Recensione “Il Vangelo degli Angeli” di Eraldo Affinati

In una fortezza nell’alto dei cieli gli angeli della Guardia Reale, guerrieri dello spirito, soldati azzurri con giubbe e calzari, fanatici delle missioni esclusive, sono riuniti in attesa del prossimo incarico. La chiamata arriva, il prescelto è Gabriele, che dovrà far brillare nuovamente l’alleanza tra Dio e gli uomini, annunciando l’arrivo del Figlio.
Comincia così la grande riscrittura dei Vangeli da parte di Eraldo Affinati, uno dei principali autori italiani che, sin dall’esordio tolstojano, ha scelto di credere nell’educazione dedicando le proprie energie agli alunni più difficili e ai minorenni non accompagnati, i giovani migranti da lui spesso definiti “i ragazzi di Barbiana di oggi”, con riferimento alla comunità fondata da don Lorenzo Milani.
In questo libro di piena maturità espressiva ci invita a tornare a Gesù, maestro e profeta, con occhi nuovi. Il viaggio dello scrittore, umilmente consapevole e tuttavia capace di aprire suggestivi spazi fantastici e narrativi, parte dalle fonti, Luca e Giovanni soprattutto, ma anche gli Atti degli Apostoli, e alle fonti resta fedele, pur trasfigurandole in un’opera assolutamente originale dove troveremo, sullo sfondo dello straordinario paesaggio palestinese, tutti gli episodi del testo sacro, dalla nascita alla crocefissione e oltre ancora, filtrati dalla sensibilità dell’autore, al tempo stesso affascinato e coinvolto. Cosa significa avere fede? Che senso attribuire al male umano? Quale uso possiamo fare della nostra libertà? Perché la giustizia terrena non ci basta? Come dobbiamo esercitare la responsabilità che sentiamo nei confronti degli altri?


Queste antiche domande, che hanno sempre alimentato l’ispirazione etica e civile di Eraldo Affinati, stavolta si misurano con l’amore di Cristo verso di noi, rilanciando, per credenti e non credenti, la forza imperitura del suo messaggio.

Titolo: Il Vangelo degli Angeli
Autore: Eraldo Affinati

Editore: Harper Collins
Genere: Narrativa contemporanea
Data pubblicazione: 26 Agosto 2021
Voto: 5/5

Classificazione: 5 su 5.

Cartaceo -> 19,50€ | Ebook -> 9,99€

Recensione

Il Vangelo, assieme alla Bibbia, è indubbiamente uno dei libri che maggiormente espone con parole semplici l’amore che Dio prova verso l’uomo, un amore talmente forte da perdonare tutte le colpe milioni, miliardi e addirittura un’infinità di volte. Il romanzo di Eraldo Affinati, Il Vangelo degli Angeli, è un esercizio letterario e apostolico d’esempio per chiunque voglia accostarsi per la prima volta alla parola del Maestro, chiamato nel seguente libro anche rabbi o Signore.

La storia di Gesù affascina da sempre piccoli e grandi, sia per la forza d’animo del Figlio dell’Uomo che non solo non si è mai lamentato né durante la flagellazione e nemmeno durante l’agonia della crocifissione. Dio che si è fatto uomo, Dio che è morto in croce per noi, per donarci la vita eterna e permetterci di entrare per sempre nel suo regno, il Paradiso. Il Vangelo degli Angeli descrive la storia della nascita dell’uomo che  cambiò radicalmente la storia del mondo, l’uomo che non nacque dal peccato ma che visse tra i peccatori, prostitute e anche ladri, affinché la sua bontà e il suo tocco divino riuscissero a cambiare proprio questi uomini e queste donne la cui vita era dissoluta, per portarli sulla retta via.

Gli angeli hanno un ruolo molto importante nonostante in questo libro rimangano abbastanza sullo sfondo, ma, come un plotone di soldati con le corazze blu, (è un colore che appare spesso, così come l’azzurro e il celeste), vegliano dall’alto dei cieli e spesso scendono sulla terra silenziosamente, per eseguire i comandi che gli vengono impartiti da Dio. Ci sono gli angeli custodi ad esempio e quelli che invece devono occuparsi di trascrivere come dei giornalisti ben impegnati sul pezzo ciò che  succede tra gli abitanti di Gerusalemme, e questo mi ha fatto sorridere un po’, perché è simpatico vedere gli angeli che trascrivono sui fogli, in modo molto normale e semplice, come semplice è da sempre il loro intento: avvicinarci alla volontà di Dio.

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Il reggimento angelico, la Guardia Reale di cui ci parla l’autore, abita al di là dal cielo, oltre i mari, perciò si denota la profondità dell’universo divino, la sua bellezza e soprattutto la sua perfezione. Tutti i personaggi che incontriamo nel romanzo a partire dagli arcangeli quali Gabriele, Michele e Raffaele, hanno delle caratteristiche particolari e nonostante non vengano sempre descritti in modo minuzioso, il lettore riesce a farsi un’immagine di loro ben specifica e realistica.

Un libro che cattura l’attenzione dalle prime pagine, un Vangelo “alternativo”, una lettura consigliata a chiunque ami la religione cristiana, che per alcuni fattori semantici e sintattici mi ha ricordato i Vangeli Apocrifi di cui si parla forse troppo poco. Eraldo Affinati ci prende per mano e ci conduce nel mondo divino ma anche terreno di un uomo che non è solo un uomo ma è il Redentore, il Messia. Un autore, Affinati, che riesce con eleganza e leggiadria a trattare con estrema delicatezza anche i temi più crudi della cattiveria, della spregiudicatezza dell’uomo e anche dell’invidia e del male stesso che da sempre abita l’animo umano.

I serafini conoscevano la trama di queste preghiere e le registravano tutte su speciali foglietti piegati più volte negli astucci dorati posti accanto ai cuori come poesie da recitare

Il romanzo passa in rassegna tutta la vita di Gesù, incuriosendo il lettore che si pone mille domande e riceve pian piano altrettante risposte, leggendo la storia che ha un ritmo piuttosto incalzante e si serve di similitudini e anafore per risultare maggiormente poetica e lirica. La nascita, la vita, la passione, la sofferenza, la morte e la resurrezione di un uomo che ha rivoluzionato la parola Amore, rendendo speciali gli ultimi, i reietti, i puri di cuore, attraverso le beatitudini e attraverso le opere di carità.

Affinati ci presenta un lavoro certosino, di una sensibilità e emotività uniche, tanto che il lettore scruta l’animo dei personaggi, infatti vi è un’introspezione non indifferente.

Voto: 5/5


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