Recensione “It ends with us” Colleen Hoover  

UN CASO EDITORIALE INTERNAZIONALE NATO DAL PASSAPAROLA.
UNA STORIA UNICA E COMMOVENTE, IMPOSSIBILE DA DIMENTICARE.


Amare significa perdonare a ogni costo?

È una sera come tante nella città di Boston e su un tetto, dodici piani sopra la strada, Lily Bloom sta fissando il cielo limpido e sconfinato. Per lei quella non è una sera come tante. Poche ore prima, ha partecipato al funerale del padre, un uomo che non ha mai rispettato, che le ha strappato l’infanzia e Atlas, il suo primo amore. Mentre cerca di dimenticare quella giornata tremenda, viene distratta dall’arrivo di Ryle Kincaid, un affascinante neurochirurgo totalmente concentrato sulla carriera e sull’evitare qualunque relazione.
Eppure, nei mesi successivi, Ryle sembra non riuscire a stare lontano da Lily e alla fine cede ai sentimenti e all’attrazione che prova per lei. Dopo una vita non sempre facile, la ragazza ha tutto quello che desidera: il negozio di fiori che ha sempre sognato di aprire e un fidanzato che la ama. Tuttavia, qualcosa non torna: Ryle a volte è scostante e inizia a mostrare un lato pericoloso, in particolare quando Lily rincontra per caso Atlas. Pur non sentendosi al sicuro con Ryle, Lily si rende conto in fretta che lasciare chi ci fa del male non è mai semplice. Troverà allora il coraggio di dire basta?

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Dopo essere divenuto un caso editoriale mondiale grazie al passaparola su Tik Tok, è finalmente disponibile in Italia It Ends With Us – Siamo noi a dire basta, il romanzo bestseller di Colleen Hoover, da mesi nella classifica del New York Times e in corso di pubblicazione in 29 Paesi.
Grandissimo successo in libreria, questa storia toccante e commovente diventerà presto anche un film.

Titolo: It ends with us
Autore: Colleen Hoover  

Editore: Sperling & Kupfer
Genere: Romance
Data pubblicazione: 1 Marzo 2022
Voto: 4.5/5

Classificazione: 4.5 su 5.

Cartaceo -> 15,99€ | Ebook -> 9,99€

Recensione

Ecco qui un altro libro reduce dalle mie visitine al reparto Libri Randagi della Coop del mio paesino. Questa volta non ero di fretta, non avevo i surgelati nelle buste della spesa, anche perchè quando mi sono imbattuta in It ends with us non era estate e non si moriva di caldo quindi, anche se ci fosse stato qualche piatto pronto o il gelato in vaschetta, avrebbe potuto aspettare.

Inizio primavera. Se non mi sbaglio eravamo al principio di un marzo molto pazzerello, come si suol dire, e mi ero fatta una corsetta al supermercato per rifornire il frigo in attesa del brutto tempo che avrebbe funestato il weekend. Un po’ di beni primari, comfort food per non soccombere al malumore dato dalla pioggia – sono terribilmente meteoropatica – e la carta igienica che, incredibile, quando tocca a me fare la spesa è sempre finita.

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I libri in esposizione erano molto pochi e li avevo osservati triste, infilando tra i pochi presenti alcuni titoli che avevo preso in prestito settimana prima e che era arrivato il momento di consegnare a qualche altro lettore famelico. Poi, però, mi sono illuminata. Colleen Hoover! Evvai! Una delle poche autrici di romanzi rosa, se vogliamo chiamarli così, che mi piace. Forse per il suo stile sempre molto fresco e piacevole o per la sua capacità infallibile di portarmi lontano con l’immaginazione grazie alle sue storie. E’ anche vero che di lei non abbia letto così tanto, ma romanzi come Forse un giorno mi erano garbati parecchio.

Prendendo in mano il romanzo che portava il suo nome, non avevo potuto fare a meno che sorridere. Una bellissima copertina, con delle orchidee violacee e fucsia e il titolo che campeggiava grosso e nitido sullo sfondo.
Dove l’ho già visto?
Non mi ero neanche presa la briga di vedere di cosa parlasse, anche se stavolta non dovevo correre via.

Durante il rientro a casa, rigorosamente a piedi perchè non abito così lontano dalla Coop e perchè un po’ di moto fa bene a tutti, ero stata tentata più volte di passarmi i sacchetti in una mano sola e, con l’altra, aprire a caso il mio libro-bottino e dare una sbirciata alla storia. Alla fine, ho resistito fino a casa, anche perchè provare a leggere con i rotoli della carta igienica tutti incellofanati che provano a suicidarsi dalla tua stretta ogni due secondi non è proprio il massimo.

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Raggiunta casa, estratte faticosamente le chiavi dallo zaino pieno di fogli, carte di caramelle e oggetti inutili con il solo scopo di appesantirmi durante il viaggio – non riesco mai a separarmi dal mio borsone o dal suo contenuto, anche se la maggior parte delle volte mi è inutile -, ho finalmente potuto constatare di cosa parlasse il libro di Hoover.

