Recensione “Grazie, strega” di Mauro Resta

È il 1991. In un agosto dal clima tropicale, con giornate torride e potenti acquazzoni notturni, si incrociano casualmente tre esistenze straziate. Diego è un alcolista che cerca conforto nel fondo delle bottiglie dopo l’improvvisa disgregazione della sua vita ordinariamente felice, divisa tra la famiglia e la squadra amatoriale di rugby. Laura è una quindicenne di Castellamonte in fuga da un rapporto con i propri genitori. Marco è un minuto ragazzino di undici anni. È cieco. Vive a Roccapiccola e proprio lì, i destini dei tre protagonisti si intrecciano con quello del boss di una piccola organizzazione criminale. “Grazie, strega” racconta la nascita del profondo legame affettivo che cambierà definitivamente le vite dei tre protagonisti

Titolo: Grazie, strega
Autore: Mauro Resta
Editore: Viola Editrice
Genere: Thriller, Storie di vita
Data pubblicazione: 23 Aprile 2021
Voto: 4/5

Classificazione: 4 su 5.

Cartaceo -> 16€


Recensione

L’autore tramite un senso di nostalgia costante, riesce a sottolineare con grande abilità tutti i problemi che fanno da filo conduttore alla quotidianità dei tre personaggi. Il lieto fine non è l’obiettivo di questa storia, ma tramite un’analisi profonda della società riesce a farne salire a galla la brutalità. Ammetto infatti di aver dovuto prendermi un attimo per meditare e metabolizzare alcuni stralci.

Il genere a primo acchito sembrerebbe essere quello del Thriller, ma così a mio avviso non è. Il libro è un genere a se stante, un mix tra storia di vita e tragicità che è possibile solo tramite l’incontro dei 3 protagonisti. Tre storie tragiche, tre storie di vita che portano a pensare, ma la giustizia divina dove è finita? Tre storie che portano a provare un magone costante e un dolore logorante.

Leggere le pagine di “Grazie, Strega” significa entrare in una dimensione di aiuto, dove si vorrebbe prendere i protagonisti e abbracciarli, confortarli, sorreggerli. Il racconto di tre vite spezzate che nei rispettivi dolori trovano l’un l’altro la forza di andare avanti.

Lo stile dell’autore non è mai scontato e per nulla banale, come per altro la storia non è mai. Un libro che so per certo non riuscirei a leggere nuovamente, come non sono mai riuscita a rivedere il film “La vita è bella“. In entrambi i casi il dolore che ho provato ha toccato corde che non vorrei far vibrare nuovamente.

Un romanzo che consiglio a tutti coloro che da un libro cercano di più.
Spietato, profondo e intenso, un romanzo che vi fa vedere nelle profondità del pozzo, sta poi a voi tirarne fuori la testa ed andare avanti.

Voto 4/5

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Austin Dove ha detto:

    ma cosa c’entra il titolo?

    Piace a 1 persona

    1. Muaty ha detto:

      Il titolo ha perfettamente senso, ma sarebbe uno spoiler troppo grosso da fare in una recensione

      "Mi piace"

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