Recensione “Sheol” di Francesco Romano

Benvenuti nello Sheol. In un futuro tanto asettico quanto prossimo, Michael è costretto a ingaggiare una sfida d’ingegno mortale, quali mosse sarà disposto a compiere per salvare la sua regina? Ecco l’opprimente fumetto partorito dall’utopica inventiva di Francesco Romano, vincitore del concorso “La Vicinanza Digitale”.

Titolo: Sheol
Autore: Francesco Romano

Editore: Upper Comics
Data pubblicazione: 15 Luglio 2021
Voto: 4/5

Classificazione: 4 su 5.

Cartaceo -> 3,50€


Recensione

Una partita a scacchi in cambio di una vita. È questa la sfida alla quale si sottopone Michael, giovane uomo che, un giorno, appena sconfitto con uno scacco matto dalla moglie Shaya sulla scacchiera, si vede crollare il mondo addosso. Shaya giace a terra, morta stecchita, così dal nulla. Lui accorre, si inginocchia accanto a lei. È disperato. Ed ecco che appare una figura che sembra in tutto e per tutto un tristo mietitore, solo più figo. Lo scheletro ammantato di scuro gli fa un’offerta, una partita a scacchi dove, se vincerà, potrà portare di nuovo in vita la moglie defunta. Se perderà, tuttavia, sarà condannato a vagare nello Sheol, la dimensione dove regna lo scheletrone, per sempre.

Questa è la trama di Sheol, semplice ed efficace, che si consuma veloce come una fiammella sotto un bicchiere. La storia si conclude in fretta e da una parte avrei voluto tanto poterne leggere di più, perché la vicenda è ammantata di mistero e cupezza, regna un’atmosfera tetra che adoro. Tuttavia, se la trama fosse stata tirata per lunghe, probabilmente avrebbe perso la sua particolarità. Quindi sì, mi sarebbe piaciuto fosse stato più lungo, ma forse è meglio così. Concentrato e potente, come un cazzotto nello stomaco.

La figura di Azrael, la morte, mi ha molto affascinato. A partire dal fatto che, ironicamente, ha il nome di un angelo. Le sue interazioni con Michael sono pulite e oneste, non è una di quelle figure stile trickster, oppure che traggono soddisfazione e divertimento dalla sofferenza altrui. Almeno, io l’ho interpretato così.

Il racconto non è troppo originale, ma ha comunque un gran fascino ed è ben strutturato. Il disegno, poi, è impagabile. Veramente stupendo, dalle tinte gotiche, stilizzato in certi punti e super dettagliato in altri. Mi ha stupito molto, super bello, riesce a dare una marcia in più alla storia rendendo il tutto super immersivo.

Voto: 4/5

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