La vita di Alison, cinquant’anni, subisce una svolta improvvisa e amara quando suo marito Elliott la abbandona per una ragazza molto più giovane, da cui aspetta un figlio, guadagnandosi così il titolo di primo “ratto” della sua esistenza. Il secondo ratto, questa volta in carne e ossa, fa la sua comparsa poco dopo, decidendo di stabilirsi nella casa di una donna già profondamente provata dalle circostanze: Alison, infatti, si prende cura della madre affetta da demenza senile e si trova a dover fare i conti con la diagnosi di una malattia che richiede un imminente intervento chirurgico. Nonostante i consigli di amici e conoscenti, il tentativo di trovare conforto nella psicoterapia si rivela fallimentare e persino grottesco, specialmente quando scopre che uno degli specialisti ha in cura anche il suo ex coniuge.
Di fronte alla prospettiva dell’operazione, Alison tenta di chiedere un briciolo di vicinanza a Elliott, il quale però, assorbito dalla sua nuova vita, la respinge, costringendola a fare affidamento sul supporto incrollabile di una cara amica. In questo scenario apparentemente desolante, le dinamiche domestiche prendono una piega del tutto inaspettata. Il piccolo roditore che ha invaso la casa viene gradualmente adottato e la sua presenza, anziché essere osteggiata, si trasforma in una bizzarra ma piacevole fonte di compagnia. La situazione si arricchisce ulteriormente con l’arrivo di Clelia, la figlia che Elliott ha avuto in gioventù e che non ha mai legalmente riconosciuto, la quale trova rifugio da Alison, integrandosi in questa insolita famiglia e affezionandosi a sua volta al singolare animaletto.
Scritto in brevi capitoli e sorretto da una narrazione in prima persona tanto spietata quanto ricca di pungente ironia, il romanzo di Shelley Klein, tradotto da Marta Barone, si configura come una commedia dall’acuto realismo. Attraverso una storia capace di far riflettere e consolare al tempo stesso, l’autrice affronta temi complessi come l’amore, l’amicizia, la vecchiaia, la maternità e la depressione, portando alla luce una verità tanto semplice quanto profonda: se è vero che gli esseri umani sanno a volte comportarsi da ratti, è altrettanto vero che persino un piccolo animale può rivelare una straordinaria e inaspettata umanità.
