Recensione “Ci vorrebbe l’amore” di Vania Bello

“Questa è una raccolta di poesie d’amore scritte da una persona molto sentimentale e dolce Scrivere questo libro era il mio desiderio da una vita. Queste poesie sono lo specchio del mio animo”.

Titolo: Ci vorrebbe l’amore

Autore: Vania Bello

Editore: ilmiolibro self publishing 

Genere: Raccolta di poesie

Data pubblicazione: 1 Luglio 2020

Voto: 4/5

Classificazione: 4 su 5.

Cartaceo -> 13,50€


Recensione

L’infinito si nasconde dietro la grammatica del cuore, spesso ognuno di noi tende a celare i propri stati d’animo affinché non possa apparire inerme innanzi alla prospettiva altrui. Le fragilità interiori sono un’intercapedine, quasi un orpello, infatti proprio per questa ragione l’uomo contemporaneo maschera il suo senso di liquidità anche per ciò che concerne la sfera intima, spirituale, sentimentale e intimistica. L’autrice Vania Bello esordisce con la sua prima raccolta poetica che si intitola “Ci vorrebbe l’amore”; già la particella pronominale “Ci” induce il lettore a una costatazione determinante che potremmo riassumerla con questo pressante interrogativo: “Nel nostro momento storico la riscoperta dei sentimenti umani potrebbe salvare l’essere umano dal cinismo?” Vania Bello, verso dopo verso, mette a nudo la sua anima poetica tanto è vero che il suo stile letterario è l’empasse della sua interiorità. Il desio di raccontarsi è la velleità che più la induce incessantemente a comporre poesie pregne di un autentico spasimo amoroso anzi è come se ogni poesia convergesse nei meandri delle emozioni della nostra scrittrice che, a volte sembrano volerci cullare, a volte, invece, si presentano al pari di un mare in tempesta o di un vortice passionale, tuttavia l’autrice si mostra abile nostromo e i lettori nel suo battello potranno navigare in una rotta sicura. La ricerca spasmodica del vero amore è l’essenza vitale che fa da corollario a questa raccolta poetica, in tal senso possiamo identificare la personificazione dell'”Amore” che è protagonista di questa pubblicazione e, anche, Essere come appercezione humiana. Secondo Vania Bello la reificazione a mero “oggetto” dell’amore dovrebbe essere ben lungi dal sentire intimo umano giacché nel momento in cui ciò dovesse verificarsi il genere umano sarebbe già andato incontro a un’ennesima sconfitta ossia la perdita degli ideali e dei valori sotto un’ottica esistenzialista dunque la caparbietà che caratterizza la nostra poetessa non si svilisce di fronte l’ostentato e presunto individualismo del XXI secolo. I lettori si immergeranno nel brodo di giuggiole di questa straordinaria scrittrice, in parte anticonformista, giacché il romanticismo potrebbe apparire ai molti obsoleto invece dovremmo tutti riscoprire questa dimensione che forse abbiamo totalmente accantonato o forse ancora peggio obliato? La nostra Vania Bello allo scoccare della mezzanotte è una vedetta che ha azionato un richiamo d’allarme dritto alle nostre coscienze.

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