Recensione “Il Brivido dell’Ignoto” di Bob Shepton

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Titolo: Il brivido dell’ignoto

Autore: Bob Shepton

Casa editrice: Alpine Studio

Genere: Narrativa contemporanea

Data pubblicazione: 24 Gennaio 2019

Voto: 5/5

Cartaceo -> 16,80€ 


Sinossi

Bob Shepton, un uomo semplice, una vita straordinaria. Dopo gli anni di servizio per la Royal Marines, scelse di prendere i voti e dedicare la sua vita ad aiutare i giovani. Con la moglie Kate e i loro figli, decise di comprare una piccola barca per i viaggi di famiglia, e fu così che nacque la sua passione per la vela. Dopo le prime spedizioni dalla Scozia alle Azzorre fatte con gli studenti delle scuole in cui lavorava passò alle più lunghe e difficili traversate atlantiche, e poi, una volta in pensione, si spinse sempre più lontano, verso l’Artico e l’Antartide, attraversando il Pacifico e affrontando il Passaggio a Nordovest. Una vita dedicata all’avventura, con le sue gioie e i suoi rischi, in un continuo passare da una spedizione all’altra, da una sfida a quella successiva. Non pago della sola navigazione, trovò il modo di combinare alla vela l’alpinismo e lo sci, iniziando alcune scalate direttamente dal ponte della sua barca, la Dodo’s Delight. Così, senza mai perdersi d’animo nemmeno quando la sua prima Dodo venne distrutta da un incendio, Shepton racconta la sua storia, tra panorami mozzafiato nei fiordi della Groenlandia, insidiosi iceberg nascosti nella nebbia, tramonti incantevoli e alberi spezzati, in una perfetta dimostrazione della sua idea che l’avventura debba necessariamente essere un misto di rischio e bellezza.

Recensione

Arrampicata, navigazione. Le due principali azioni che hanno caratterizzato e contraddistinguono ancora l’ultraottantenne autore di questi racconti Bob Shepton.

“La gente mi ha chiesto: perchè hai questa brama di avventura? La risposta più semplice è che in realtà non lo so.”

Padre di famiglia, prete e insegnante, un uomo comune lo Shepton, comincia le prime spedizioni in barca a vela con i propri studenti verso le Azzorre, per poi compiere la traversata atlantica e mano a mano sempre più attratto dall’ Artico e l’Antartide fino al Passaggio a Nordovest.

Successivamente alle prime spedizioni comincia a combinare l’arrampicata alla navigazione, facendo molte prime ascensioni.

Ogni traversata racconta la meraviglia di ogni luogo attraversato che non potrebbe sussistere se non accompagnata nella stessa misura dal rischio che si cela dietro ad essa, due facce della stessa medaglia. E’ un esempio la maestosità insidiosa degli iceberg. Il fascino nasce quando coesistono stupore e pericolo, nasce dall’ignoto che suscita nell’animo una sorta di dipendenza.

Quali pensieri attraversano la mente di chi vive la propria vita in una sorta di confine tra la rassicurante conoscenza e il mistero dell’ignoto, tra sicurezza e pericolo, tra ragione e follia? Forse significa rompere ogni schema o sovrastruttura mentale per superare momento dopo momento i propri limiti , o forse rappresenta una fuga dalla realtà oppure entrambe le ipotesi corrispondono a verità?

L’autore risponde così:

“Forse c’è anche un pò di desiderio di fuga.Se sei impegnato con un’arrampicata su roccia o con qualunque sfida difficile è impossibile pensare ad altro, e le tensioni della vita svaniscono.” e poi aggiunge : “Perchè io sia davvero soddisfatto devono esserci una sfida e il raggiungimento di uno scopo. Spesso l’avventura implica il rischio, che deve essere gestito, ma è la sfida la vera e ultima soddisfazione”.

La sfida. Si legge sul dizionario: provocazione dell’avversario a duello o a qualsiasi altra competizione.

Chi è quindi l’avversario? Siamo forse noi stessi? Le nostre paure, i nostri limiti?

E’ più difficile scandagliare i ghiacci dell’Antartide o la mente umana?

Provate a viaggiare tra questi racconti e a conoscere un uomo che decide di vincere su se stesso attimo dopo attimo.

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