Nel 1969 Gloria ha diciassette anni. Il mondo fuori dalla sua cittadina di provincia è in fiamme, ma a lei sembra di essere bloccata nel medioevo della sua giovinezza. Così decide di scappare di casa assieme al suo migliore amico, un omosessuale renitente alla leva. I due si mettono in viaggio con pochi soldi e molte aspettative per New York, dove abita anche il padre biologico della ragazza, che lei non ha mai conosciuto. Convinta di scrivere un’autobiografia che diventerà l’emblema della sua generazione, la Strega inizia a tenere un diario senza filtri della loro avventura a base di amore libero, droga, spiritualità, pacifismo, al quale confessa anche che la vita nella grande città si è rivelata ben più sconvolgente di quanto pensasse e l’incontro con l’idealizzato genitore piuttosto deludente. Almeno prima che il rapporto prenda una piega inattesa. Come interprete dello spirito degli Anni Sessanta, J. L. Herlihy racconta senza pudori un’epoca piena di vivacità e contraddizioni attraverso le vicissitudini di una giovane ingenua e temeraria. Gli ideali del suo percorso di formazione sono più che mai attuali e in grado di cambiare il mondo anche oggi.
Titolo: La stagione della strega
Autori: James Leo Herlihy
Editore: Gallucci editore
Genere: Narrativa americana
Data pubblicazione: 10 Luglio 2026
Voto: 4/5
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Recensione
Bentornati a tutti, lettori! Oggi torno a scrivere per parlarvi di una collaborazione con Gallucci editore per il romanzo “La stagione della strega” di James Leo Herlihy, un’opera originariamente pubblicata nel 1971 e riproposta in libreria da Gallucci proprio a luglio 2026.
La stagione della strega ci trasporta nel cuore turbolento del 1969 attraverso lo sguardo di Gloria, una diciassettenne che decide di fuggire dalla provincia insieme al suo migliore amico per cercare un futuro a New York. Più che sulla semplice trama di un viaggio on the road, il romanzo sceglie di concentrarsi sulle grandi tematiche di un’epoca di profondo cambiamento: l’amore libero, il pacifismo, la spiritualità e la ricerca di un’identità generazionale.
L’impostazione del libro sotto forma di diario personale conferisce alla narrazione una forte dose di leggerezza e ironia. La voce di Gloria è fresca e priva di filtri, rendendo la lettura scorrevole e divertente, soprattutto nella prima parte, grazie a un linguaggio vivace e spontaneo. Le domande e le ribellioni della protagonista – il desiderio di autonomia, il rifiuto delle convenzioni e la ricerca di ideali autentici – mantengono una sorprendente freschezza, risultando vicine anche alle inquietudini dei giovani di oggi.
Sebbene il contesto hippy e la vita nelle comunità offrano spunti interessanti, alla lunga il racconto rischia di appesantirsi. Procedendo con la lettura, le situazioni tendano a ripetersi, perdendo parte dell’impatto iniziale e risultando un po’ ripetitive a causa dei frequenti vaniloqui collettivi e dell’atmosfera tipica di quel mondo.
In conclusione, La stagione della strega offre uno spaccato autentico e disincantato di un’epoca di grandi rotture, dove la ricerca di libertà si scontra inevitabilmente con i limiti della realtà. Più che sulle vicende del viaggio in sé, la forza del libro risiede nel ritratto generazionale e nel percorso di crescita di una giovane protagonista che cerca il proprio posto nel mondo, alternando momenti di brillante ironia a passaggi forse più prevedibili sul mito della fuga e della controcultura. È una lettura ideale e consigliata a chi ama i romanzi di formazione introspettivi, venati di ironia e capaci di riflettere le inquietudini universali dell’adolescenza. Voto 4/5
