Recensione “Ossa” Giampiero Margiovanni

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Titolo: Ossa

Autore: Giampiero Margiovanni

Editore: IlViandante

Genere: Thriller

Data pubblicazione: 20 Gennaio 2019

Voto: 4/5

Cartaceo -> 14€ 


Sinossi

“Ossa” è un progetto narrativo nato nel febbraio del 2018. È composto da diciassette racconti, di cui uno che costituiva l’incipit di quello che doveva essere il secondo romanzo dell’autore, che poi ha avuto un momento di stallo. Nella pausa che lo scrittore ha preso da questo secondo romanzo ha sentito la necessità di creare una sorta di esperienza di scrittura. Ha deciso perciò di “farsi le ossa”, appunto, dando vita a questa raccolta. I protagonisti delle storie narrate sono una manica di personaggi borderline: falliti, serial killer, artisti da strapazzo o in perenne conflitto con sé. Ci sono anche prostitute, trans, pervertiti e ragazzi con disturbi della personalità o alla ricerca della notte perfetta. Ognuno di loro, nel loro mondo e a loro modo, si trova a far fronte a situazioni grottesche e al limite del surreale dalle quali non sempre usciranno vincitori. Sono storie ricche di violenza, sfrenate passioni e mondi immaginari che vanno a formare così lo scheletro di quello che è lo stile di scrittura dell’autore.

Recensione

E’ la prima volta che mi trovo a leggere una raccolta di racconti così profonda, unica e che non temo di definire un pozzo senza fondo di nichilismo. Questa serie di brani, denotati di grandissima abilità stilistica, tiene con il fiato sospeso fino all’ultima parola; i temi variano da storia a storia, ma in sottofondo striscia una malinconia articolata, studiata, che correla gli eventi di un lato oscuro e spesso morboso. La scrittura è scorrevole e fluida, scroscia come una cascata sul lettore, inebetito dal cambiamento repentino di argomenti. La tensione è sempre alta e porta a creare delle aspettative, che a volte vengono confermate ed altre, fortunatamente, no. Un caso di disastro scampato è quello narrato in “Gianni, Dado e Piero“, in cui i ragazzi rischiano di perdere la vita in un incidente automobilistico. Ancora “La pioggia rossa si conclude con un finale positivo, quando io già leggendo il titolo mi ero preparata a livelli di splatter paurosamente elevati. Putroppo non tutte le storie sono a lieto fine, come ben si sa. In “Due euro” tutto parte da un giovane solitario che aiuta una vecchina; mentre si scorrono le pagine, si percepisce una presenza angosciante alle nostre spalle, pronta a palesarsi quando meno si aspetterebbe, e la sensazione che qualcosa stia per andare storto nel racconto si concretizza nel finale. Alcuni dei tasselli che compongono la raccolta sono particolari, e ho stentato a trovarvi un senso. Non che ci sia bisogno di scovarlo, per godere della lettura! Fra questi, quello che mi è rimasto più impresso è “La casa col balcone basso“, la storia di un bambino ed un anziano che dibattono su una questione di importanza capitale: meglio fare l’amore o darsi piacere da soli? Anche “Alla torre” mi ha lasciata un po’ turbata, forse per l’inusuale metodo con cui il protagonista si procura la pittura per i suoi dipinti. “La sessione di Ob” invece mi ha molto colpito e fino al termine del brano sono rimasta in bilico, prospettandomi una conclusione tragica. Un ragazzo che si innamora di una creazione della sua mente, che ha trasposto nel mondo reale. Di certo una trama dai mille spunti psicologici. A mio parere questo insieme di testi è volto alla speculazione più attenta ed accurata dell’essere umano in ogni suo aspetto, valorizzando forse quello negativo. I comportamenti di noi tutti vengono messi sotto i riflettori, i problemi, i pensieri, la paura… tutto viene cucito in un affresco dalle tinte scure, apocalittiche, che dipingono la mente umana esponendone le sfumature più nascoste. Una lettura veramente gradita e consigliata, soprattutto a chi apprezza la psicologia ed il thriller, con qualche pausa per riprendere fiato.

Voto:4/5

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