La Foresta d’Acqua – Kenzaburō Ōe | Recensione

DAL PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA

«In «La foresta d’acqua», Ōe, con grande maestria, guida il lettore in una densa foresta di storie e reminiscenze e riflette sul valore inestimabile della memoria.»
The Guardian

«Un libro esemplare.»
The Independent

«Un romanzo epico in cui Ōesi confronta con i grandi temi della paternità e dei doveri di famiglia.»
Elle

«Uno dei romanzi di Ōe meglio riusciti: provocatorio, profondo ed elegante.»
Kirkus

«Una grande storia di necessarie introspezioni e oggettivazioni.»
Internazionale – Goffredo Fofi

Il fiume più lungo scorre dentro di noi. Solo risalendo la corrente, possiamo conoscere la verità.

La tempesta imperversa sul fiume, ma la luna buca la coltre di nubi e illumina a giorno la figura di un uomo inghiottito dalle onde. È questo il sogno che tormenta Choko Kogito da quando suo padre è annegato, anni prima, proprio in quelle acque. Da allora, ha cercato di affidare alle pagine di un romanzo il senso di smarrimento che ancora prova, ma non ci è mai riuscito. Finché sua sorella Asa lo invita a tornare nella valle natia dello Shikoku: ad attenderlo c’è una valigia rossa che contiene alcuni documenti del padre che potrebbero aiutarlo a sciogliere i nodi del suo passato e a mettere fine a una crisi d’ispirazione durata troppo a lungo. Kogito non esita un istante a lasciare Tokyo per tornare nel luogo in cui è cresciuto. Qui, giorno dopo giorno, cerca di trovare un senso a eventi che la sua immaginazione ha ormai trasfigurato e di mettere ordine dentro sé stesso. Ma si rende conto che da solo non può riuscirci. Ha bisogno di qualcuno con cui condividere le difficoltà e che sia in grado di guidare il suo sguardo nella giusta direzione. Ed è nella giovane Unaiko che trova l’aiuto desiderato. Come lui, l’aspirante attrice nasconde profonde fragilità e sa cosa significhi passare la vita alla ricerca di un finale che tarda ad arrivare. Dopo il loro fortuito incontro, Kogito e Unaiko iniziano a collaborare alla stesura di una complessa sceneggiatura teatrale. Perché sono convinti che unendo le forze potranno ritrovare la linfa creativa necessaria a dar voce a ciò che finora è stato solo silenzio.

Kenzaburo Oe, premio Nobel per la letteratura nel 1994, ci consegna un romanzo visionario che rappresenta la summa della sua esperienza autoriale. La foresta d’acqua non è solo uno splendido e toccante ritratto dell’artista che si confronta con lo scorrere del tempo, ma anche un’acuta riflessione sulla forza della narrazione e dei modi in cui può ricomporre fratture emotive, personali e collettive.

Titolo: La Foresta d’Acqua
Autore: Kenzaburō Ōe
Editore: Garzanti

Data di pubblicazione: 7 Novembre 2019
Genere: Narrativa moderna

Voto

Classificazione: 3 su 5.

Cartaceo -> 25€ | Ebook -> 12,99€


Recensione

Scritto dal premio Nobel per la letterature nel 1994 Kenzaburō Ōe, la foresta d’acqua tocca un tema a me molto caro, la paternità. Opera fortemente autobiografica, narra il percorso che Choko Kogito, alter ego di Oe, intraprende alla luce dei settant’anni per scrivere un ultimo romanzo: “il romanzo dell’annegamento”. Romanzo che narra della prematura scomparsa di un padre amato incondizionatamente, vittima di un gesto incauto e incompreso.

La volontà di scrivere questo romanzo lo tormenta da anni però è bloccato dalla madre che, custode della valigia rossa in cui sono conservati gli averi del marito, si rifiuta di rendergliela. Solo dopo 10 anni dalla morte della madre Choko riuscirà finalmente ad entrare in possesso di quel tanto agognato materiale, iniziando così il suo percorso verso la liberazione interiore. 

La paternità domina le pagine di questo racconto non solo per la ricerca di pace interiore di Choko, cercando di dare un senso alla tragica perdita del padre, ma anche per il fragile legame che unisce lui stesso al figlio Akari, affetto da una malformazione sin dalla nascita. 

Ma c’è un altro tema fondamentale che con giustificata prepotenza emerge dalla narrazione: la violenza sulle donne e sui bambini. Unaiko, l’attrice teatrale che instaura un legame significativo con Choko, combatte con un passato turbolento caratterizzato da abusi; passato al quale Oe dà ampia voce facendo emergere così, un tema di cui, a mio avviso, non si parla a sufficienza. 

Attraverso le descrizioni vi sentirete catapultati in Giappone sarete travolti da un’atmosfera rispettosa e calma. Nonostante i loro tormenti interiori dei personaggi, non perdono mai il loro equilibrio interiore e questo ci viene trasmesso attraverso il cadenza rilassata che caratterizza questa storia. 

Scritto con il ritmo lento e la calma di chi sa esattamente dove vuole arrivare, la “Foresta D’acqua” è un romanzo intenso, a volte anche ripetitivo, ma rimane innegabile il crescendo della tensione che culmina in un finale sorprendente e inaspettato che riesce a trasmettere un senso di risoluzione e sollievo.

Voto 3/5

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