Recensione “L’ombra del passato” di Elena Di Logarati

Una presenza oscura, minacciosa e difficile da fermare incombe sulle persone. La tecnologia informatica non ha più alcun segreto e quella biologica nessuna remora, agisce al di fuori di ogni codice etico e morale. Solo la detective Fox e la sua squadra hanno la chiave per fermare le ambizioni di potere che si celano dietro crudeli esperimenti e cruente morti sulle piste di auto da corsa. Jodie Fox si occupa della protezione del tempo e di manipolazione genetica, ma dovrà un giorno fare i conti con se stessa, il suo passato, un pesante segreto, un’ombra cupa che incombe sempre più vicina. E una inesorabile catena di eventi metterà in pericolo tutto ciò che per lei ha più importanza, rischiando di travolgerla e di lasciarla alla deriva senza alcuna àncora di salvezza. Una serie di indizi disseminati nella storia le faranno comprendere il senso di tanto smarrimento, ma soprattutto se potrà avere ancora un’occasione per essere davvero felice, la prova che volare è possibile, anche per chi vaga in cerca dell’indescrivibile e non mai imparato a sognare.

Titolo: L’ombra del passato

Autore: Elena Di Logarati

Editore: Link

Genere: Giallo

Data pubblicazione: 20 Agosto 2019

Voto: 1/5

Cartaceo -> 15€

RECENSIONE

Sinossi decisamente fuorviante rispetto al deludente contenuto. Un libro che fallisce non solo nel lasciare una qualsiasi emozione di sorta, ma anche nel semplice e niente affatto banale scopo intrattenitivo.

La storyline è impacciata, confusa, spezzata, senza proposito nè conclusione. L’assenza totale di caratterizzazione dei personaggi li rende completamente indistinguibili tra loro, alla stregua di figure vacue ed evanescenti. Una timida eccezione è rappresentata dalla protagonista, Jodie, le cui tristi ed introverse peculiarità vengono stressante dalla prima all’ultima pagina sino alla ridondanza, tuttavia senza spessore nè tridimensionalità e senza incontrare evoluzione alcuna, sino al tronco finale.

Il lessico piatto, basilare, monotono, penalizza la scorrevolezza di un racconto già di per sè – purtroppo- talmente tanto noioso e poco coinvolgente che senza la sua costante presenza sul comodino è impossibile ricordarsi di procedere la lettura.

La ricetta per un buon testo si compone di poco: una storia interessante, una bella penna, dei protagonisti che appaiano reali e tangibili.

Probabilmente in questo caso l’ombra si è estesa dal passato anche a questa sacra formula.

Voto finale: 1/5

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