Recensione “Dante – fuga dagli inferi” di Solange Mela

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Titolo: Dante – Fuga dagli inferi

Autore: Solange Mela

Editore: Dri editore

Genere: Narrativa per ragazzi – Fantasy

Data pubblicazione: 20 Dicembre 2016

Voto: 3,5/5

Ebook -> 4,99 €


Sinossi

Dante, ragazzino disadattato di dodici anni, accetta la scommessa di passare una notte dentro la Grotta del Vento per dimostrare di essere il più coraggioso della classe.
A sfidarlo è Beatrice, sua compagna di scuola, una ragazzina dark, che gli regala un ciondolo a forma di fenice per incoraggiarlo ad affrontare la sfida senza paura.
Chiuso dentro la Grotta, Dante viene bloccato da un terremoto. Ad accorrere in suo aiuto è un tipo strano che dice di chiamarsi Virgilio, vestito come un personaggio dell’antica grecia.
Nel tentativo di raggiungere una delle uscite di sicurezza della Grotta, i due personaggi sono assaliti da alcune belve feroci che li costringono ad entrare attraverso la Porta degli Inferi. Da lì inizia il viaggio di Dante lungo tutti i Cerchi dell’inferno, dove incontra strani personaggi, chi amici e chi nemici, fino a raggiungere l’ultimo cerchio dove risiede Lucifero. Dante dovrà superare prove di coraggio, ma anche affrontare le proprie paure e insicurezze che lo metteranno in crisi. Alla fine del percorso nella grotta appare anche Beatrice, per aiutarlo a superare gli ultimi ostacoli, per poi scomparire di nuovo.
Dante riesce ad uscire finalmente e si ritrova a molti chilometri di distanza dalla Grotta, a Vinci, dove ritrova tutta la sua classe.

Recensione

Eccoci qua con un retelling della Divina Commedia di Dante, uno fra i tantissimi sfornati a riguardo e che in generale adoro leggere poichè a mio parere quest’opera è un pozzo infinito di idee e spunti interessanti, contenente un’enormità di cultura e riferimenti più disparati su cui centinaia di storici e linguisti hanno basato i loro studi. Ma non sarò certo io a dover ricordare quanto è stupenda questa “trilogia”, quindi immergiamoci in una nuova recensione! In questa occasione la storia è narrata dal punto di vista di un Dante bambino e rivolta a lettori della sua stessa età; il ragazzo è il tipico bulletto astioso e temuto dai compagni, ripetente in prima media e dedito a rubare merendine e prendere in giro gli altri studenti. In visita alla Grotta del Vento con la scuola, il giovane viene stuzzicato con una scommessa allettante, che gli garantirebbe compiti svolti per un bel po’ di tempo e una discreta dose di fama: deve passare la notte all’interno delle caverne buie e umide, per poi risbucare fuori il giorno dopo senza essere morto di paura, con una bella storia da raccontare. La proposta viene fatta da Beatrice, una versione minion della celebre amata dal Poeta, con eyeliner nero a disegnarle gli occhi e modi di fare da maschiaccio, diversi da quelli delle altre bambine tutte imbellettate e amanti di Justin Bieber che Dante tanto disprezza. In fondo è l’unica persona che gli va a genio nell’intera classe, vuol far colpo su di lei e, seppur con minore interesse, sui  tre ragazzini che la seguono come ombre e che a differenza di lei temono il bullo più di ogni altra cosa. Una volta accettata la sfida e separatosi dal gruppo dopo aver estorto una buona quantità di snack golosi da consumare nell’attesa, Dante è spettatore impotente di un evento catastrofico: un rumoroso terremoto provoca la caduta di alcuni massi e sbarra molti degli accessi alla grotta. Il ragazzino, non più tanto spavaldo, ha una fifa blu e mentre si riprende dall’accaduto ecco spuntare Virgilio, un giovane con la lira sulle spalle e il volto da modello. Con lui, che afferma di abitare nelle caverne da tempo, si mette alla ricerca di una via per poter raggiungere la superficie, essendo ovviamente costretto a passare per i famosi gironi infernali e imbattendosi in figure che ben conosciamo: Minosse, Caronte, Ciacco, Francesca e chi più ne ha più ne metta. Il faticoso viaggio fra le anime dei peccatori, per luoghi inospitali e pericolosi, riuscirà a ricondurre il bambino alla luce del sole?

Essendo un racconto pensato per i più piccoli, non mi soffermerò molto su alcune delle incongruenze trovate in queste pagine e su alcuni punti non ben chiariti, come ad esempio la visione di Beatrice e la storia del ciondolo da lei donatogli per combattere le tenebre, o il personaggio di Virgilio che rimane un’incognita per tutta la narrazione, da quando appare fra le polveri del crollo per aiutare Dante a quando se ne separa nel finale. Agli occhi di un bambino queste piccolezze possono benissimo divenire inconsistenti, ma mi domando il motivo per cui l’età dei lettori venga tenuta in conto solamente in alcuni passi o per certi aspetti del testo; per quanto riguarda le pene dei dannati potevano essere evitati certi dettagli crudi, o almeno essere coniugati in maniera più leggera, più allusiva. Magari alcuni giovincelli, anche grazie alle varie console e giochi online che si trovano oggi con un semplice click sull’interfaccia di una pagina web, sono abituati a determinate dosi di violenza compresi spargimenti di sangue e tutto il resto. Ma altri potrebbero rimanere colpiti in senso negativo da alcuni passaggi e provare paura o disagio, cosa che io, eventuale scrittrice di libri per ragazzi, non vorrei accadesse. Volendo giustamente far conoscere ai più piccoli una tanto grande opera e avvicinarli alla letteratura classica sarebbe consigliabile filtrare certi aspetti in modo dà far sì che i marmocchi rimangano affascinati e non turbati dalla narrazione proposta loro. Per il resto, il racconto è scritto in modo lineare ed è semplice da comprendere, la storia è interessante e, almeno a mio parere, è sempre curioso leggere una versione alternativa di uno dei capolavori del patrimonio letterario italiano, ma anche di qualunque novella o romanzo recente, per esplorare aspetti meno rilevanti in un’altra versione o aprirci nuove chiavi di lettura in grado di affascinarci, legarci e rapirci. Indubbio è che questo romanzo sia molto educativo, dona molte informazioni in modo chiaro e intellegibile per tutti; viene esplorato molto del bagaglio di nozioni contenuto in quell’arcano e prezioso scrigno che è la Divina Commedia, si fa luce su molti dei personaggi che animano le sue pagine e viene calcata la mano sull’importanza di conoscere la storia. In questo modo si spronano i più giovani ad appassionarsi ad argomenti che in genere snobbano o non approfondiscono finendo per pentirsene, come Dante, confuso e desolato davanti alle citazioni e ai richiami di Virgilio, che non riesce a catalogare nella mente o di cui non ha alcuna cognizione. Questo aspetto è molto lodevole e concordo a pieno con gli insegnamenti veicolati dall’autrice, che ha evidentemente a cuore l’istruzione dei futuri cittadini italiani.

Voto: 3.5/5

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