Recensione “Inno di un Profeta Riluttante” di Joanne Proulx

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Titolo: Inno di un profeta riluttante

Autore: Joanne Proulx

Editore: Leggereditore

Genere: Fantascienza

Data pubblicazione: 30 Gennaio 2019

Voto: 5/5

Cartaceo -> 15€ | Ebook -> 3,49€


Sinossi

Quando predice la morte di un amico, con un’incredibile precisione e una dovizia di particolari sbalorditiva, la vita del diciassettenne Luke Hunter si fa complicata. L’intera Stokum, la cittadina del Michigan in cui vive, è a conoscenza della sua premonizione e vorrebbe saperne di più, ma Luke si chiude in sé stesso, tiene a distanza i curiosi e non rivela a nessuno, neanche ai genitori e al suo amico Fang, che le profezie di morte continuano a ripetersi. E mentre tutti cercano di trarre profitto dal suo “dono”, lui è costretto a fare i conti con l’assurdo e continuo incubo in cui la scoperta di questo scomodo talento lo ha gettato. Terrorizzato, Luke avanza a fatica attraverso un suo personale campo minato, disseminato di riflessioni esistenziali mai considerate prima e reso ancora più intricato da cristiani fondamentalisti desiderosi di “aiutarlo” e dai sentimenti che capisce di nutrire per la ragazza dei suoi sogni, nonché ex fidanzata dell’amico morto… Un romanzo dark sulla vita e sulla morte, sul senso di isolamento e sul bisogno di appartenenza tipici dell’adolescenza.

Recensione

La sessione invernale all’Università non scoraggia quando ci si trova in compagnia di un libro come questo. Leggero come una piuma e al contempo intriso di significati di piombo, Inno di un Profeta Riluttante è un’opera che tutti dovrebbero leggere. Ma ora mi spiego meglio: Luke è un ragazzo un po’ scapestrato, dotato di una forte ironia che utilizza come personale scudo contro il mondo, soprattutto in seguito ad un fatto a dir poco singolare e destabilizzante. Una sera, raccolti nel seminterrato del suo migliore amico Fang e rilassati dal fumo di erba che consumano abitualmente, il protagonista e i suoi amici scherzano del più e del meno quando Luke molla la bomba, una “burla” che si concretizzerà in realtà il giorno dopo: uno di loro, Stan, morirà l’indomani mattina, messo sotto da un camion, notizia che infarcisce di dettagli presumibilmente inventati sul momento. Quando la premonizione si avvera, il nostro Profeta Riluttante si rende conto di non essere come gli altri, nonostante faccia di tutto per ignorare la cosa; e tra una pillola di Trazon prescritta dal medico, l’isolamento completo in cui si rinchiude e il pastore Ted che gli corre dietro per farlo accedere alla salvezza del Signore, Luke viene lentamente annientato dalle visioni di morte di cittadini di Stokum, la cittadina tranquilla dove risiede. Questi sprazzi lugubri sono accompagnati da un intenso “canto del cigno”, una melodia che lo pervade dall’interno e lo costringe al pavimento per notti intere, incapace di reagire a ciò che gli sta succedendo. I genitori sono preoccupati per lui, l’amico Fang sembra scomparso nel nulla e Faith, la ragazza di cui è innamorato, nonchè ex-fidanzata di quel giovane d’oro che era Stan, sembra ricambiare i suoi sentimenti. Insomma, le emozioni non gli mancano, anche se felicità e terrore, invidia, desiderio, fanno a pugni fra loro nella sua testa come pugili su un ring. Riuscirà Luke a gestire la sua particolare abilità? Ce la farà a superare tutti i drammi della vita adolescenziale caricati all’ennesima potenza, in unione a quelle tremende sensazioni di morte?

Devo ammetterlo, questo volume mi ha davvero emozionato e tenuto stretta in un abbraccio ad alta tensione finchè non l’ho terminato. Sinceramente non so nemmeno definirne il genere, poichè si tratta di una commistione molto ben riuscita di un romanzo di formazione coi fiocchi, una buona dose di fantasy e un pizzico di psicologia; al suo interno però, si dibattono molte altre tematiche come la musica, la cura dell’ambiente, la dipendenza da alcol e sostanze stupefacenti e il fondamentalismo religioso. Questo vorticoso mix poteva risultare una di quelle terribili centrifughe in cui vengono abbinati ingredienti a caso, che so, tarassaco (aspetta… cos’è il tarassaco?), cetriolo e frutti di bosco, ed invece fa centro sotto ogni punto di vista. Intrattiene piacevolmente, fa riflettere, induce alla risata e alle lacrime di commozione; nonostante il protagonista si comporti in modo sbagliato piuttosto frequentemente, tenti di nascondere i suoi reali pensieri sotto uno spesso velo di autoironia e si definisca un “perdente”, è impossibile non adorarlo. Si segue con apprensione la sua parabola adolescenziale, empatizzando con lui, percependo la sua paura di accettarsi come è. Come molti ragazzi di oggi, non si rende conto di quanto sia speciale, e non soltanto per il super potere che gli è stato appioppato, ma perchè è unico nel suo genere, alla stregua di ogni persona su questa Terra. Consiglio caldamente la lettura di questo libro: grandi personaggi, emozioni travolgenti e sorrisi a fior di labbra sono assicurati!

Voto: 5/5

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