“La truffa dei Logan” (2017) di Steven Soderbergh

Le storie incentrate sulle rapine, con un grosso piano intricato che viene messo in atto, in qualche maniera hanno sempre invaghito tutti, difatti, il mondo del cinema è pieno di film del genere. Soderbergh, che viene già dal successo della trilogia degli Ocean (Eleven, Twelve, Thirteen) decide di affrontare nuovamente la tematica attraverso una commedia molto leggera, e ci riesce veramente bene.

Per riscattarsi da un licenziamento, Jimmy Logan decide insieme al fratello Clyde e alla sorella Mellie di rapinare un caveau posto sotto un circuito di corse automobilistiche. Per farlo si serviranno dell’aiuto dell’esperto criminale Joe Bang, ma prima dovranno farlo evadere, e dei suoi due fratelli, Fish e Sam. Allo stesso tempo Jimmy deve anche riuscire a traslocare come la moglie con cui è separato per non stare troppo lontano dalla figlia Sadie. Per darvi un idea della struttura del film, dopo un prologo di presentazione, tutte le vicende sono principalmente incentrate sull’esecuzione del folle piano dei protagonisti e delle sue conseguenze, lasciando comunque spazio ad archi narrativi secondari come quello di Jimmy e la figlia.

Oltre al team del furto, il cast è composto da tantissimi nomi noti. Tutti volti che regalano belle interpretazioni, Daniel Craig e Adam Driver sopra di tutti, rispettivamente nei ruoli di Joe e Clyde. La commedia segue la narrazione per tutto il tempo e si incastra benissimo con la situazione senza essere mai troppo invasiva. Ciò che fa scorrere con forza il film, è la regia e il montaggio, favoriti anche da una trama che non si sofferma su cose inutili. Le sequenze sono ritmatissime e musicate, ricche della simpatia dei personaggi e del loro carisma, entrambi derivati da una forte caratterizzazione oltre che dalla recitazione. Personaggi strambi su cui mai nessuno scommetterebbe che possano attuare una rapina. Joe stesso non si fida dei due fratelli quando questi tenteranno di reclutarlo per il furto. Channing Tatum è un Jimmy Logan zoppo e goffo, Adam Driver è un Clyde reduce dalla guerra in Iraq, monco da un braccio, non rispettato, intimorito e quasi bambinesco negli atteggiamenti. Daniel Craig, comunemente noto per essere uno 007 carismatico ed elegante è qui ossigenato, sguaiato e tatuato. Tutte caratteristiche che favoriscono la premessa comica.

Dal punto di vista tecnico il film mostra una fotografia luminosissima, forse inusuale per il genere ma che funziona. Un film veramente leggero, per famiglie addirittura, per nulla volgare e che stupisce grazie al piano della rapina, veramente ben mostrato, divertente, geniale, che si avvale anche di colpi di scena e che è ovviamente il punto di forza di tutta la storia. Un po’ intricato ed esagerato forse, ma lo accettiamo. Le assurdità si fa fanno tranquillamente apprezzare in un film che si prende così poco sul serio. Il risultato finale è un film dall’ottimo intrattenimento, e che vi giuro, stavolta per niente impegnativo.

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