Recensione “Amore per Tre” Cupido Vol. 1 di Fabiola D’Amico

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Titolo: Amore per tre

Serie:  Cupido Vol. 1

Autore: Fabiola D’Amico

Editore: Newton Compton

Genere: Rosa

Data pubblicazione: 1 Giugno 2017

Voto: 2/5

Cartaceo -> 5,90€ | Ebook -> 3,99 €


Sinossi

Klain e Simone vivono a New York. Non si conoscono, ma s’incrociano spesso a Central Park durante le loro corsette mattutine. Si piacciono, tuttavia nessuno dei due fa nulla per sbloccare la situazione, finché, quando lui salta una corsa al parco, si perdono di vista. Klain ha una figlia di sei anni, Danielle. Un giorno, confida alla piccola che gli piace una ragazza di cui però non sa nulla. La bambina chiede allora a Babbo Natale di far incontrare la donna misteriosa al padre, così che possa diventare la sua fidanzata. Klain, che ama la figlia più di qualunque altra cosa al mondo, decide di cercare di esaudire il suo desiderio. Come per magia, riesce a rintracciare Simone e viene a sapere che sta per lasciare per sempre New York. A quel punto, si fa avanti e le chiede di fingersi la sua fidanzata per il periodo di Natale. E se invece fosse per sempre?

Recensione

Se c’è una cosa che non sopporto è scrivere recensioni negative. Questo perchè quando ci approcciamo ad un romanzo, iniziamo a saggiarne le pagine, il contenuto, la forma, può succedere che magari apprezziamo molto uno degli aspetti sopraelencati, ma proprio non ce ne va giù un altro. Un racconto non può essere o bianco o nero, c’è sempre un’ampia gamma di grigio che spazia fra queste due tonalità opposte. Dunque se mi appresto a buttar giù un commento, accompagnato dai miei assurdi pensieri, riguardo un volume, cerco sempre di trovare quelle pagliuzze brillanti che potrebbero esaltarlo e sottolineare una delle sue migliori caratteristiche. Mi spiace veramente tanto dire che in “Un amore per tre” le virtù da lodare, oltre ad una scrittura scorrevole e comprensibile che mi ha aiutata a procedere nella lettura, sono esigue e difficilmente stimabili da una persona come me, che già con i romanzi d’amore ha un rapporto complicato. Mi ero lasciata tentare dalla trama simpatica e molto carina, che strizza l’occhio ad uno dei capolavori cinematografici che ci propinano ogni Natale, Miracolo sulla 34esima Strada”; un papà single che adora la sua bambina e darebbe tutto per lei si impegna al fine di rendere realtà il desiderio che la piccola ha espresso per le festività, oltre che il suo visto che è in carenza di compagnia femminile da molto tempo. Già qui il mio naso si è iniziato a storcere più di quando lo sia già (frattura al setto, dolce ricordo d’infanzia). Klain è invaghito infatti di una donna con la quale da mesi corre al mattino, una ragazza con il cappuccio tirato sul viso che non ha MAI visto e con cui non ha MAI parlato. E fin qui, strano ma può anche andare, magari aveva un bel lato B e essere affascinati da due bei glutei ci sta; ma l’assurdo viene poi, quando poh che caso del destino, dopo averla vista al saggio della figlioletta dove ci convinciamo fortemente che tutte le mamme siano dei mostri che se ne fregano delle loro bambine per sbavare dietro al protagonista, non se la sente di rivolgerle parola. Anche lei, donna dal passato tremendo che scappa dai paparazzi dopo aver fatto una denuncia per diffamazione andata male (?), ovviamente è invaghita dell’uomo e per un complotto ordito dalla sua amica Ale e da Patty, sorella di Klain, i due finalmente si incontrano. E qui da timido che era Klain sfoggia il suo lato playboy ardente e lei, si spera per proteggersi e perchè si sente una brutta persona cattiva, si mette a sputare acido ovunque che mamma mia io avrei preso la porta e ciao arrivederci. Lui, apparentemente dotato di un PH moooolto basico, schiva tutte le sue rispostacce e le chiede, ovviamente solo per la sua bambina eh, lui non c’entra nulla, di passare il Natale a casa della sua famiglia. Lei prima dice no, poi ci pensa, ci ripensa e alla fine accetta, continuando a tenergli il muso e io ancora son qui che mi chiedo a lui chi glielo ha fatto fare. Comunque, dopo appena mezza giornata passata insieme, l’uomo è già convinto che lei è la principessa della sua vita, la ama follemente e vuole passare il resto della sua vita con lei. Wow. Da qui in poi le folli avventure di Klain, Simone e la piccola Danielle continuano, inciampando in una stramberia dopo l’altra; ad esempio quando la ex moglie di lui, Ariana, fa finta di rapire Simone per far preoccupare l’ex e farsi donare una lauta somma di denaro dopo aver fatto una scenata patetica alla donna, che se ne è andata a casa convinta che deve lasciare i tre ricongiungersi. Non ci ho capito molto sinceramente. Ma la cosa che mi ha infastidito più di tutte è che all’interno di quella che non può essere che una favola e che letta come tale non è poi così male dopotutto, sono inserite delle scene erotiche decisamente fuori luogo e la tensione sessuale si combina in maniera inopportuna ad un ambiente natalizio e familiare. In più Danielle mi ha sconcertato, a volte sembra una dolce e tenera bimbetta che ama il suo papà ed è arguta e intelligente, a volte pare una donna oltre i quaranta con i ragionamenti che fa, ma vabbè. Detto ciò, se volete immergervi in questa storia per sfizio, per sentirvi più buoni grazie al Natale che è affrescato fra le pagine o per il clima surreale che aleggia durante il corso della narrazione, buona lettura! Ma se non vi piacciono i rosa in partenza e siete ipercritici come lo sono io, vi sconsiglio l’esperienza.

Voto: 2/5

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