“Io, a oggi, non sento che mi manca qualcosa. Io oggi mi sento e basta. E questo mio modo di sentire non è cieco. Non è cieco il mio cuore, non è cieca la mia anima e non è cieca la mia immaginazione.” Con queste parole profonde e cariche di luce si apre il mondo di Vanessa Casu, una ragazza romana di trent’anni la cui vita è un inno alla resilienza e alla gioia di vivere. Nel
2013, mentre coltiva il sogno di diventare una ballerina professionista mettendo a frutto il suo innato talento per la danza, Vanessa riceve una diagnosi spietata: l’artrite reumatoide, che la colpisce fin da bambina, ha attaccato i suoi occhi in modo irreversibile e in poco tempo la condurrà alla cecità totale. Davanti a una simile svolta, molti si sarebbero arresi alla rabbia e alla disperazione, ma Vanessa sceglie una strada completamente diversa, decidendo di riprendersi la sua vita un passo alla volta.
Nel suo libro “Io e Pancake”, l’autrice racconta senza filtri e con un’ironia travolgente la sua quotidianità, smontando passo dopo passo i tanti stereotipi che ancora circondano il mondo della disabilità. La sua è una forza contagiosa che l’ha portata a laurearsi, a diventare quasi cintura nera di kickboxing e a scoprire la magia della musica, usata come uno strumento per dare voce al dolore e trasformarlo in arte. Ma il vero fulcro del romanzo, il legame che ha rivoluzionato l’esistenza di Vanessa, è quello con il suo straordinario cane guida: Pancake. Questa dolcissima labrador, ribattezzata affettuosamente con i soprannomi più stravaganti come Broccoletta o Nocciolina, non è solo una guida preziosa, ma un vero e proprio angelo custode che la segue ovunque, vigilando in silenzio e regalandole una tenerezza infinita. Il risultato è un memoir profondo, commovente e a tratti divertentissimo, capace di toccare le corde del cuore e di mostrare come l’amore autentico possa abbattere qualsiasi barriera.
