Oggi si parla moltissimo dei diritti dei figli, ma che fine ha fatto la legge della reciprocità? Nel suo saggio brillante e controcorrente, lo psicologo Osvaldo Poli affronta un’ovvietà dimenticata: anche i ragazzi hanno dei doveri verso i genitori. Non si tratta di un ritorno all’autoritarismo, ma di un atto d’amore necessario per aiutarli a crescere.
Smontando i miti del nostro tempo — come la tendenza a giustificare ogni comportamento con un “disagio” o a colpevolizzare sempre i genitori —, l’autore ci ricorda che chiedere uno sforzo o una rinuncia non è crudeltà. È l’unico modo per forgiare ragazzi forti, autonomi e capaci di affrontare la vita reale. Educare significa accettare il temperamento dei figli e aiutarli a smussarne i difetti, perché l’amore senza verità diventa debolezza. Poli restituisce così ai genitori la legittima autorevolezza di chi sa che un limite fermo non è un abuso di potere, ma la forma più alta di cura.