It ends with us prometteva di essere una storia di quelle che rapiscono, che ti spingono ad arrivare alle ultime pagine in nemmeno un giorno trascinandoti da un picco di curiosità all’altro. Avendo già sperimentato la narrazione della cara vecchia Colleen, non lo mettevo in dubbio. Sinceramente, mi aspettavo una storia simile alle sue classiche favole rosa nelle quali, a un clima di iniziale distensione e buon umore, si uniscono punte drammatiche non indifferenti che arricchiscono il romanzo di spessore e significato. Anche questa volta, Hoover ha seguito lo stesso schema, andando forse più a fondo e toccando argomenti molto, molto delicati.

Lily Bloom – in inglese significa fioritura di giglio, povera disgraziata – è una giovane intraprendente, cresciuta in una famiglia dal passato non tutto rose e fiori. Il giorno del funerale di suo padre, uomo che disprezzava profondamente e che alzava spesso le mani sulla madre, in chiesa Lily fa scena muta nel momento dedicato al discorso in suo onore e si rifugia sul tetto di un mega palazzo di Boston per riprendere fiato. Con il genitore, scopriremo andando avanti con il racconto, imperversava un rapporto burrascoso ed è tanto il rancore che Lily covava nei suoi confronti. Questo sia per le violenze alla madre, sia perchè la ha bruscamente separata dal suo primo – e unico, si direbbe – vero amore: Atlas, un giovane senza tetto che Lily aveva preso a ospitare a casa sua dopo la scuola che frequentavano entrambi, e con cui aveva stretto in fretta un’amicizia speciale.

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Al fresco, sul tetto-terrazza, Lily conosce l’affascinante Ryle, un neurochirurgo bellissimo e talentuoso che disprezza le storie serie. Si lascia conquistare, le confida, solo dalle avventure di una notte. Lily trova che Ryle sia veramente attraente, ma al contrario suo non ne vuole sapere di sveltine occasionali. Lei è più tipa da frequentazioni nella norma, così respinge le sue avances. Non si sarebbe mai aspettata, però, dell’ossessione che coglie Ryle dopo il loro primo incontro, e di come cercherà in tutti i modi di portarsela a letto, quasi che ne andasse della sua stessa vita.

E qui mi fermo, per chiarificare subito un punto. Anche voi, come me dopo i primi capitoli, state pensando sicuramente: Ok, va bene, abbiamo capito. E’ la solita solfa: lei tutta per benino, lui selvaggio e sexy, come potrà mai andare a finire?

Effettivamente, sembrava anche a me la sagra dei cliché, fino a qua. Lily è la tipica ragazza sveglia che non si lascia mettere i piedi in testa e che prende in giro i tipi come Ryle, mentre lui è l’ennesimo Mr. Grey, prototipo di personaggio che, se mai mi trovassi un giorno concretizzato davanti in una persona in carne e ossa, prenderei volentieri a testate. Così, senza nemmeno presentarmi. Appena apre la bocca, chiorbata nei denti. La relazione che intraprenderanno i due, dove Ryle è tipo il dio del sesso e Lily la sua musa ispiratrice, era così tanto telefonata da indurmi a scuotere tristemente il capo e riflettere che, alla fin fine, anche Hoover mi aveva deluso.

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Eppure mi sbagliavo.

Da qui in avanti, cadrò in leggeri spoiler. Quindi, se gradite leggervi il romanzo di Hoover, saltate direttamente alla parte dove trovate scritto SPOILER TERMINATO.

Sì, Ryle e Lily si metteranno insieme. Sì, la nuova migliore amica della protagonista si rivela essere nientepopodimeno che la sorella di – Ma dai? – Mr. Grey 2.0. Sì, diventano tutti super amiconi in famiglia e Lily apre il negozio dei suoi sogni a Boston, che con il nome che si ritrova non poteva essere altro che una bottega di fiori. Tutto sembra procedere a gonfie vele, per la coppietta di innamorati che, dopo qualche mese – e sottolineo MESE – si sposano. Così, si sposano. Il mio livello di insofferenza raggiungeva picchi altissimi, a questo punto, eppure continuavo a leggere. Qualcosa dentro di me, forse il mio sesto senso di lettrice accanita, forse la speranza che è l’ultima a morire, magari le pagine di diario di Lily che compaiono tra i capitoli raccontandoci un po’ del suo interessante background con l’adorabile Atlas, mi sussurravano che non tutto era perduto. E infatti, ecco che arriva la stoccata. Anzi, le due stoccate.

