Il playback: giusto o sbagliato?

Chi, fra di voi, quando pulisce spesso canta inseme al frontman della band che ascolta o si dimena mimando Madonna e saltellando per tutta la casa usando la scopa come microfono? Alzo la mia mano virtuale; per me questa è una pratica assidua e divertente, che rende meno pesante lo spazzare il pavimento o il riordinare la soffitta. Purtroppo però il playback viene utilizzato anche da musicisti e cantanti famosi durante le loro live; niente di troppo grave, può essere utile quando una star ha problemi di salute o sta esibendo una coreografia complicata durante la quale prendere i fiati giusti sarebbe impossibile. Ma quando questa tecnica viene utilizzata da chi non ne ha necessariamente bisogno? E se questo “trucco” venisse scoperto dai fan che hanno sborsato alte quantità di quattrini per assistere al concerto del loro idolo, magari facendo anche un lungo viaggio per arrivare nelle prime file, aspettando dalle sei di mattina lo show di mezzanotte? Ahimè, alcune star sono state colte in flagrante nel cantare in playback, non andando a tempo con la voce preregistrata o tacendo quando la canzone continuava a risuonare squillante, deludendo molti fan e alimentando critiche e antipatie. Ma prima di fare qualche esempio di star a cui è capitato questo inconveniente, ci tengo a precisare cosa sia il playback; praticamente è una tecnica utilizzata sia da cantanti che musicisti, ma anche nel mondo del cinema in cui fu inventata per la prima volta. Consiste nel sovrapporre ad una base un pezzo inciso in precedenza con impressa la voce del cantante o il suono di uno strumento, permettendo al cantante o musicista di turno di poter tranquillamente fare bella figura e infiammare le platee senza grande sforzo. Non vorrei essere nei panni delle star scoperte a mimare le loro canzoni, nel bel mezzo di uno show importante tipo gli EMA awards, visti da migliaia di persone, con magari il loro brano inceppato sulla stessa nota e loro terrorizzate, con gli occhi sbarrati, a tentare con sorrisi tirati e mossette di recuperare la situazione. Alcuni importanti personaggi del mondo dello spettacolo sono riusciti a sdrammatizzare la cosa, altri invece hanno goffamente ripiegato su scuse abbastanza banali per far sì che i fan non si infuriassero come tori davanti al mantello rosso e non smettessero di interessarsi a loro sui social o seguirli nel loro percorso artistico. Primo da nominare, visto l’altissimo numero di persone che si interessano a lui, chi per amarlo alla follia e chi per odiarlo divenendo un hater degno del suo nome, è un giovane viziato (non uccidetemi fans, ma è vero) cantante canadese, che ha collezionato azioni non proprio angeliche nel corso della sua attività di superstar, ha più volte dimostrato di esibirsi utilizzando basi preregistrate, forse per conciliare canto e ballo, non so. Il suo problema è che, oltre ad usufruire di questa tecnica, il suo carattere strafottente e irrispettoso aggrava ancora di più la situazione; basti guardare al primo concerto live in cui si esibiva in “Despacito remix” (ho i brividi ogni volta che sento quella parola), durante il quale, con le mani in tasca e la gomma da masticare in bocca, non si sforzava nemmeno di eseguire a modo il lip sync rendendo palese che stesse cantando (forse nemmeno quello) in playback. La trovo una grande mancanza di rispetto verso i suoi “proseliti” ed in questa occasione ha dimostrato ancora una volta i suoi modi scortesi e strafottenti.

Avete presente quell’attrice formidabile e amata da molti per il suo lato B, famosa per canzoni come “On the Floor”? Sulla sua recitazione (quasi) niente da dire, ma per quanto riguarda le sue doti canore le critiche piovono che è una bellezza. Soprattutto in seguito alla sua esibizione ai Mondiali del 2014 con il collega che porta il nome di un buffo cane dal muso a ovale in “We Are One” che ha mostrato i due saltellare in lungo e largo e lei spalmarsi sul cantante come lo stracchino sul pane. La voce era completamente inesistente, coperta da un evidentissimo playback che ha aggravato già la situazione dei due poveretti, visto che il loro pezzo è stato tacciato da molti come uno dei più brutti singoli di sempre scelti per aprire il torneo.

Lady Gaga, che non necessita di presentazioni, e Zara Larsson, giovane star del momento famosa per “Lush Life” o “This one’s for you”, si schierano contro il playback accusando chi ne fa utilizzo di mancanza di rispetto nei confronti del pubblico e in parte mi schiero anche io con loro. A meno che non sia giustificato, il playback a mio parere non andrebbe usato; certo, se poi tu Rihanna devi ballare in modo scatenato sul palco e intanto cantare a modo, o scegli una delle due attività o utilizzi un pezzo preregistrato. Ancora se tu cantante con problemi di salute che vuoi comunque esibirti per non deludere i tuoi fans, oltre ad avere tutta la mia stima, sei giustificato nel mimare le parole del tuo singolo. Sarei curiosa di sapere quale è la vostra opinione in proposito! Se volete, fatemi sapere, io sono tutta orecchi! (prima di dare un responso a riguardo, ricordatevi tutti della terribile esibizione di un certo youtuber e uno dei più bravi cantanti italiani ai Wind Music Awards 2017!)

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. J ha detto:

    Il playback non è mai scusato, ammesso che ci si definisca cantanti, se invece sei un ballerino ok. Però non definirti ‘cantante’ che così offendi persone che hanno studiato davvero.

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    1. Chiara Nocchu Cionco ha detto:

      Hai pienamente ragione!

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