“Criminali da strapazzo” (2000) di Woody Allen

In vista del suo film “Rifkin’s festival” che sta facendo un validissimo successo al botteghino, vengo a presentarvi un’ opera minore di Woody Allen, se la si paragona a titoli come “Io e Annie” o “Manhattan” ma che raggiunge un livello di intrattenimento di una leggerezza notevolissima. Quello di Allen è un altro dei nomi grossi del cinema di cui tutti hanno sentito parlare ma che il grande pubblico italiano non ha quasi mai approfondito. Da maestro dell’ironia, con questo “Criminali da strapazzo” ci racconta una storia di ladruncoli imbranati che riesce a diventare ricchissima a seguito di un piano che sembra essere andato a rotoli.

Ray (Allen) e due suoi amici hanno intenzione di fare un grosso colpo che darà una svolta alla loro vita, ma il primo ostacolo che incontrano è appunto la moglie di Ray (Tracey Ullman) che rifiuta al marito di mettere la propria parte di denaro per l’attuazione del piano. Improvvisamente, il suo talento nel fare biscotti sarà un elemento importante per lo sconvolgimento delle loro intenzioni e che caricherà la situazione di ironia. Guardare per scoprire!

Come tutti i film di Allen, sono i dialoghi e di conseguenza la caratterizzazione dei personaggi ad essere l’anima della storia. La loro sbadataggine e le situazioni folli che ne derivano sono il fulcro di tutto il film. Ottime tutte le interpretazioni, e questo è essenziale per la riuscita di una commedia di questo tipo. Anche quelle dei personaggi secondari, che nonostante stiano per poco tempo sullo schermo, comunque ci fanno affezionare a loro. Forse infatti il poco uso di certi volti e una storia troppo breve sono l’unica pecca di questa pellicola che, una volta finita, ci porta a desiderare di volerne vedere ancora. Questo succede perché fin dall’inizio, in cui i protagonisti organizzano il piano, siamo sovrastati da gag su gag che ci immettono subito nella narrazione. Una volta dentro, il susseguirsi veloce di eventi, dove tutto è ridotto all’osso ed ogni scena porta avanti la storia senza mai rallentare e l’ironia comincia a prendere piede, ci trascina con enorme forza, tanto che arriveremo al finale convinti che siano passati appena 15 minuti.

Un opera così leggera, che non si sofferma in sequenze inutili, ma che scorre così veloce, fa sì che noi arriviamo alla conclusione con la voglia di vederlo da capo (per me è stato così, e non capita MAI) e soprattutto non appesantiti. Non solo ci intrattiene per tutta la sua durata, ma lascia anche una reminiscenza di buon umore e perciò, un film che riesce in questo effetto, racchiude la massima e pura espressione dell’intrattenimento cinematografico: far stare bene le persone dopo la visione, soddisfarle, farle sentire appagate. Purtroppo però, e questo accade anche con film artisticamente validi, quando usciamo dal cinema, o meglio, spegniamo la televisione, ci sentiamo sfiniti e spossati dai diecimila effetti speciali o dalle ispirate riflessioni poetiche che certe opere tendono a darci. Con questo “Criminali da strapazzo” invece, finiamo la sua visione leggeri come farfalle. Un film che consiglio a tutti, andrete sul sicuro!

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