennato, nel tuo romanzo il protagonista si imbarca su un aereo diretto per gli Stati Uniti. Personalmente, sei mai stata a visitare le bellissime location dove ci proietti con la tua scrittura?

 

Certamente! Ho una passione per gli States. E li considero anche un po’ la “mia terra”, in un certo senso. La prima volta che andai negli USA fu nel 2005 e mi innamorai subito. Ci sono poi tornata tante volte, visitando più posti possibili: NYC in più occasioni, Philadelphia, la fredda Chicago, Milwaukee con la factory Harley-Davidson e il verde Wisconsin; l’assolata Florida di Miami, Palm Springs, i ponti di Key West e la casa di Hemingway con i gatti a 6 dita; e ancora la California di San Francisco con i tram di Milano e la spesso nebbiosa Pebble Beach; Houston, Dallas, San Antonio; un viaggio in auto dal Texas a New Orleans; e un altro da L.A. al Texas, passando per la luccicante Las Vegas e il Gran Canyon, così immenso da togliere il fiato, attraversando l’Arizona e il New Messico… fino ad arrivare nell capitale texana, Austin, che è davvero una seconda casa per me e dove nel 2010 fondai una società con amici americani che tuttora opera internazionalmente nel settore dei veicoli d’epoca e per cui sono consulente esclusiva.

 

Che meraviglia… Spero veramente di poter visitare anche io, un giorno, questi luoghi meravigliosi! Una domanda indiscreta se posso… Per caso hai intenzione, in futuro, di farci sapere come continuerà la storia di Aj e Laura?

 

Chissà… forse. Me lo chiedono in molti dopo aver letto Incontrando Laura. Ci sto pensando. Per il momento mi sto dedicando alla promozione di questo libro e al mio blog personale, annina19.com, dove condivido la mia scrittura creativa. Vedremo. Come si suol dire… stay tuned per saperlo!

 

 

Beh, allora non ci resta che tenere le dita incrociate e rimanere aggiornati! Bene, prima di salutarci avrei un paio di interrogativi che non riguardano propriamente Incontrando Laura ma… La sua autrice! Allora, parto: come è nata l’idea di divenire una scrittrice? Hai sempre avuto questa passione o l’hai sviluppata di recente? Se sì, cosa ha fatto “scattare la molla”?

 

In realtà, non ho mai avuto l’idea di diventare scrittrice, semplicemente scrivo da tutta la vita, da che ho memoria, direi, in pratica sin da bambina quando… probabilmente nemmeno sapevo farlo! Quindi, sì, ho sempre avuto questa passione ma non c’è un evento o un fatto in particolare che ha fatto “scattare la molla”. La scrittura ha sempre fatto parte di me. È il mio modo primo di comunicare. È uno strumento. Ed è una cosa anche molto intima, per certi versi, quasi un’esigenza.

 

Incontrando Laura è il tuo primo libro?

 

No, in realtà non è il primo libro che ho scritto. È però il primo che ho deciso di auto-pubblicare in modo professionale ma del tutto indipendente e in due lingue, italiano e inglese sia per il formato cartaceo che per l’eBook Kindle, con distribuzione globale tramite Amazon KDP.

 

 

Come è stato vederlo terminato e pronto per la pubblicazione?

 

Beh, che dire… dopo tanto impegno e lavoro, ovviamente è stato bello!

Forse, però, la cosa che più mi ha entusiasmata è stata quella di ritrovarmi tra le mani la copia dell’edizione inglese. Tradotto professionalmente e, a mio avviso, in modo a dir poco fantastico dalla quella che è diventata ormai la mia traduttrice ufficiale nonché amica, Starleen K. Meyer, Meeting Laura (questo il suo titolo) mi ha davvero fatta felice: conoscere e iniziare a lavorare così bene con Starleen è stato davvero un regalo inaspettato. Ci siamo capite e trovate subito alla perfezione, sia per quanto riguarda il testo che umanamente parlando, e abbiamo instaurato un rapporto ottimo, un’intesa perfetta. Il risultato? Esattamente quello che speravo tanto di ottenere quando mi sono lanciata in questo progetto che, categoricamente, doveva prevedere la versione italiana e quella inglese-US dell’opera.

 

Insomma, tutta la strada che ho percorso fin qui è stata proprio un bel viaggio. Un bel viaggio appena iniziato e ancora tutto da vivere. Propio come quello di AJ… Leggere per credere!

 

 

Deve essere stata veramente un’esperienza unica. Ok Annina, grazie davvero per averci dato la possibilità di scambiare due chiacchiere con te! Spero che ti sia divertita anche tu a rispondere alle nostre domande.

È arrivato il momento di salutarci e augurarti buona fortuna con Incontrando Laura!

Assolutamente, è stato un piacere. Ti ringrazio per gli auguri e per la chiacchierata che spero sia piaciuta anche ai vostri lettori!

 

Un bacione a tutti i nostri lettori e alla prossima!

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