Recensione “I film belli li danno solo di notte” di Lorenzo Zucchi

4 ragazze, 3 ragazzi. Quest’estate sembra finalmente la volta buona per riunire il vecchio gruppo di giochi d’infanzia, dove tutti si fanno ancora chiamare con i soprannomi di un tempo. Ci sarà una festa di notte nella villetta di Scivolo: il pretesto è il rientro di Panda dal semestre Erasmus, ma forse in fondo possono ancora dare una chance all’amicizia dopo che il suicidio di Acqua, anni prima, ha causato di fatto il totale scioglimento della loro compagnia. Erba, Nuvola, Cemento, Distry e Cybo sono tutti invitati alla festa, ma hanno ormai le loro vite e non si sopportano più di tanto: riusciranno a superare il trauma che alloggia in ognuno di loro o sarà il passato a tornare chiedendo un altro pesante pedaggio di emozioni?

Titolo: I film belli li danno solo di notte
Autori: Lorenzo Zucchi
Editore: Edizioni underground
Genere: Narrativa
Data pubblicazione: 3 Giugno 2024
Voto: 4/5

Classificazione: 4 su 5.

Recensione

Ben tornati a tutti lettori, oggi torno a scrivere per parlarvi di una nuova collaborazione con l’autore Lorenzo Zucchi per il romanzo “I film belli li danno solo di notte” edito Edizioni Underground nel 2024.

Quattro ragazze, tre ragazzi e un passato che non ha mai smesso di pulsare sotto la cenere. Quest’estate sembra finalmente la volta buona per tentare l’impossibile: riunire il vecchio gruppo di giochi d’infanzia nella villetta di Scivolo, dove tutti continuano a farsi chiamare con i soprannomi di un tempo. Il pretesto ufficiale è il rientro di Panda dal semestre Erasmus, ma la verità è che questa reunion rappresenta l’ultimo, disperato tentativo di dare una chance all’amicizia, congelata e frantumata anni prima dal drammatico suicidio di Acqua. Erba, Nuvola, Cemento, Distry e Cybo rispondono all’appello, portando con sé le proprie vite adulte, le disillusioni e un bagaglio emotivo ancora pesantemente irrisolto. Riusciranno a superare il trauma che alloggia in ognuno di loro, o il passato tornerà a chiedere un pedaggio insostenibile?

Leggere Lorenzo Zucchi significa immergersi in un’esperienza profondamente emotiva e sensoriale, un romanzo che scorre via lasciando il segno e accarezzando con delicatezza il solco che la nostra stessa adolescenza ha scavato dentro di noi. La storia è avvincente e l’autore si conferma uno scrittore maturo, capace di osare senza ostentare, rifuggendo la banalità di una scrittura scontata per cucirsi addosso uno stile unico, riconoscibile tra mille, che sa essere ricercato e al tempo stesso perfettamente inserito nel vivo della narrazione. Zucchi possiede il raro talento di dipingere a parole gli ambienti e le atmosfere con la grazia e la maestria di chi sa evocare suggestioni intense risparmiando ogni sovrappiù verbale.

Questo romanzo si rivela un libro molto godibile, perfetto per essere divorato in questo periodo estivo perché sa essere coinvolgente senza risultare mai eccessivamente impegnativo. Le descrizioni dei luoghi e delle dinamiche umane sono spiegate con una maestria tale da trasportare direttamente il lettore al centro della scena, facendogli respirare la stessa tensione e la stessa trepidazione dei protagonisti. Non mancano colpi di scena e risvolti inaspettati: un’architettura narrativa che culmina in un finale che non sarete in grado di anticipare in nessun modo, spiazzante e magistralmente congegnato.

Un libro consigliatissimo a chi ama le storie che fanno riflettere, che sanno graffiare l’anima con delicatezza e che lasciano spazio alla consapevolezza che, nonostante tutto il peso del passato, davanti a noi c’è sempre e solo il futuro. Voto 4/5

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