Recensione “Brigitte” di Stefano Fantelli

Libro: Brigitte

Autore: Stefano Fantelli

Casa editrice:  NPE

Prima pubblicazione: 15 Marzo 2018

Genere: Fantasy

Voto: 5/5

Cartaceo -> 15€


Sinossi

Brigitte è una zombie di 17 anni. Sembra una ragazza come tante; nessuno sa che se le si stacca un pezzo se lo ricuce lei stessa o che, se le cade un occhio, può rimetterselo in orbita. ‘Stefano Fantelli, sceneggiatore e scrittore horror, ha pubblicato quindici libri tra romanzi (Strane ferite), graphic novel (El Brujo Grand Hotel, Zombie Paradise, Alfredo e la notte dei morti viventi) e raccolte di racconti (Alla fine della notte, Dark Circus, Sex and the zombie). Con Peter Straub, Caleb Battiago e Paolo Di Orazio ha pubblicato il libro Mar Dulce: Acqua, Amore, Morte (Cut-Up). In inglese (con Alessandro Manzetti), la raccolta Stockholm Syndrome (Kipple). Creatore della serie El Brujo, co-creatore (con Rossano Piccioni) delle serie The Cannibal Family e Blood Brothers, collaboratore della rivista «Splatter», sceneggiatore della nuova serie di «Zora la vampira» (Annexia), è autore di più di settanta storie a fumetti. Il suo testo teatrale Morte e 9 euro e 20, una commedia macabra e dark, è stato messa in scena a Roma per la regia di Katia La Galante. È Active Member della Horror Writers Association. Non si sa nulla di ciò che tiene sepolto in giardino.

Recensione

Può uno zombie fare strage di cuori, ovviamente non nel senso letterale della frase? Beh, sicuramente il mio Brigitte se l’è preso, lei e tutta la combriccola che si anima fra le pagine di questo spassoso libro dalle tinte horror e comiche, due generi che prediligo e che apprezzo ancora di più se legati fra loro. La narrazione si apre con la nostra protagonista che si risveglia da un pisolino, passatempo sempre più frequente adesso che  una zombie; eh sì, come scopriremo più avanti, in un’ uggiosa giornata di temporale ha battuto una zuccata incredibile al rubinetto della vasca da bagno, ma questo non è bastato a fermarla! Difatti si è resa conto di essere tecnicamente morta, ma comunque in grado di camminare (tolti gli scricchiolii alle ossa, che cigolano come cardini di una porta di legno ammuffito), parlare e decidere di smettere di andare al liceo scientifico che frequenta; ha bisogno di una pausa di riflessione, lei che tanto ama disegnare che che aspira a diventare una fumettista in futuro, mentre tanto odia la matematica. Si trasferisce quindi per un po’ dai nonni a Borgomascherato, un paesino di montagna che somiglia incredibilmente al luogo dove vivono i miei zii, sulle cime di un monte invaso dalla vegetazione dove l’aria che si respira è buona, pulita, altro che quello schifo che troviamo nelle città al giorno d’oggi. Una simil valle dell’Eden fra boschi e campi insomma, dove abitano poche persone e in cui l’età media è decisamente alta; uno degli sparuti ragazzi che abitano il borgo è Francesco detto Franz, dolce ventenne di cui Brigitte è innamorata, un sentimento puro e candido della prima qualità che si trovi in commercio. In compagnia sua e del piccolo Brando, curioso bimbo di sei anni che condivide con la zombie in prova la passione per i supereroi, la ragazza passa le sue giornate in tranquillità, dividendosi fra attività per così dire poco convenzionali come il ricucirsi un mignolo che le si è momentaneamente staccato e le rimbalza nelle converse e il trascorrere le serate sperando in un’occhiata del suo bello, mentre sempre e comunque si soffia via la ciocca tinta di blu che le ricade sugli occhi. Certo, la vita da morta non è semplice, soprattutto quando ti si inizia a macchiare la pelle e comincia a farsi sentire la fame di carne cruda (non umana, solo carne) che è ogni giorno più insistente e petulante, come una vicina di casa anziana che ti attacca discorsi dispotici ad ogni gradino di scale che scendi. In suo aiuto accorre Mussu, badante nigeriana del vecchissimo Tonino, che pratica il vudù e le fornisce una spalla su cui poter appoggiarsi quando si trova troppo spaesata dalla feroce ingordigia che la divora. Mùs, come viene chiamata dagli abitanti di Borgomascherato, non ha paura di lei poichè nella sua cultura rapportarsi con i defunti è quanto più normale, anzi, e oltre a divenire per Brigitte un’amica insostituibile fin dal principio cerca di difendere i suoi compaesani da qualcosa di oscuro e minaccioso che si muove con l’ausilio dell’ombra… Qualcosa di crudele e assetato di verità giustamente celate all’intelletto umano orbita intorno al nucleo di casette e alberi secolari, fra le mucche al pascolo, costituendo un pericolo enorme per la ragazza zombie e per i cittadini del paesino fra i colli. Riuscirà Brigitte, una volta scoperta la sua natura da mangia-cervelli, a farsi accettare? E sarà in grado di scampare alle grinfie di un demonio biondo e armato di siringhe per poter continuare a prolungare in pace la sua non vita?

