Recensione “I sei cloni” di Mur Lafferty

Mentre la Terra è sempre più depauperata di risorse e sfiancata da guerre, la nave spaziale Dormire trasporta nel paradiso incontaminato di Artemis, un pianeta nel sistema stellare Tau Ceti, migliaia di esseri umani addormentati. Nel viaggio di quattrocento anni necessario per raggiungere la destinazione finale, le loro vite sono salvaguardate da IAN, sofisticatissima Intelligenza Artificiale con poteri decisionali e di veto. Ma qualcosa va storto: i sei membri dell’equipaggio, tutti ex criminali che sperano di ripulire il proprio passato e ricominciare una nuova vita su Artemis, improvvisamente si svegliano. Si ritrovano in una stanza, circondati da sangue e cadaveri e con le menti, prive di ricordi, in nuovi corpi. IAN è stata sabotata e la nave è ormai fuori rotta. Questo può voler dire solo una cosa: qualcuno ha ucciso i loro sé precedenti. L’equipaggio della Dormire ha un mistero da risolvere: chi è l’assassino? E perché ha sabotato il viaggio? Per quello che ne sanno, il colpevole potrebbe essere anche uno di loro…

Titolo: I sei cloni
Autore:  Mur Lafferty
Editore:  Fanucci Editore
Genere: Fantascienza
Data di pubblicazione: 9 Novembre 2019
Voto: 4/5
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Recensione

Leggendo questo romanzo mi sono sentita trascinata in un’atmosfera carica di suspence e tensione, in qualche modo a me familiare. Un po’ alla Dieci Piccoli Indiani, per intenderci, ma rivisto in salsa fantascientifica, con tanto di cloni e navicella spaziale. I protagonisti sono copie fatte con lo stampino di ex criminali, che un giorno si animano intontiti dopo un lungo sonno. Non sarà un gran risveglio: si ritrovano infatti in un macello, i loro corpi precedenti che fluttuano tra il sangue, alcuni di loro con mutazioni genetiche che ne deturpano i cadaveri. Non so voi, ma non so quanto mi piacerebbe trovarmi faccia a faccia con una me stessa morta con tentacoli che spuntano da ferite aperte. I sei cloni si rendono conto che IAN, l’intelligenza artificiale che doveva guidarli fino ad Artemis, un pianeta dove avrebbero potuto cominciare una nuova vita, è stata messa fuori uso e che la navicella è uscita dalla rotta predisegnata. C’è soltanto una spiegazione a ciò che è accaduto: qualcuno di loro, probabilmente in un atto di follia sconsiderata, ha compiuto quella strage…. Ma chi?

Il libro è molto bello, scritto in modo impeccabile. Incuriosisce pagina dopo pagina ed è impossibile non rimanere coinvolti nelle avventure di Maria, Hiro e gli altri. Ho trovato l’idea di strutturare il racconto su un’astronave parecchio originale e grazie al cast variegato dei protagonisti, tutti diversi e con le proprie caratterizzazioni, il romanzo risulta veramente unico. Non mancano i momenti di attesa e suspence, che costeggiano la narrazione curata e fresca. Si aggiungono anche tematiche estranee al genere fantascientifico, che a mio parere si adattano impeccabilmente alla tematica trattata nell’opera! Un must per gli amanti della fantascienza, ma anche i fan del giallo avranno la loro parte!

Voto: 4/5


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