Recensione “Hard ‘n’ Steel” Vol. 1 di Dottor Ameba, Lumaca Marina e S. Daruma

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Titolo: Hard ‘n’ Steel

Serie: Hard ‘n’ Steel Vol. 1

Autori: Dottor Ameba e Lumaca Marina

Illustratore: S. Daruma

Editore: Upper Comics

Data pubblicazione: 6 Novembre 2017

Voto:5/5

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Sinossi

Katsumata K. Kein: un vero uomo, una volontà dura come l’acciaio. Disprezza i codardi, adora alla follia mangiare limoni crudi. Ma un giorno il Dottor Ade, assurdo uomo di scienza, ha donato al mondo degli eccentrici poteri, legati all’ultimo cibo che si è mangiato, i Flair. E il limone, l’amato limone, è diventato per Katsumata una terribile maledizione… Cosa farà per poter tornare a gustare con gioia il suo amato agrume?

Recensione

Beh… ho appena concluso di leggere questo strano fumetto e devo dire che… mi ha spiazzata! E’ un mix concentrato di avventura, supereroi, comicità e un pizzico di pazzia. Mi è piaciuto veramente moltissimo! Partiamo dal fatto che mi sono sempre andate a genio le storie particolari, diverse dalle altre e innovative anche contro l’opinione generale, quindi quando ho visto in copertina dell’albo due gambe muscolose con al di sopra una svolazzante gonnella rosa, sapevo già che leggendo Hard ‘n’ Steel sarei morta dal ridere. In apertura al volume facciamo la conoscenza del Dottor Ade, uomo di scienza e probabile folle che trasmette dalla Walt Tower un discorso intricato con il quale dona dei “Flair” a chiunque veda e ascolti, superpoteri che si attivano tramite un determinato alimento differente per ognuno. In seguito al suo discorso le persone iniziano a notare di saper padroneggiare sconosciute potenzialità e in molti si accingono a creare un’identità favolosa, basata sulla propria nuova capacità. Si raggruppano bande di criminali come i “Destrosi Sei”, a tema marino e composti da individui a dir poco disarmanti per la loro inettitudine, ma anche squadre di giovani eroi pronti a battere chi suscita disordini in città; tra i buoni annoveriamo Eva, Fritz e Zack, tre studenti che incontriamo nel capitolo zero, mentre si destreggiano contro un loro compagno dalla tipica acconciatura a bananone resa famosa da personaggi quali Josuke Higashikata delle Bizzarre Avventure di Jojo e altri bulli stile anni sessanta. Ma il vero fulcro di quest’opera, la stella scintillante nascosta nel cuore del fumetto è lui, il mitico eroe in gonnella, Katsumata K. Kein! Il nostro beniamino è disperato, mentre il Dottor Ade pronunciava il suo monologo lui si godeva tranquillo tranquillo il suo frutto prediletto, il limone. Ma adesso, acquisita l’abilità di ingigantire gli oggetti, ogni volta che assaggia l’asprigno ma tanto amato sapore dell’agrume il costume imbarazzante che si ritrova fa la sua comparsa, lasciandolo con le cosce scoperte e un po’ troppo rosa in giro. La sua è una vera e propria maledizione e Katsumata è deciso ad arrivare in cima alla Walt Tower, per parlare con Dottor Ade e tornare quello di una volta, un uomo tutto d’un pezzo in grado di ingurgitare tutta la limonata che vuole senza diventare una specie di Magica Doremi versione maschile. Una sua possibile alleata in questa difficoltosa missione è Romaine, cameriera dagli occhioni scuri che in passato ha lavorato nella torre tanto rinomata, da cui adesso sembra non poter uscire più nessuno.

Questo albo mi ha fatto venire un’irrefrenabile voglia di tornare bambina, quando la mia immaginazione forse un po’ troppo fervida mi trasportava in mondi alternativi dove sapevo domare i quattro elementi, parlare con gli animali, scatenare fulmini nel cielo con un gesto della mano. Ho sempre amato i supereroi e tutto ciò che gravita intorno all’universo della DC Comics e della Marvel, con cui sono cresciuta. Ai miei occhi ogni tizio con virtù fuori dalla norma era fonte di cascate di idee, filmoni mentali e immagini di combattimenti all’ultimo sangue. Quindi questa storia bizzarra, condita con un sentore nipponico che richiama alla mente una fusione fra Boku no Hero Academia e One Punch Man, mi ha veramente saputo intrattenere e ha del tutto rapito la mia attenzione nel lasso di tempo in cui me lo sono sparato, decisamente troppo poco, ahimè. Il disegno poi, l’ho adorato. Dettagliato, rifinito nei punti giusti, non lascia nulla al caso e illustra a dovere un racconto interessante e spassoso con tratti delicati e marcati allo stesso tempo. Insomma, un vero piacere per gli occhi e altamente propenso a generare risate!

Voto: 5/5

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