Saranno forse le citazioni ai film cult, la protagonista dalla spiccata autoironia o il fatto che sia perfino presente una sciamana vudù in questa particolare miscela di elementi variegati che sembrano strizzare l’occhio proprio a me, ma “Brigitte” è stata una lettura entusiasmante, avventurosa e molto divertente che ho amato divorare e di cui ho gradito parecchio le stupende illustrazioni disseminate all’interno del romanzo, che fioriscono nelle pagine bianche e pulite come affreschi in una parete riccamente raffinata con il risultato di abbellirla ulteriormente. O forse è per la stesura volutamente non troppo arzigogolata, ma diretta e limpida come un cielo azzurro di inizio estate, frizzante come l’aria mattutina di una giornata autunnale e soddisfacente come il profumo corposo dei boccioli in fiore nel bel mezzo d’una primavera inoltrata. Il punto di vista balza da Brigitte, di cui condividiamo il più delle volte i pensieri, a Franz, Brando, Mussu e ad altri personaggi minori ma non per questo meno significanti ai fini della trama. I momenti in cui compaiono mucche redivive impazzite e in cui vengono ritrovati animali scuoiati e sanguinolenti si alternano sapientemente a scene comiche o sono a loro volta rese tali grazie ad alcuni pensieri della zombie o a certi comportamenti dei personaggi che fanno sfuggire un sorriso; tutto è preso con leggerezza, non c’è intenzione di spaventare nelle parole dell’autore, il contesto è quello che serve per garantire ad una trama simile di svilupparsi al meglio. La protagonista è davvero fuori dall’ordinario, non solo perchè è una morta vivente sia chiaro, ma poichè è genuina, semplice e trasparente come un vetro appena lucidato. Non ha paura di dire quello che pensa, è sincera (escludendo quel segretuccio là…) e amante del macabro, ma non disdegna la compagnia e è molto affettuosa con i nonni, cosa che talvolta mal si addice ad un individuo dalle caratteristiche alternative/dark. E poi diciamocelo, quale ragazza di diciassette anni acconsentirebbe ad andare a vivere per un po’ dai nonni fra le montagne, senza molti esemplari della sua età e soprattutto LONTANA DA INTERNET? Purtroppo, decisamente un numero troppo basso. Bri è anticonvenzionale e simpatica, proprio come la ciocca blu che le cade sugli occhi (almeno questo possiamo dirlo noi lettori, se avessi avuto io i capelli perennemente penzoloni davanti al viso me li sarei strappati via!). Le sue battute all’interno del romanzo nella mia testa risuonavano di un motivetto comico, un po’ come le risate pre registrate nei vecchi show americani, solamente che in questo ambito sono sempre azzeccate e non ciarlano a vuoto dopo frasi affatto divertenti come nelle sit-com.

Dalla prima all’ultima parola mi sono gustata questo libro come un gelato al cioccolato, un po’ troppo in fretta per paura che si sciogliesse. L’unica cosa che avrei voluto in più a quello che mi è stato regalato, racchiuso in queste meravigliose pagine, sarebbe stata un’occhiata in più sulla storia di Franz, questo sì; ma questa minuscola pecca non mi ostacolerà nell’assegnare a quest’opera ironica e comico-noir il massimo dei voti!

Voto: 5/5

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