Recensione “La tigre viola” di Maria Civitillo

Una ragazza con un sogno interrotto, una vita interrotta, dalla depressione e le sue conseguenze. Non un libro per affaticare le menti, soltanto per condividere un sentimento, un’emozione volata via dall’inchiostro.

Titolo: La tigre viola
Autore: Maria Civitillo
Editore: BookSprint Edizioni
Genere: Poesia
Data pubblicazione: 18 Febbraio 2021
Voto: 4.5/5

Classificazione: 4.5 su 5.

Ebook -> 9.99€

Recensione

Raramente mi è capitato di imbattermi in una rappresentazione così limpida e livida di dolore.

La tigre viola è una raccolta di poesie cariche di vita, sofferenza e incomprensione. Non sono solita leggere poesie, non so perchè non riescono a prendermi come fa un libro. Ma La tigre viola lascia a bocca aperta per la potenza, la chiarezza con cui ti schianta addosso i travagli interiori dell’autrice.

Le poesie sono aperte a molteplici chiavi di lettura, da cui ho tratto le mie con facilità proprio per questa vividezza e trasparenza del linguaggio. La sintassi fa proprio l’utilizzo di una punteggiatura che calca sui termini, aumentandone la potenza durante la lettura. Ogni parola è incastrata con le altre in modo che, a una lettura superficiale, potrebbe parere troppo semplice o banale. Ma non è così. Ogni cosa è studiata per trasmettere un’emozione ben precisa, dalle enjambement sparse per i versi alle sequenze di lessemi accostati l’uno all’altro.

Sono rimasta colpita perchè il dolore dell’autrice è quasi tangibile. Mi sono ritrovata coinvolta in numerose delle poesie, stupendomi per il fatto che avrei potuto scrivere dello stesso concetto, di un sentimento o di una situazione che ho provato io in prima persona. Si parla di sentirsi incompresi, di essere insofferenti rispetto al mondo che ci circonda, di annaspare nella ricerca della propria identità e del sentirsi persi quando non si è in grado di raggiungere i propri obiettivi (o di riuscire in quello che gli altri si aspettano da noi). E’ come una grande dichiarazione di sofferenza fatta sottovoce.

Ho apprezzato particolarmente certe poesie e volevo condividerle con voi, per esplicare meglio quello di cui sto parlando.

Lama trafiggi la mia carne,
lacera questa pelle ignara
del dolore. Sangue sgorgante
comincio a pensare di non essere
in grado di poter gestire
le mie emozioni. Non esisto,
non posso farlo. Sono coltello,
arma per distruggermi e sentirmi
piena di vuoto, mia essenza.

Qui l’agonia è tangibile, lo strazio di una persona che non si sente in grado di esistere, che è piena di vuoto tanto da definirla la sua essenza. In altri passi viene evidenziato nuovamente questo stato di impasse, di percepita incapacità di poter stare al mondo. E’ ben percepibile la confusione e la tristezza di non trovare il proprio posto nel mondo.

Cosa posso pensare
di ciò che dovrei essere,
se sono soltanto niente
.

In più, in alcune poesie, ho colto come un senso di possessività, di controllo che un esterno esercita sulla voce narrante:

Bastone tra le ruote,
la paura mi frena mi chiede, invoca.
Ti incarni diventando corpo
e volto di ciò che sai
essere, solo un povero arrabbiato padrone,
osservatore del suo gregge mentre fugge via
conscio del potere esercitato fino
a quel momento,
non puoi trattenerli oltre.

Hai scavato solchi profondi in terreno
giovane, fertile,
hai piantato inestirpabili follie,
ti rendi conto ora di raccogliere vendetta.

A questa volontà tirannica l’autrice si sottrae, si allontana, si ribella. Ma non sempre ha la forza di farlo e a volte deve arrendersi:

Senza voce mi perdo nelle spire
del mio pensiero nullo.
Immagini sfocate, segue un giaguaro in corsa,
come carne divenuta sua preda
senza forze per ribellarmi

Questa figura di padrona è materiale, fisica? Oppure è qualcosa di più complicato, nascosto nell’animo, astratto eppure così forte da condizionare una vita?

Il dubbio rimane, ma al contempo posso affermare che questa raccolta è veramente toccante, sofferta e intima. L’autrice si apre ai suoi lettori e soltanto per questo suo coraggio andrebbero letti i suoi componimenti. Sono oscuri, cupi e tristi, tuttavia a volte ti fanno sentire compreso, capito, ti fanno rendere conto che ci sono altre persone, là fuori, a provare i tuoi stessi sentimenti. Che magari dietro un sorriso stanno dolorosi travagli interiori, che la vita di tutti i giorni può essere una battaglia ardua da portare a termine e che non è mai, mai, una cosa semplice.

Voto: 4,5/5

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