Recensione “Il reality della paura” di Giulio Galli

Dieci concorrenti approdano su una splendida isola sperduta nell’arcipelago delle Bahamas per partecipare a un nuovo reality show, che promette di essere il più incredibile di sempre. Sembra tutto perfetto: un’occasione unica per dare una svolta alla propria esistenza. I dieci iniziano a studiarsi fin quando una Voce dà loro il benvenuto. Il tono è freddo e inquietante. Qualcosa non va: la paura comincia a serpeggiare tra i concorrenti. Il mattino dopo, la stessa Voce li informa che tra di loro c’è un infiltrato, un assassino professionista che ha il compito di eliminarli tutti, uno al giorno. L’unica speranza di salvezza consiste nell’individuare e ammazzare il killer che, abilissimo, inizia a colpire senza lasciare tracce. La paura si trasforma in puro terrore: scegliere gli alleati sbagliati significa morire, ma c’è qualcuno di cui fidarsi?

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Titolo: Il reality della paura
Autore: Giulio Galli

Editore: Libromania
Genere: Thriller
Data pubblicazione: 17 Giugno 2017
Voto: 4.5/5

Classificazione: 4.5 su 5.

Cartaceo -> 9,90€ | Ebook -> 1,99€

Recensione

Ben tornati lettori, oggi vi parlo del secondo romanzo di Giulio Galli da me letto quest’anno, si tratta del primo volume della sua saga, avente come protagonista una spietata assassina di professione. I protagonisti di questo primo volume sono molteplici. Dieci concorrenti ingaggiati per un reality e obbligati dalla produzione a mantenere il segreto, pena l’esclusione dal programma. La vincita non è ben specificata, ma ogniqualvolta la si nomina, viene definita come una vincita inimmaginabile e di grande valore.

I dieci giungono all’isola tropicale in cui si svolgerà il reality, ognuno separatamente dagli altri concorrenti. Conoscendosi di persona solamente nel momento di varcare la porta della casa in cui alloggeranno. Improvvisamente una voce li raggiunge, la medesima che li aveva interrogati durante il provino tramite un interfono e la stessa che li aveva contattati telefonicamente e guidati passo passo. La voce ha un suono molto inquietante, ma quello che dirà lo sarà ancora di più. Sostiene infatti che uno dei concorrenti sia un assassino professionista, ingaggiato per ucciderli tutti, uno al giorno. Le regole sono due: se l’assassino verrà ucciso avrebbero avuto salva la vita, da qui la vincita di grande valore di cui si era parlato pocanzi: la loro vita. Seconda regola, l’assassino avrebbe ucciso un concorrente al giorno. Nel momento in cui si avrà quindi la morte di un partecipante, gli altri potranno stare “tranquilli” fino allo scoccare della mezzanotte successiva.

Due giorni e tutto era cambiato. Gli altri non erano più compagni d’avventura, bensì persone che ti potevano salvare o togliere la vita. Occorreva porre molta attenzione ai gesti e alle parole: la somma di alcuni indizi avrebbe forse smascherato il nemico. Banali equivoci però rischiavano di creare conflitti tra innocenti. Innocenti disperati.

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Vi lascio immaginare le reazioni dei concorrenti, c’è chi pensa ad uno scherzo, o chi crede ci sia qualcuno la fuori, pronto ad aiutarli e a salvarli. Ma in realtà tutti loro hanno trovato una scusa per il loro allontanamento, senza destare quindi nessun sospetto in chi hanno lasciato a casa. Ma per un concorrente la faccenda è molto diversa. L’ex fidanzata con cui è ancora in ottimi rapporti, si insospettisce notando i continui segreti dell’uomo che conosce come le sue tasche. La giovane donna è un agente di polizia e userà tutte le sue capacità per venire a capo del mistero.

Inizialmente ho pensato che il libro fosse troppo cruento per me, ma si trattava solamente di un incipit in cui in realtà non vi era nulla di esplicito o troppo specifico. Cosa che ho apprezzato molto. Il resto del libro infatti, nonostante le morti variegate ed originali, rimane di facile lettura anche per chi è facilmente impressionabile.

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Al lettore è data immediatamente una sfida, quella di scoprire chi è l’infiltrato tra i 10 concorrenti. Ammetto di esserci andata molto vicina, ma di aver sbagliato ad un passo dalla vittoria. Peccato!

Avendo letto da poco l’ultimo romanzo appena pubblicato dell’autore, ho notato subito come quest’ultimo abbia trovato maggiore sicurezza nella scrittura e abbia sviluppato al meglio le grandi capacità già in sui possesso.

Un thriller che a tratti ricorda libri come Dieci piccoli indiani di Agatha Christie, Il signore delle mosche di William Golding e il Film Matrix. Ma che pur richiamandoli, rimane molto interessante ed avvincente, tanto da essere il primo libro di una serie di cui non vedo l’ora di proseguire nella lettura. La voglia è data dal finale, in cui tutto è lasciato sospeso, facendo provare al lettore la sensazione di aver potuto accedere solo ad un lato del dado che rappresenta la vicenda. All’apice della storia infatti, scopriamo come in realtà quella rappresenti semplicemente una piccola salita e non la cima della montagna.

Voto 4.5/5

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