Recensione “Esclusa” di Denise Prencipe

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Titolo: Esclusa

Autore: Denise Prencipe

Editore: Indipendente

Genere: Narrativa contemporanea

Data pubblicazione: 3 Novembre 2017

Voto: 5/5

Cartaceo -> 6,76€ | Ebook -> 3€


Sinossi

E’ brutto e mortificante sentirsi diversi, diversi dagli altri, definiti meno importanti. Soprannomi e azioni stupide ed offensive in grado di ferirti fino in fondo, al punto da togliere il respiro! Una storia di bullismo scritta da una ragazzina di 12 anni che è caduta ma ha trovato la forza di rialzarsi… … in un mondo multietnico diciamo si al diverso, si al cambiamento, si alla famiglia, si al gruppo e all’amicizia, ma quella vera… quella che ti piega, si, ma dalle risate!

Recensione

Questo piccolo libricino, minuto ma con un cuore enorme, andrebbe distribuito in tutte le scuole primarie; molti bambini o ragazzi dovrebbero riflettere sulle proprie azioni e ancor più tanti genitori comprenderebbero certi comportamenti dei propri figli e sarebbero in grado di aiutarli. Nelle poche pagine scritte in modo pulito, semplice e esplicativo sono narrate le vicende di Amy durante quelli che possono essere gli anni più spensierati nella vita, ma anche quelli più duri, che condizioneranno il nostro sviluppo caratteriale, i modi di pensare e comportarsi con gli altri, la nostra felicità. La bambina in questione, che si rivela essere poi la scrittrice, ha patito le pene dell’inferno alle elementari per via del solito gruppetto di ragazzini incattiviti dall’invidia, bisognosi delle attenzioni che non hanno ricevuto dai genitori, pronti a demolire il prossimo con parole che nemmeno loro comprendono a pieno, detenendo atteggiamenti egoistici e megalomani che nascondono una debolezza interiore che li punge col forcone, ferendo la loro innocenza infantile. Quando si è piccoli si sa essere veramente molto cattivi in quanto non si dà peso a ciò che si dice o si fa, si agisce e basta senza pensare alle possibili ripercussioni che i nostri gesti potranno avere sul prossimo. Una volta cresciuti invece, il far soffrire qualcuno e tenerlo sotto il proprio giogo dà percezione di superiorità, fa sentire potenti e popolari, si ferisce per non essere feriti dalla pochezza interiore che si cerca di nascondere. Quindi prendere in giro una persona, umiliarla, schernirla nei peggio modi è soltanto un modo di divertirsi e di farsi belli agli occhi degli altri, ma soprattutto di se stessi. Non si riesce a comprendere chi è diverso, chi si comporta in modo più maturo o non condivide le cattiverie perpetuate alle spese di chi è troppo buono o timido per reagire; e allora cosa si fa? Si offende anche lui, tanto cosa c’è di male? Beh, c’è di male che una persona fragile, dall’animo sensibile e gentile, può essere completamente annientata da ciò. Anni e anni di prese in giro, di nomignoli odiosi, di violenze psicologiche e fisiche possono portare all’autodistruzione. Il vedersi soli, abbandonati anche dai più cari amici che preferiscono seguire il gruppo dei “Vip”, come li definisce Denise Prencipe, di turno, troncando pian piano rapporti duraturi e solidi, fondati sull’amicizia e l’aiuto reciproco è qualcosa che distrugge e dilania il cuore. Allora nascono i sensi di colpa, nutriti dalla solitudine. Sarà colpa mia? Ho fatto qualcosa di sbagliato? Ho qualcosa che non va? Le domande ci bombardano la testa come dolorose schicchere che non solo fanno provare dolore, ma sono gesto di scherno e derisione. Un “sei grassa” può portare all’anoressia. Un “cicciona” alla bulimia e a tic nervosi. Un “fai schifo” di troppo può far sprofondare nel baratro dell’autolesionismo, nel quale ci si sente in colpa per la nostra stessa esistenza a tal punto da trovare conforto nel dolore, come se fosse una giusta punizione da autoinfliggersi. La depressione ed il bullismo vanno a braccetto, il secondo la trascina con foga, senza curarsi di lei, tanto sa che le sarà fedele anche questa volta e si riverserà sul malcapitato di turno, inondandogli le vene di fredda insofferenza, di apatia, di pensieri cancerogeni che soffocano come fumo denso e catramoso. Devo citare anche i numerosi casi di vessazioni tra appena adolescenti che hanno condotto al suicidio? Non ci voglio nemmeno pensare. C’è chi crede che chi compie un atto così estremo sia un debole che ha perso la testa, che non ha spina dorsale o cose simili, qualche (perdonatemi) immenso idiota ha anche il coraggio di scherzarci sopra… ma spesso dietro un gesto così disperato, compiuto da una persona che non è più evidentemente in sè, stanno alle spalle mesi e mesi di torture, magari insignificanti ai più ma spaventosamente pericolose per chi è ancora innocente e sprovveduto, che ancora non ha capito che il mondo di oggi è cattivo e caotico, che non dobbiamo lasciarci affogare dalla malvagità e dalle insinuazioni e andare avanti con la nostra testa. Mi rivolgo alla geniale piccola autrice di quest’opera: tesoro, ho vissuto sulla mia pelle cosa vuol dire essere bullizzati, subire le angherie peggiori e vedere i propri amici allontanarsi per unirsi ai più fighi lasciandoti sola. So cosa hai passato e siamo entrambe consapevoli che sono sensazioni tremende da sperimentare, dure prove da superare in questa realtà difficile, ma tutto il bagaglio di ricordi, di emozioni, di ferite che ci siamo ricucite alla bell’e meglio ci fanno più forti! Sono veramente felice che hai capito quanto speciale tu sia, questo libro è una delle, scommetto, mille attestazioni della persona straordinaria che sei e che diventerai. La tua missione nel convogliare questo prezioso messaggio di non sottomissione e che incita al dialogo con i familiari è degna di lode e ti fa tantissimo onore! Non tutti ne sarebbero stati in grado e soprattutto non tutti avrebbero avuto il tuo coraggio nell’affrontare i tuoi antipatici compagni e le loro persecuzioni uscendone con forza di volontà e pazienza, quindi sii fiera di te e continua così, a testa alta! Ti faccio i miei migliori auguri e complimenti ancora!!

Voto: 5/5

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