Recensione “Piccoli limoni gialli” di Kajsa Ingemarsson

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Titolo: Piccoli limoni gialli

Autore: Kajsa Ingemarsson

Editore: Mondadori

Genere: Narrativa contemporanea

Data pubblicazione: 8 Maggio 2012

Voto: 3/5

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Sinossi

Agnes ha tutto ciò che si può desiderare: un lavoro che adora, un fidanzato bello e innamorato, una famiglia amorevole e sempre pronta a sostenerla. Il capo tenta goffamente di molestarla e, vistosi respinto, la licenzia. Rientrando a casa frustrata e amareggiata viene accolta, anziché dall’abbraccio consolatorio del fidanzato, dalla notizia che lui ha deciso di lasciarla. E un’altra brutta sorpresa è in arrivo dai genitori¿ Ce n’è di che chiudersi in casa a compiangersi. E invece Agnes non vuole darsi per vinta e, superato l’iniziale sconforto, cerca di riprendere in mano la propria vita accettando la proposta di un amico: aprire insieme un piccolo ristorante che diffonda nell’inverno svedese profumi e sapori del Mediterraneo e di quei Piccoli limoni gialli che diventeranno la loro insegna. I due investono tutte le loro energie e i risparmi nella nuova avventura… Ma sarà la scelta giusta? Riuscirà Agnes a riscattarsi e magari a ritrovare l’amore? Acclamato bestseller in Svezia e nelle decine di Paesi in cui è stato tradotto, Piccoli limoni gialli è una tenera e frizzante commedia degli equivoci degli anni Duemila.

Recensione

Ho lasciato questo libro nella mia libreria per quasi un anno prima di decidermi ad iniziarlo e proprio per questo le aspettative che nutrivo erano altissime. Uno dei pochissimi cartacei che ho letto quest’anno e devo ammetterlo, la carta è tutto un altro effetto. Il profumo, lo sfogliare le pagine….ma sto divagando….siete qui per leggere una recensione, ed è quello che avrete.

Innanzi tutto, di che genere si tratta? Le storie d’amore o i flirt non mancano, ma non sono il fulcro. Tutto infatti si sviluppa attorno al mondo della ristorazione e alla vita di Agnes, giovane donna licenziata per aver fatto cadere una bottiglia veramente molto costosa. Il genere quindi? Lo definirei “storie di vita”.

Tornando all’episodio che ha visto Agnes protagonista alle prime pagine, ho dimenticato di dirvi il perché di tale sbadataggine….la giovane stava usando la bottiglia per difendersi dal suo capo il quale voleva abusare di lei nella cantina del ristorante nel quale lavoravano.

Agnes è costretta a cercare un nuovo lavoro, ma purtroppo il suo capo è un uomo molto in vista e non le rilascerebbe di certo ottime referenze. Si reca all’ufficio di collocamento e qui prende i contatti per l’unico posto di lavoro disponibile: un locale che serve pasta precotta a pranzo e cena oltre che notevoli quantità di birra, il tutto sottopagando i dipendenti.

Con queste premesse possiamo immaginare come sia lo stato d’animo di Agnes. Umore sotto i piedi e un futuro incerto. Penserete, avrà almeno l’amore dalla sua, ma mi spiace, invece no. Il fidanzato, un chitarrista squattrinato attualmente in tour con la sua band, la chiama e le dice di aver iniziato una relazione con una delle sue coriste, che nello specifico sarebbe facilmente scambiabile per una conietta di playboy. Agnes cerca di scusarlo in tutti i modi e continua a prendere le sue difese anche quando la sorella le dice di aver ricevuto delle avance da lui giusto il Natale scorso, mentre erano riuniti nella casa di famiglia per festeggiare con i genitori. Nonostante ciò lo giustifica ancora e ancora.

Una sera dipo il lavoro, lo trova sul sio pianerottolo di casa, con tanto di bagaglio, le dice di essersi pentito e di aver lasciato la biondona tutte curve e Agnes come reagisce? Lo accoglie in casa e si getta tra le sue braccia. Qui devo iniziare un bel discorsetto, ma io mi dico, insomma cara Agnes. Un ragazzo che ti ha accallappiata senza nemmeno ricordarsi come ti chiami, ti chiede il numero e non richiamerà mai, ma sarai tu andando ad una sua serata a farti riconoscere. Un ragazzo che mette radici in casa tua, senza partecipare minimamente e facendoti trovare solo casino al tuo rientro dal lavoro, con lui beatamente spaparamzato sul divano a lamentarsi che non hai canali a pagamento e pretendendo che tu li metta il prima possibile! Ti tradisce ripetutamente, ti lascia via telefono e che con la scusa di portarti clienti per il ristorante per cui lavori, porta i suoi amici a pranzo da te pretendendo poi di non farli pagare perchè tanto non possono permetterlo e costringendoti quindi a dover pagare tu in prima persona. Insomma mia cara, nonostante tu ti sia fatta coraggio e gli abbia poi fatto presente la spesa che hai dovuto sostenere, lui reagisce malamente incolpandoti e accusandoti di aproffittarti di chi cerca di procurarti clienti…. insomma mia cara, sei veramente una donna senza attributi che subisce la vita che le capita.

La delusione che ho provato è per l’esempio che tale figura può dare alle ragazze che lo leggono. Le giovani donne che domani saranno madri di altri uomini. Un personaggio di questo tipo, a mio avviso, è accettabile solo se approffondito psicologicamente. Ma purtroppo tutto ciò manca, come manca negli altri personaggi. Un altro esempio è l’amica del cuore di Agnes, scopriremo solo negli ultimi capitoli che la giovane soffre di depressione e affoga i suoi umori nell’alcool e buttandosi a capofitto nel lavoro o tra le braccia di uomini semi sconosciuti.

Un libro abozzato e senza una psicologia vera e propria dei personaggi. Ma nonostante questo rimane una lettura piacevo e per nulla impegnativa.

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