Sei al verde, non hai modo di pagare l’affitto e l’incubo dello sfratto è ormai dietro l’angolo. Poi, all’improvviso, arriva quella che sembra la svolta della vita: un’amica ti offre un lavoro come cameriera per una sola sera a una cena speciale. Il teatro dell’evento è una villa isolata, lassù su Peyton’s Peak, e la paga è così straordinaria da poter coprire ben due mesi di affitto e rimetterti finalmente in piedi. Sembra l’occasione d’oro che risolverebbe ogni tuo problema, eppure qualcosa non quadra. I soldi sono troppi, l’atmosfera è cupa e l’intera situazione nasconde un retrogusto decisamente sospetto; insomma, sei quasi certa che sotto ci sia una terribile fregatura e che la scelta più saggia sarebbe quella di rifiutare.
È proprio a questo punto che Freida McFadden, autrice bestseller da oltre 50 milioni di copie vendute nel mondo, decide di rompere le regole del thriller tradizionale per dare vita a un esperimento psicologico mozzafiato. In “The dinner party”, infatti, la narrazione non è passiva: la decisione spetta interamente a te. Sarai tu a scegliere se accettare l’incarico e varcare la soglia di quella villa, o se restare al sicuro a casa a leggere un libro. Sarai tu a decidere se dare un passaggio a un autostoppista malconcio sul ciglio della strada, o se svoltare a destra o a sinistra a un bivio cruciale. Per una volta, il destino della storia è completamente nelle tue mani. Ogni singola scelta modificherà la trama, trascinandoti in un labirinto di suspense imprevedibile dove un solo passo falso potrebbe cambiare drasticamente il finale.