Atlas, l’amore perduto di Lily, spunta fuori dal nulla come chef pluristellato di un ottimo ristorante in cui la giovane si reca a cena con il maritino. Contemporaneamente, quest’ultimo comincia a mostrarsi aggressivo. E non intendo in senso figurato, dico proprio violento nei confronti di Atlas e della stessa Lily, tanto che un giorno arriva anche ad alzare le mani su di lei. E dai qui in poi, tutto si sgretola. Come una frana improvvisa di dolore e cocci di una relazione troppo poetica e romantica per essere vera, la vita di Lily subisce così tante battute d’arresto che pare quasi fermarsi. Di sicuro, a bloccarsi e irrigidirsi è il suo rapporto con Ryle, dopo i suoi scoppi d’ira che si trasformano in cattiveria pura e ribollente. Lo colgono in momenti nei quali non sembra nemmeno lui, ma un gemello cattivo che gli sottrae il controllo della situazione.

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Che dovrebbe fare Lily, in casi simili? Parlare, ovviamente. E con chi? Con la madre ex vittima di violenze a sua volta, spezzandole il cuore e temendo la sua reazione? Con la sua migliore amica Allysa, cioè l’amata sorellina di Ryle? Non ha nessun altro, con cui confidarsi, se non… Già, il suo ex. E questo piacerà a suo marito? Lascio intendere a voi.

SPOILER TERMINATO

Dunque, dicevamo. Da metà in poi del romanzo, ho dovuto per forza cambiare la mia opinione a riguardo. Hoover mi ha teso un tranello, spingendomi a credere che la sua fosse l’ennesima e prevedibile love story scontata e noiosa perchè super prevedibile. Non dovevo dubitare di lei, sapevo che mi avrebbe stupito.

It ends with us si rivela essere un po’ la presa in giro di tutti quei libri che raccontano relazioni improbabili e poco verosimili tra Lei e Lui, delle quali si arriva al finale ancor prima esser giunti a un terzo della narrazione. Tesse invece una storia delicata, che inizialmente fa sognare e poi, in seguito, avere gli incubi. Quello che sembrava il matrimonio perfetto tradisce molti segreti sotto la provvisoria patina dorata della felicità dei coniugi. Ryle non è un ragazzo come gli altri, è gravato da seri problemi e traumi passati che lo inducono ad assumere comportamenti spiazzanti dei quali è a malapena cosciente e che mirano il suo amore con Lily. Evento dopo evento, vi troverete a odiare il suo personaggio e a parteggiare con la povera protagonista ma, esattamente come lei, non sarete in grado, almeno inizialmente, di provare pena anche per il giovane chirurgo.

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La sofferenza che sboccia nel loro rapporto è spiazzante e contamina tutto ciò che tocca, dalla relazione fra i due fino alle amicizie, i vincoli familiari, il passato. E, proprio come Lily, non saprete cosa pensare a riguardo. Cioè, in realtà lo saprete bene, perchè chi si macchia di certe colpe non c’è pietà, ma comprenderete il suo senso di frustrazione, il dolore e la difficoltà che prova nel dover fare ciò che nessuna moglie innamorata desidererebbe fare: mettere fine a un legame tossico.

Come ho detto, le tematiche trattate nel romanzo sono ultra delicate e di non facile fruizione per tutto il pubblico. Gli argomenti potrebbero stuzzicare qualche trauma passato o mettere alla prova la sensibilità del lettore, anche se il modo in cui vengono affrontati da Hoover è rispettoso e adeguato alla loro portata. Non è una lettura semplice, richiede una certa forza di volontà per essere portata a compimento, soprattutto se conoscete o avete conosciuto, nel corso della vostra vita, persone che si sono ritrovate nelle condizioni di Lily.

Se ve la sentite di intraprendere la lettura di un simile romanzo, oltre a empatizzare molto con i personaggi, vi verranno forniti discreti spunti di riflessione. Sono stata molto a domandarmi come avrei agito, al posto della protagonista, e mi sono risposta da sola che in nessun caso, tramite le speculazioni, si può anche solo comprendere come ci si senta in quei casi e che, quindi, porsi certi quesiti era inutile.

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Oltre che personaggi ben scritti e tematiche di spessore, questo romanzo di Hoover si fregia del suo stile ancora una volta fresco e coinvolgente. Nonostante gli argomenti affrontati, tutt’altro che facili da sbrogliare, il libro intrattiene a dovere grazie allo stile avvincente e mai pesante, che non annoia ma spinge a continuare la lettura.

Nel complesso, It ends with us, che ho scoperto solo in seguito avere un discreto successo anche sui social – ecco dove avevo rivisto la copertina con le orchidee – è un ottimo romanzo, che gode giustamente della buona critica che ha riscontrato dopo la sua uscita. Lo consiglio sia agli amanti delle love story più blasonate, sia a chi vuole scontrarsi con questioni delicate e riflettere un po’ grazie alla lettura. Evitatelo solo se avete una ferita fresca ancora aperta e non volete rischiare di aggravare la situazione, perchè potrebbe turbare.

Voto: 4.5/5

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